Amenorrea: la mancanza di mestruazioni in età fertile

Per quanto le pubblicità cerchino di ingannare le persone, “quei giorni” non sono né trascurabili né indolori, almeno per la maggior parte delle donne. Nella gran parte dei casi invece, le mestruazioni provocano disagi e impongono l’uso costante di farmaci antidolorifici.

Nonostante questo, il ciclo è fondamentale per la funzionalità fisiologica della donna ed è necessario che si presenti periodicamente così come la natura vuole, altrimenti ci si ritrova in uno stato di amenorrea.

Come funzionano le mestruazioni?

Il ciclo mestruale si divide in 2 fasi: quella follicolare e quella luteale. Nella prima fase i follicoli (piccole strutture che contengono l’ovocita primario, non maturo) iniziano a sintetizzare gli ormoni (estrogeni e progesterone) utili per la ricostruzione dell’endometrio, il tessuto che riveste l’utero e che si rigenera ad ogni mestruazione, e si attivano per portare a termine la maturazione del’ovocita. Questa fase dura circa 14 giorni (ma dipende molto dall’individualità della donna) al termine dei quali avviene l’ovulazione, cioè il follicolo lascia andare la cellula uovo matura e pronta per la fecondazione nelle tube di Falloppio. Nella seconda fase del ciclo, quella luteale che dura anch’essa circa 14 giorni,il follicolo si trasforma, prende il nome di corpo luteo e produce progesterone, l’ormone che prepara l’utero ad accogliere l’uovo fecondato. Se la fecondazione non avviene, l’endometrio si sfalda e viene espulso nell’arco di quei 3-6 giorni di fastidi e dolori addominali che tutte le donne ben conoscono.

Perché alcune donne non hanno le mestruazioni?

La condizione di amenorrea può essere determinata da più fattori su cui il medico deve indagare per ottenere una risposta certa sulla situazione individuale della paziente.

Innanzitutto è bene considerare che esistono due tipi di amenorrea: la primaria e la secondaria.

La primaria riguarda le donne che raggiunta l’età prestabilita non vedono sopraggiungere la prima mestruazione. Questa solitamente si presenta tra i 12 e i 15 anni e un ritardo eccessivo nella sua comparsa deve essere valutato da un medico. Le cause possono essere intragenitali, cioè possono essere dovute a un mancato sviluppo dell’apparato genitale specialmente per quanto riguarda le ovaie o l’utero, ma esistono anche cause extragenitali, dovute invece al malfunzionamento di alcune ghiandole poste accanto al cervello: ipotalamo e ipofisi, che regolano la produzione di ormoni come gli estrogeni o il progesterone. In alcuni casi anche gravi disfunzioni della tiroide, avitaminosi, denutrizione, malattie infettive gravi o anemie possono provocare l’amenorrea primaria.

A volte capita che tutto il meccanismo mestruale funzioni perfettamente accompagnato anche dal normale sviluppo del corpo femminile (peli sul pube e sotto le ascelle, sviluppo del seno e di forme “mature”) senza che però compaiano le mestruazioni perché la fuoriuscita del sangue è per qualche motivo ostacolata. In questo caso si parla dicriptomenorrea.

Pubblicità
loading...

L’amenorrea secondaria comprende invece quei casi in cui le mestruazioni compaiono alla giusta età, ma ad un certo punto si fermano e “saltano” più di qualche mese. Anche in questo caso è decisamente opportuno recarsi dal medico per capire cosa sta succedendo al proprio corpo.

Tolti i casi in cui l’amenorrea secondaria può dirsi fisiologica, come in gravidanza o in menopausa, le cause principali del problema dipendono da operazioni chirurgiche che hanno eliminato utero o ovaie oppure da disfunzioni causate da un eccesso di raggi x o dalla distruzione dell’endometrio a causa di un’endometrite tubercolare. Per quanto riguarda le cause extragenitali esiste una patologia che causa amenorrea: il morbo di Simmonds, che provoca la distruzione di una parte dell’ipofisi; spesso in questi casi sono anche altre le ghiandole che non funzionano e la situazione può presentarsi grave anche in altri aspetti della vita quotidiana.

Alcuni tumori, anche benigni, dell’ipofisi possono comprimere il tessuto della ghiandola inficiando la buona funzionalità ormonale corporea e inducendo l’amenorrea secondaria. Infine terminare il quantitativo follicolare in giovane età può causare uno stato di menopausa precoce.

Qual è la terapia giusta per contrastare l’amenorrea?

Sia nel caso di amenorrea primaria che secondaria, la terapia deve essere studiata dal medico specialista relativamente alle cause specifiche. Solitamente se il problema è ormonale, basta iniziare una terapia sostitutiva che permetta l’assunzione del giusto quantitativo di ormoni, ma se invece il problema è meccanico, dovuto cioè all’asportazione di parte dell’apparato, al momento non è disponibile alcuna cura efficace. Nei casi di denutrizione o avitaminosi o di tumori, quando cioè l’amenorrea è più il sintomo che la patologia vera e propria, il medico deve cercare di risolvere il problema che c’è alla base così che anche il sintomo possa regredire spontaneamente.

In ogni caso è sempre bene informare il medico per qualsiasi disfunzione a livello genitale e a carico del ciclo mestruale in modo tale che, se sussiste una patologia da curare, lo si possa fare in tempi brevi e con la necessaria tempestività.


Articoli che potrebbero interessarti

Tags: , ,

Non ci sono commenti.

Lascia un Commento