Punti di forza e punti di debolezza: riconoscerli e superarli

Ogni bambino che nasce porta con sé uno o più talenti innati che, con l’aiuto di genitori e insegnati, dovrà cercare di sviluppare il più possibile; nel corso della vita però, si manifestano sempre anche delle difficoltà che, per essere superate hanno invece bisogno di qualche attenzione.

Avere dei punti di debolezza è assolutamente normale, la cosa importante affinché non siano protagonisti di troppi fallimenti relazionali o lavorativi è cercare di riconoscerli e fare di tutto per superarli o, quanto meno, per imparare a gestirli nel modo migliore.

Perché superare i propri punti di debolezza?

Alcune difficoltà che ci si portano dietro dalla nascita (o possono svilupparsi in seguito a causa delle esperienze educative, relazionali o scolastiche) possono in alcuni casi interferire con il normale svolgimento della propria vita.

Nella maggior parte dei casi non sono fonte di problemi troppo gravi, procurando soltanto dei momenti di disagio o di inadeguatezza, ma a volte possono invece creare delle difficoltà non indifferenti nel raggiungimento dei propri obiettivi di vita.

Ogni persona ha però il diritto di soddisfare le proprie aspettative relativamente al proprio cammino, è perciò importante che il prima possibile ognuno cerchi di rendersi conto di quale sia l’aspetto del proprio carattere che impedisce l’ottenimento completo dei propri desideri.

Ovviamente è altrettanto importante che si sia ben coscienti di quali siano anche i propri punti di forza, le capacità innate che invece possono facilitare lo scorrere quotidiano della propria vita.

Quali sono i più frequenti punti di debolezza?

Per quanto le difficoltà caratteriali siano solitamente individuali e anche molto diverse per ognuno, esistono dei punti di debolezza che risultano particolarmente frequenti tra le persone e che possono scalfire un buon rapporto, ad esempio, lavorativo con i colleghi e col capo.

Tra questi si possono sottolineare l’eccessiva loquacità che può indisporre le persone con cui si cerca di svolgere e completare un progetto che magari va già avanti da molto tempo; la troppa sensibilità invece a volte può impedire al soggetto di dire chiaramente cosa non va del lavoro altrui e questo può essere un problema specialmente se si hanno dei sottoposti di cui gestire l’operatività; anche essere eccessivamente critici o esigenti nei confronti degli altri può far apparire chiunque come presuntuoso e incontentabile.

Uno dei punti deboli del carattere che più possono rendere difficile lo svolgimento ottimale del proprio lavoro è la tendenza a rimandare gli impegni. Per pigrizia o per eccessiva necessità di tempo per riflettere, alcuni obiettivi lavorativi (e non solo) possono rischiare di non essere mai raggiunti, se la politica dominante è quella del “poi lo farò”.

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C’è inoltre da tener presente la tendenza eccessiva alla solitudine che impedisce un corretto rapporto lavorativo con i compagni d’ufficio a cui si contrappone l’esuberanza incontrollata che invece può dare l’idea di essere una presenza troppo “ingombrante”.

Come superare i propri punti di debolezza per non avere problemi in ambito lavorativo?

Alcune volte non è facile superare un proprio punto di debolezza, anzi, parecchie volte è difficile anche rendersi conto di quale sia il difetto che impedisce di rapportarsi in modo sicuro e vincente di fronte agli altri e, soprattutto, durante un colloquio di lavoro.

Per questo è sempre bene cercare di riflettere molto su se stessi, tentare di capire, con onestà, quale sia il nodo da sciogliere per liberarsi dalle catene che rendono inarrivabile il proprio successo.

In molti casi è opportuno chiedere consiglio a chi ci sta vicino ogni giorno o a chi, per esperienza o per lavoro, è in grado di capire rapidamente quale sia il punto di debolezza su cui lavorare maggiormente (vi sono anche dei siti web liberamente consultabili che cercano di fornire consigli su questo ed altri aspetti delle difficoltà lavorative incontrate ogni giorno da un gran numero di persone).

È importante rendersi conto di cosa possa porre dei freni, specialmente quando si tratta di doversi presentare a un colloquio di lavoro durante il quale l’addetto alle risorse umane presumibilmente pone domande a cui è necessario saper rispondere con sicurezza. Una di queste domande è quasi sempre proprio questa: “Qual è il tuo punto debole?”. Allora è inutile tentennare o far finta di non averne o affermare con sicurezza di averne avuti, ma di essere riusciti a superarli senza difficoltà. È ovvio che chiunque ha dei piccoli difetti su cui lavorare ed esserne tanto coscienti da poterne parlare al proprio datore di lavoro rende il soggetto più credibile e perciò più degno di fiducia.

Tanto più che accanto ai punti deboli vi sono sempre dei punti di forza su cui far leva e che senza dubbio non possono sfuggire a un datore di lavoro esperto durante il colloquio per l’assunzione.

 


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