La paura dei cani: la cinofobia

La paura dei cani (tecnicamente cinofobia) è la paura paralizzante che colpisce tutti coloro che temono questi quadrupedi che da migliaia di anni vivono in simbiosi con gli esseri umani. Il fatto che  l’uomo viva quasi in simbiosi con cani di tutte le taglie non significa che questi animali piacciano a tutti. Ciò potrebbe sorprendere in quanto i cani, nel corso dei secoli (soprattutto negli ultimi due) hanno adempiuto a moltissimi compiti: cani da caccia, cani da guerra, cani da fiuto per cercare fuggiaschi di tutte le epoche e di tutti i continenti, cani da tiro per le slitte… E ultimamente cani da salvataggio per le persone sepolte sotto le valanghe e, dulcis in fundo, cani per la pet therapy, la terapia psicologica che aiuta i malati in ospedale a ritrovare la voglia di vivere e di guarire. Eppure, come dicevamo, alcune persone non sopportano il contatto coi cani e, in alcuni casi, persino la loro presenza.

 

Perché abbiamo paura dei cani?

La paura dei cani può essere causata da numerose ragioni, quella “classica” nasce da un trauma, spesso infantile, collegato all’aggressione da parte di un cane. Se si è stati morsi da bambini è più che normale, quasi fisiologico, provare un senso di disagio se uno o più di questi animali sono vicino a noi. In alcuni casi però la paura è una vera e propria fobia che non nasce da esperienze negative ma che comunque causa sensazioni tipiche delle paure incontrollabili: nervosismo, sudore freddo, vero e proprio panico.

 

L’opinione di Sigmund Freud

Tutti voi avrete sicuramente sentito parlare di Sigmund Freud, il fondatore della psicologia. A suo parere il cane che temiamo rappresenta in realtà una figura a noi molto vicina, alla quale ci rapportiamo (spesso in modo antagonistico) per tutta la vita: nostro padre. In un suo celebre saggio, chiamato “Casi clinici”, Freud descrive un caso, quello del bambino Hans. Hans temeva tutti gli animali che lo circondavano, soprattutto i cani, ma secondo Freud il bambino aveva un realtà un forte desiderio di combattere contro la figura paterna, rappresentata appunto dal cane. Quanto c’è di vero in tutto questo? Non ci è dato saperlo, ma che sia vera o meno la teoria di Freud ciò che è indubbio è che, per fortuna, dalla cinofobia si può guarire; vedremo in seguito come.

 

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I vari livelli della cinofobia

Come tutte le fobie, anche la paura dei cani non è uguale per ogni persona: si parte da un leggero disagio, facilmente controllabile, per arrivare ad un vero e proprio terrore paralizzante, che impedisce ad alcune persone persino di entrare in una stanza o un ufficio in cui sia presente un cane, per quanto tranquillo esso sia. Per un cinofobo acuto anche una semplice passeggiata in città può essere un incubo nel momento in cui incontra dei cani, anche se dotati di guinzaglio o museruola. In campagna, in montagna o in un parco poi la situazione può essere ancora più grave perché il cane potrebbe essere libero, e addirittura arrivare ad avvicinarsi alla persona che lo teme. Possiamo comunque affermare che quasi tutti i cinofobi possono sopportare la visione dei cuccioli in quanto più che la piccola taglia è il comportamento dolcissimo a tranquillizzare e a far percepire il piccolo quadrupede più come una palla di pelo che come una minaccia.

 

Come risolvere la paura dei cani?

Ovviamente per gradi: intraprendendo un percorso terapeutico che permetta di avvicinarsi un po’ alla volta a questi animali così utili per l’uomo. Fortunatamente oggi esistono molti esperti psicologi specializzati in pet therapy; saranno loro le persone più adatte per farvi avvicinare un po’ alla volta al cane. Sebbene ogni psicologo utilizzi metodi diversi per curare la cinofobia, possiamo fornire una serie di consigli che possono essere utili a chiunque:

  • Essendo animali estremamente sensibili, i cani “sentono” la paura degli esseri umani nei loro confronti. Più esattamente, reagiscono in modo negativo ai movimenti bruschi e agli atteggiamenti nervosi di chi li teme. Risulta quindi fondamentale rimanere calmi o, non potendoselo imporre, limitarsi a non muoversi rapidamente, magari facendo un salto all’indietro. Ciò potrebbe indispettire il cane e portarlo ad “attaccare” la persona che arretra bruscamente.
  • Provare a camminargli intorno: i cani, come quasi tutti gli animali, sono estremamente territoriali e potrebbero essere innervositi se avvicinati troppo. La cosa migliore da fare se li si incontra per strada non è di scappare a perdifiato ma di oltrepassarli tenendo una distanza rispettosa (almeno due o tre metri); in questo modo l’animale non vedrà il suo “spazio vitale” minacciato e potrà tranquillamente ignorare il passante.
  • Ricordarsi che il cane ha paura di noi: a causa della postura bipede, qualsiasi essere umano è più alto di un cane (ovviamente finché non si alza su due zampe!); ciò fa credere istintivamente al quadrupede (persino ai lupi e ai leoni) che noi umani siamo più alti, più grandi e quindi più forti.
    Questo pensiero dovrebbe rassicurarvi e farvi capire che è quasi impossibile che il cane attacchi un essere che percepisce come più potente di lui. Nel caso in cui si tratti di una madre con dei cuccioli la situazione potrebbe essere diversa, ma solo se faceste l’errore di accarezzare i piccoli. Finché rimarrete a debita distanza non accadrà assolutamente nulla.

Ovviamente una terapeuta esperta saprà fornirvi molti altri consigli utili ma questi piccoli punti che vi abbiamo illustrato rappresentano comunque un buon inizio per sviluppare una nuova relazione con un quadrupede che, ve lo ricordiamo, non ha assolutamente voglia di mordervi: al massimo potrebbe volervi leccare la mano!


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