La sindrome di Munchausen

Avete mai sentito parlare del Barone di Münchhausen? Si tratta del personaggio di un romanzo: un nobile che raccontava delle avventure assurde, inverosimili. In realtà il Barone di Münchhausen (Freiherr Karl Friedrich Hieronymus von Münchhausen, è esistito davvero! Visse nel XVIII secolo ed era appunto famoso per le sue storie incredibili (ad esempio di essere andato sulla Luna o di essersi salvato dalle sabbie mobili tirandosi per i propri capelli).

Da questo personaggio visionario prende il nome la sindrome di Munchhausen: si tratta di una patologia psichiatrica in cui le persone si immaginano di soffrire di malattie di vario genere con lo scopo di attirare la compassione o la simpatia di coloro che lo circondano. In alcuni casi il malato cerca di conquistare una persona di cui è innamorato, in altri potrebbe cercare di impietosire il proprio datore di lavoro… ciò che accomuna tutti questi casi è che la malattia di cui la persona soffrirebbe è assolutamente immaginaria!

Quante persone soffrono di sindrome di Munchausen?

Al momento non esistono delle statistiche mediche a riguardo, ma questa sindrome da “malato immaginario” potrebbe interessare almeno una persona su cento fra quelle che si recano dal medico. Se ci pensiamo bene, la sindrome di Munchausen l’abbiamo provata anche noi stessi: chi da bambino non ha tentato di stare a casa da scuola inventandosi un’influenza o un fortissimo mal di testa? In quel caso l’obiettivo era comunque di impietosire il genitore e di ottenere dei vantaggi; il problema è quando questo comportamento si riscontra in una persona adulta che crede davvero di soffrire delle malattie di cui parla (o meglio: straparla)

Quali sono le cause della sindrome di Munchausen?

Anche se la psicologia non ha ancora fatto piena chiarezza su questa patologia, risulta evidente che alla base della sindrome ci sia un grande bisogno di ottenere un rapporto umano con le persone che circondano il malato, che tenta in tutti i modi di attirare la loro attenzione. Nel caso di persone anziane e sole il tentativo viene rivolto quasi sempre nei confronti del medico, l’unica persona che può ascoltare i racconti delle loro malattie e, almeno in un primo momento, tentare di curarle. Nel caso in cui la persona anziana viva in una casa di riposo, quasi sicuramente si immaginerà dei dolori al capo o allo stomaco per ottenere la simpatia delle infermiere, per ricevere un sorriso in più, per scambiare qualche parola. Nel caso di uno spasimante infelice, quale modo migliore di attirare l’attenzione della propria bella che raccontandole di una malattia che gli lascia pochi mesi di vita?

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Come curare la sindrome di Munchausen

Sebbene possa sembrare facile “smascherare” un malato di sindrome di Munchausen nella realtà ciò è difficilissimo in quanto la persona potrebbe inventare una malattia dietro l’altra (nel caso in cui la precedente sia dimostrata inesistente con dei precisi esami medici). L’unica possibilità sembrerebbe perciò quella di una terapia psicologica oppure (nei casi più gravi) psichiatrica. L’obiettivo sarà di far comprendere al paziente che è possibile ottenere l’attenzione altrui anche con altri modi, ad esempio imparando a sostenere una conversazione interessante su un campo differente da quello della propria salute. A mano a mano che il malato della sindrome riuscirà ad attirare l’attenzione altrui in modo naturale e sano la necessità di inventarsi malanni nuovi diminuirà, fino a scomparire quasi del tutto. In fondo la sindrome di Munchausen è un male simile alla depressione e nasce dalla profonda solitudine di cui soffrono moltissime persone; una volta risolto il problema della solitudine anche la sindrome scomparirà quasi per magia, donando una nuova vera vita a chi in passato riusciva solo ad immaginarne di assurde.


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