Allergia alla polvere: colpa degli acari!

Più o meno a chiunque è capitato di starnutire a causa della polvere mentre, ad esempio, si spolvera un vecchio scaffale pieno di libri o si entra in una cantina piena di oggetti abbandonati, ma per qualcuno il fastidio provocato dalla polvere può manifestarsi in un modo decisamente intenso.

Si tratta di persone particolarmente sensibili che probabilmente hanno sviluppato un’allergia alla polvere.

Cos’è l’allergia alla polvere e da cosa è provocata?

L’allergia alla polvere è provocata, nei soggetti predisposti, da un’eccessiva reazione immunitaria in presenza di piccoli organismi, gli acari, presenti praticamente ovunque nelle case. Si tratta principalmente del Dermatophagoides pteronyssinus e del Dermatophagoides farinae che si nutrono delle piccole scaglie di pelle che chiunque perde continuamene e che si annidano in ogni dove.

È quindi necessario fare attenzione ai luoghi in cui maggiormente è possibile che se ne accumulino più che altrove: si tratta di cuscini, materassi, tappeti, peluches, sedie imbottite, tende e moquettes.

Chi si scopre allergico agli acari della polvere presenta dei sintomi ben distinguibili; sono soprattutto le vie aeree a manifestare i sintomi dell’allergia, gli starnuti sono all’ordine del giorno specialmente in lunghe sequenze che lasciano occhi lacrimosi e irritazione alle mucose del naso e della gola.

Ovviamente è possibile che in soggetti particolarmente sensibili l’allergia possa addirittura sfociare in veri e propri attacchi d’asma , per i quali è assolutamente opportuno prendere dei provvedimenti tempestivi.

Cosa fare per gestire e prevenire l’allergia alla polvere?

È certamente impossibile prevenire l’allergia agli acari della polvere: se è presente l’allergene, questo eserciterà la sua azione irritante sul soggetto sensibile.

È però possibile prendere dei provvedimenti affinché la sintomatologia sia ridotta a manifestazioni lievi e, per quanto possibile, rari.

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Si tratta di piccoli accorgimenti da adottare principalmente nella pulizia della propria casa: lavare spesso tende, cuscini e peluches ed evitare moquettes e tappeti sono i primi provvedimenti da prendere, ma anche il cambio della biancheria da letto deve essere frequente e soprattutto coperte e lenzuola dovrebbero essere esposte alla luce del sole quotidianamente; gli acari sono infatti fotosensibili, muoiono cioè al contatto con i raggi solari.

È anche bene sapere che un ambiente caldo umido favorisce la proliferazione degli acari (così come delle muffe!); è quindi bene aerare frequentemente tutti gli ambienti della casa (almeno mezz’ora al giorno), evitare accumuli di vapore nelle stanze (come quello provocato dalla doccia calda o dalla cottura dei cibi) tenendo le finestre aperte finché è necessario o utilizzando un buon deumidificatore, non superare in casa la temperatura di 20°C, evitare il fumo che sembra favorisca la proliferazione dei microorganismi e ridurre al minimo l’utilizzo di insetticidi e detersivi aggressivi per la pulizia delle tappezzerie e dei pavimenti in quanto possono irritare maggiormente le mucose.

In questo modo il numero dei piccoli organismi responsabili della reazione immunitaria viene ridotto al minimo e conseguentemente gli attacchi allergici divengono più rari. Rientra poi nella coscienza del soggetto evitare i luoghi particolarmente polverosi come vecchie cantine e luoghi chiusi rimasti inabitati per tempi medio-lunghi.

Cosa fare nel caso si sia allergici alla polvere?

Se ci si rende conto di essere eccessivamente sensibili alla presenza della polvere diventa necessario rivolgersi a un medico che, dopo le opportune analisi è in grado di confermare la diagnosi di allergia o meno. Un allergologo può proporre al soggetto allergico degli antistaminici per le fasi acute ed eventualmente un vaccino che nell’arco di qualche anno dovrebbe migliorare sensibilmente la condizione del paziente.

Gli antistaminici si trovano solitamente in forma di pasticche e di spray nasali. Lo specialista, pur prescrivendo il farmaco più appropriato, deve rendere noti gli effetti collaterali più frequenti: sonnolenza e tendenza all’assuefazione per quanto riguarda le pasticche e la sensibilizzazione delle mucose nasali che rischiano, con un uso prolungato e continuativo, la formazione di polipi da eliminare chirurgicamente.

Chi vuole affidarsi ai rimedi naturali può inoltre rivolgersi agli esperti del settore che, in base all’anamnesi del paziente, possono consigliare l’assunzione di gemmoderivati o estratti idroalcolici come, ad esempio, quello di ribes nero e di echinacea.

 


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