Xerostomia: più conosciuta come secchezza delle fauci

Parlare e deglutire sono azioni talmente istintive da sembrare scontate ai più, tuttavia esiste un problema che sembra assai poca cosa, ma che in realtà provoca problemi fastidiosi che possono incidere notevolmente sulla qualità della propria vita. Si tratta della xerostomia. Quante volte capita al mattino di svegliarsi con la salivazione azzerata e di aver bisogno di qualche minuto affinché la gola smetta di grattare e le parole possano essere chiaramente articolate? Spesso basta lavarsi i denti o bere un sorso d’acqua per eliminare il problema; ma se esso non svanisse in pochi minuti e si protraesse invece per tutta la giornata, ci si sentirebbe certamente a disagio e, a volte, in situazioni di vera e propria difficoltà.

Da cosa è provocata la secchezza delle fauci?

La saliva è un fluido secreto da alcune ghiandole specifiche, le parotidi, le sottomandibolari e le sottolinguali, ed è costituita per il 98% di acqua e per il restante 2% di sostanze come muco, enzimi o elettroliti (sodio, potassio, calcio ed altri). La saliva è importante per umidificare l’ambiente orale, permettere la mobilità della lingua, il passaggio dei cibi e la deglutizione. Inizia il processo di destrutturazione degli alimenti ed ha un’azione fortemente antibatterica di difesa della bocca dagli agenti patogeni introdotti con la respirazione o col cibo.

Ci sono alcune malattie che possono provocare la mancata secrezione di questa sostanza e di cui la xerostomia può essere un sintomo: il diabete, il Morbo di Parkinson, la Sindrome di Sjogren, alcune malattie autoimmuni, l’HIV/AIDS o la lesione di alcuni nervi della testa, ma la secchezza delle fauci può essere causata anche dall’assunzione di farmaci (antidepressivi, antidiarroici, antistaminici, diuretici, miorilassanti, ecc.), ipovitaminosi o stati di ansia e depressione.

Data la gravità di alcune di queste potenziali cause è opportuno, nel caso si presentino i sintomi, indagare rivolgendosi a un medico specialista che quando lo ritiene opportuno può prescrivere delle analisi specifiche.

Quali sono i sintomi della xerostomia e come viene trattata?

Solitamente il primo fastidioso sintomo che induce il soggetto a recarsi dal medico è il senso di arsura e di “lingua asciutta”; la poca saliva che c’è è vischiosa e appiccicosa e più che dare sollievo, infastidisce maggiormente. La mancanza delle sostanze antibatteriche ed antifungine della saliva fa sì che si sviluppino delle candidosi, delle gengiviti, delle stomatiti aftose e la loro conseguente alitosi. Perciò, appena uno dei sintomi descritti fa capolino, è opportuno chiedere al proprio dentista di fiducia consigli pratici ed eventuali esami approfonditi, affinchè il disturbo possa essere risolto sia nell’immediato che a lungo termine (e questo è possibile solo capendo la causa scatenante).

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Il buon odontoiatra può accorgersi anche durante una semplice visita di controllo di una salivazione anomala; anche se il paziente non ha dato peso ad eventuali sintomi, evidentemente non troppo fastidiosi, può essere lui stesso a instillare il dubbio e a prescrivere della analisi.

Dopo la visita anamnestica, relativamente al caso specifico, il dentista può esaminare le ghiandole con la palpazione, prescrivere analisi del sangue se si sospetta già qualche patologia specifica o al limite provvedere anche a una biopsia delle ghiandole salivari.

Mentre si indaga sulle cause scatenanti, il medico può prescrivere alcuni farmaci come pilocarpina e cevimelina, in grado di restituire temporaneamente una salivazione normale, ma anche questi medicinali hanno degli effetti collaterali da tenere presenti.

La secchezza delle fauci può avere come conseguenza anche una maggiore predisposizione alle carie in quanto l’accumulo di batteri tra i denti non viene contrastato dalla presenza delle sostanze di difesa salivari, per bilanciare questo rischio il medico può consigliare un’igiene orale più frequente e accurata con dentifrici al fluoro.

La secchezza delle fauci può sembrare davvero uno sciocco problema, ma pensandoci bene, a chi non è capitato nei momenti di forte emozione (prima di un esame o prima di esibirsi in uno spettacolo) di non riuscire a parlare perché “non c’è più salivazione”? Basta pensare a quanto disagio questo abbia creato per capire che la xerostomia può essere davvero imbarazzante e a lungo andare può anche indurre i soggetti più sensibili a degli stati depressivi che ovviamente non fanno altro che peggiorare la situazione. Se quindi si pensa di essere soggetti a rischio, sottoporsi a visite periodiche in grado di tranquillizzare può sicuramente dare quella sicurezza in più quando si deve parlare e interagire con gli altri.


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