Tubercolosi: tempestività e cura farmacologica possono contrastarla efficacemente

La tubercolosi (Tbc) è una delle patologie che ancora incutono un certo timore nella popolazione di tutto il mondo. Tante sono state le storie o il film in cui la malattia fa la sua presenza, basti ricordare anche il recente Moulin Rouge! di Baz Luhrmann (ispirato alla Traviata di Verdi), in cui la bella Satin muore di tubercolosi, oppure ai quadri di Cristobal Rojas, che soffrendone egli stesso decide di rappresentarla così come appariva alla fine del XIX secolo.

Chiamata tisi da Ippocrate e piaga bianca attorno al 1600, la malattia ha sempre suscitato preoccupazioni e timori, specialmente nei tempi più antichi quando la medicina non aveva ancora scoperto la causa scatenante né la possibile cura.

Prima dell’800 la tubercolosi, in modo molto superstizioso, veniva associata al vampirismo: poiché infatti, nelle famiglie in cui viveva un componente infetto spesso anche gli altri finivano per ammalarsi, si pensava che fosse il primo contagiato che piano piano, rubando le forze altrui, ne provocava la malattia e la morte.

Cos’è la tubercolosi e come si manifesta?

La tubercolosi è una patologia provocata da un batterio, il Mycobacterium tuberculosis.

Il sintomo più conosciuto della tbc è il classico colpo di tosse che provoca perdita di sangue (emottisi), ma questo è spesso preceduto da dolore toracico, dimagrimento eccessivo, sudorazione e febbre persistente.

Basta un colpo di tosse o uno starnuto affinché il batterio possa infettare una persona sana, ma c’è da dire anche che soltanto il 10-15% delle persone che entrano in contatto con l’agente patogeno sviluppano effettivamente la malattia. Il microorganismo può infatti rimanere silente (tubercolosi in forma latente) all’interno del corpo e manifestarsi soltanto in casi di eccessivi abbassamenti immunitari.

È comunque fondamentale che il soggetto che presenta una sintomatologia peculiare si rivolga al medico e all’infettivologo. Ciò affinché mediante esami del sangue ed eventualmente raggi x al torace si possa evidenziare la presenza del batterio e un’eventuale diffusione dello stesso anche ai polmoni (tbc polmonare).

Come affrontare la malattia?

La tubercolosi è una malattia curabile con i farmaci adeguati. La tubercolosi polmonare riguarda il 90% dei casi, mentre la variante extrapolmonare è più frequente nei bambini più piccoli e nei soggetti immunocompromessi, quali i malati di AIDS: fa ancora paura, ma la ricerca va avantiq (le 2 malattie si presentano molto spesso contemporaneamente).

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Quando la malattia è in forma sintomatica, gli specialisti prescrivono solitamente 4 tipi di antibiotici che, utilizzati nelle giuste dosi per almeno 4 mesi, possono limitare fortemente l’infezione in corso; i mesi successivi sono necessari per eliminare completamente il microorganismo dal corpo umano. Il batterio della tubercolosi ha infatti necessità di molti mesi di cure per essere debellato, anche se gli ultimi mesi di terapia richiedono una minore quantità di farmaci da assumere quotidianamente. Questo perché l’utilizzo di alcuni farmaci (tempo fa prescritti regolarmente) per la forma latente, cioè asintomatica, della malattia ha provocato nel tempo alcuni decessi per danni gravi al fegato.

Esistono purtroppo alcune rare forme di tubercolosi resistente ai farmaci: in questo caso ogni cura ipotizzata si è purtroppo rivelata inutile.

Nel 2004 la mortalità dovuta alla tubercolosi era di circa l’8%, ma la percentuale si è abbassata recentemente al 4%. È comunque importante essere tempestivi nell’approccio farmacologico e porre attenzione alla prevenzione per cercare di evitare il contagio.

Come prevenire la tubercolosi?

La prevenzione dal contagio avviene con il trattamento e lo stretto controllo delle persone vicine ai pazienti affetti dalla malattia e con il vaccino.

Il vaccino viene somministrato ai bambini, ma non ha effetti sugli adulti; la ricerca di un vaccino completo va comunque ancora avanti nella speranza che in breve tempo sia possibile eliminare una malattia che ancora oggi colpisce molte persone, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.

Nel 1993 la tubercolosi venne definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un’emergenza sanitaria globale e più recentemente, nel 2006, è stato progettato dalla “Stop TB Partnership” un piano teso a salvare più di 10 milioni di persone entro il 2015.


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