Trapianto di retina: recenti le ultime scoperte

Alcune malattie dell’occhio possono procurare una progressiva diminuzione della vista portando a volte il paziente alla cecità in un tempo relativamente breve. In questi casi spesso non c’è molto da fare, ma da qualche anno i medici stanno tentando di applicare una retina artificiale e di recente è stato possibile anche realizzare la prima interfaccia bio-compatibile.

Chi ha bisogno del trapianto di retina?

I pazienti che più spesso si trovano a dover considerare l’idea di diventare ciechi, sono coloro affetti da retinite pigmentosa o da degenerazione maculare senile.

La retina è un organo posto in fondo all’occhio capace di catturare l’immagine e di trasmetterla al cervello per la sua elaborazione. Sulla sua superficie sono presenti due tipi dicellule fotorecettrici: i coni e i bastoncelli; i primi sono predisposti al recepimento dei colori e dei particolari, i secondi dei contrasti e del movimento.

La retinite pigmentosa è una malattia genetica degenerativa che colpisce solitamente entrambi gli occhi e causa un deterioramento delle cellule fotorecettrici della retina. Inizialmente la malattia si presenta con una riduzione della visibilità notturna e crepuscolare e in seguito con un restringimento del campo visivo che impedisce di vedere gli oggetti periferici.

La degenerazione maculare senile colpisce invece i soggetti di età superiore ai 55 anni ed è causata dall’invecchiamento. Bersaglio della degenerazione è la macula, cioè l’area centrale della retina. I sintomi iniziali possono non essere ben definiti e questo rende difficile una prima diagnosi, ma la malattia diventa evidente quando il paziente accusa delledeformità nelle linee rette che guarda o la difficoltà nella lettura o la percezione di aree visive “vuote” davanti a sé.

Nel caso di insorgenza di queste malattie la medicina non è ancora in grado di risolvere il problema, ma la ricerca va avanti e c’è la speranza che nell’arco di qualche anno, grandi risultati possano essere ottenuti.

La retina artificiale: cos’è e come funziona

In Germania è già stata elaborata una retina artificiale costituita da 1500 diodi, piccoli componenti elettronici in grado di captare l’immagine e di trasmetterla al nervo ottico. Grazie a questa invenzione è stato possibile per alcuni pazienti praticamente ciechi riuscire a distinguere alcune forme e alcuni colori, anche se per un tempo della giornata molto limitato, grazie anche a un dispositivo esterno, posizionato dietro l’orecchio, che gestisce il piccolo computer di controllo dell’apparecchio. Il funzionamento del sistema dipende però dalle batterie, che possono scaricarsi, e dall’orario della giornata, funziona infatti solo nelle ore più luminose.

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Per questo la ricerca non ha voluto fermarsi alle prime scoperte e, proprio in Italia, un gruppo di medici guidato dal Professor Benfenati, ha elaborato un nuovo sistema di trapianto della retina che potrebbe in poco tempo dare risultati eccezionali.

Il team dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova (Iit) ha pubblicato su un’importante rivista, la Nature Photonics, i propri risultati relativi alla realizzazione di un nuovo strato di interfaccia tra i componenti elettronici e i tessuti biologici.

La trasmissione dell’impulso luminoso che arriva ai componenti artificiali deve essere trasmesso ai neuroni, ma il passaggio tra l’artificiale e il biologico è spesso piuttosto difficile; i medici di Benfenati hanno elaborato la possibilità di creare uno strato conduttore costituito da un polimero, il P3HT (poli-3-esiltiofene), che può ben funzionare da interfaccia tra l’elemento artificiale e quello biologico.

La capacità di trasmissione dell’impulso e la biocompatibilità con l’occhio umano sono state ormai appurate, mentre altri esperimenti sono stati effettuati solo in laboratorio, dove alcuni ratti accecati hanno recuperato parte della funzionalità visiva, si pensa perciò che nell’arco di qualche anno, pazienti con problemi di retinite pigmentosa o degenrazione maculare con un danno tissutale non eccessivo possano recuperare parte della vista e, conseguentemente, una buona fetta di relazioni della vita quotidiana.


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