Aloe arborescens: una pianta ornamentale o qualcosa di più?

Come capita spesso, periodicamente le mode portano il grande pubblico a conoscenza di piante (o altro) che, pur essendo sempre esistite, per anni hanno fatto parte della sola erudizione specialistica.

Tanto è accaduto, ad esempio, relativamente all’aloe.

L’aloe è una pianta di cui si conoscono testimonianze piuttosto antiche (sembra ne abbia parlato anche Colombo al ritorno dal suo lungo viaggio), ma oggi pare che non possa proprio mancare nelle case di chiunque. Ma perché? Cos’è l’aloe? A cosa serve?

Pianta africana, diffusa in tutto il Mondo

L’aloe è una pianta succulenta, popolarmente detta pianta grassa, possiede perciò foglie molto spesse e ricche di liquidi e ne esistono diverse varietà.

Sono tutte varietà africane, ma oggi l’aloe viene coltivata con successo anche in Italia, specialmente nelle coste e dove la temperatura non scende mai sotto lo zero.

È nota l’Aloe Vera, di cui si è sentito molto parlare per le sue proprietà fitoterapiche, a cui ultimamente l’Aloe Arborescens sta rubando la scena.

In qualsiasi supermercato o vivaio si possono trovare piantine di aloe da tenere in casa, ma non solo: in caso di necessità è possibile asportare una parte delle foglie per produrne ottimi “gel” da usare contro eritemi o ustioni.

A cosa serve l’aloe?

In fitoterapia l’Aloe Vera viene usata per le sue proprietà depurative e rigenerative. Per questo esistono molti prodotti per la cura della pelle, ma assumendone il gel (che popolarmente viene chiamato succo d’aloe) si possono ottenere anche ottimi risultati depurativi per il fegato.

Le buone proprietà dell’Aloe Vera vengono però messe in secondo piano da quelle dell’Aloe Arborescens.

Sembra infatti che quest’ultima abbia maggiori concentrazioni di calcio, magnesio, cromo, ferro, zinco e vitamine che rendono il prodotto, nelle giuste preparazioni, un eccellente energizzante.

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In più la presenza di un polisaccaride particolare fa sì che l’Aloe Arborescens sia particolarmente indicata nei casi in cui sia necessaria una rigenerazione e riparazione cellulare: sembra che ustioni e piccole ferite possano guarire prima con l’applicazione delle giuste dosi di prodotto.

L’Aloe Arborescens contiene inoltre antrachinoni, ciò significa che, in base alle quantità assunte, può avere un effetto lassativo o purgativo importante.

Ma c’è di più?

La letteratura non ufficiale parla anche di studi effettuati su animali e persone per quanto riguarda l’utilizzo dell’aloe arborescens nei casi oncologici. Il primo a farne menzione è un francescano dell’Ordine dei Frati Minori: Padre Romano Zago, brasiliano di origini italiane sembra che nel corso del XX secolo abbia elaborato una “ricetta anticancro” a base di aloe arborescens, miele e alcool.

Pare anche che non sia stato l’unico ad ottenere buoni risultati dai suoi esperimenti; ci sono piccoli gruppi di studiosi che hanno cercato di approfondire l’argomento mediante esperimenti su animali ammalati o su cellule tumorali in vitro e quel che, secondo le loro testimonianze, è accaduto è stato un successo sia relativamente alla distruzione delle cellule malate, sia relativamente all’atossicità per tutto il resto del corpo.

Queste ricerche sono state prevedibilmente osteggiate dalla medicina ufficiale in quanto non seguendo alcun protocollo scientifico predeterminato, non possono considerarsi veri e propri studi scientifici.

Cosa fare, dunque?

Nonostante i vari siti internet possano spacciare l’Aloe Arborescens come una portentosa cura per il cancro, nessun erborista consiglierebbe mai a un malato di cancro di non andare dal medico. Per il momento l’aloe (insieme ad altri prodotti) può sicuramente essere un’ottima terapia di supporto per chi deve sostenere cure difficili e a volte dolorose, ma non può curare una malattia tanto grave.

La libertà individuale fa certo sì che ognuno possa trattare il proprio corpo come meglio crede e rinunciare o affidarsi alle varie cure proposte dal mondo medico ufficiale o alternativo; in ogni caso è opportuno sottolineare che non esistono, al momento, cure accertate per combattere il cancro che non siano la chemioterapia o la radioterapia.

Nella speranza ovviamente che si possano presto elaborare scientificamente metodi preventivi o curativi meno invasivi e deleteri per l’organismo (magari anche grazie all’utilizzo di l’Aloe Arborescens).


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