Sporotricosi: in Europa è molto rara

Quando si pensa agli agenti patogeni, i primi a saltare alla mente sono virus e batteri, ma esiste anche un altro tipo di microorgamismo che può far scaturire patologie più o meno fastidiose: il fungo (o micete).

Alcuni funghi vivono sulla cute umana senza arrecare alcun danno, anche se a volte possono svilupparsi eccessivamente durante un periodo di stress particolare o di calo immunitario, ma solitamente in questi casi basta riequilibrare le proprie difese e usare un antimicotico perché tutto torni alla normalità.

Esistono funghi che però sono più difficili da eliminare e possono sviluppare micosi ben più fastidiose, come la sporotricosi.

Cos’è la sporotricosi?

La sporotricosi è una malattia generata da un fungo che risiede nel terriccio e nelle foglie delle piante, lo Sporothrix schenckii. È possibile che, in alcune zone a rischio, infetti orticoltori o giardinieri che si pungono con le rose o subiscono piccole lesioni o abrasioni causate da piante più o meno spinose.

La malattia più presentarsi in 2 forme: cutanea o linfocutanea.

La sprotricosi cutanea si manifesta con delle lesioni, principalmente alle mani o alle braccia, provocate dalla rottura di piccoli noduli sottocutanei che espellono siero e pus. I noduli sono inizialmente piccoli e non dolorosi, ma crescono col passare del tempo fino alla loro rottura. In questa forma la sporotricosi rimane limitata all’area della prima ferita, dove il fungo si è insinuato nella pelle.

La forma sottocutanea invece tende a diffondersi lungo le vie linfatiche in direzione prossimale, dal luogo della prima lesione verso la zona centrale del corpo. Le manifestazioni sintomatologiche sono le stesse della forma cutanea, salvo la maggior presenza di ulcerazioni e la dislocazione molto più diffusa delle stesse. I casi più gravi (e rarissimi) di sporotricosi, si presentano quando la malattia viene trascurata e non trattata e possono coinvolgere anche i polmoni, i reni o le articolazioni periferiche.

Come viene diagnosticata la sporotricosi, e qual è il trattamento?

Solitamente il medico a cui un paziente si rivolge a causa delle ulcerazioni, prescrive delle analisi di laboratorio piuttosto complesse che prevedono la biopsia del tessuto ulcerato con conseguente microscopia diretta (attraverso la colorazione del tessuto) o la coltura del campione.

A volte i sintomi possono essere scambiati per altre micosi o per morsi di ragno (alcuni aracnidi causano una necrosi nell’area del morso simile all’ulcerazione della sporotricosi), per questo la diagnosi deve essere supportata da adeguate analisi di laboratorio.

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Una volta identificato il problema la terapia può essere intrapresa; la scelta terapeutica è tra lo ioduro di potassio e l’itraconazolo associato a terbinafina, in entrambi i casi i tempi di guarigione possono essere piuttosto lunghi e superare il mese di somministrazione dei farmaci.

La forma linfocutanea della malattia può cronicizzarsi e va trattata in modo particolare e adeguato.

Dove è diffusa la malattia, quali sono le complicanze e come evitare il contagio?

In Italia e in Europa la malattia è rarissima e nella storia medica si evidenziano soltanto pochi casi.

Più frequente è invece in America Latina e in Giappone, ma fortunatamente la sporotricosi rientra comunque nell’ambito delle malattie rare.

Nella maggior parte dei casi la micosi può comunque essere curata o tenuta sotto controllo, è però importante essere tempestivi con la diagnosi e la terapia ed evitare le sovrainfezioni batteriche delle ulcere che possono evolversi in patologie anche gravi.

Il contagio della malattia avviene soltanto mediante trauma cutaneo e impianto del fungo, è perciò impossibile il contagio uomo-uomo e la prevenzione deve essere effettuata durante lo svolgimento del proprio lavoro a contatto con le piante. Per quanto in Italia la malattia sia quasi inesistente, chi dovesse trovarsi a lavorare la terra nelle zone più a rischio, può tenere a bada il fungo evitando il più possibile le ferite, quindi indossando guanti spessi da giardiniere e ponendo attenzione all’igiene delle eventuali piccole ferite.

 


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