La neuropsicologia

Una scienza relativamente recente che indaga sulle capacità della psiche

Traumi, malattie, patologie neurodegenerative che colpiscono il cervello possono essere la causa di una limitazione delle capacità cognitive del soggetto. Questo significa che ciò che fino a poco tempo prima sembrava essere una semplice azione quotidiana, potrebbe diventare qualcosa di incomprensibilmente difficile da fare o da capire.

Si sa da tempo ormai che il cervello è un organo plastico, può cioè re-imparare a compiere determinate azioni che non si è più in grado di espletare ed esiste oggi una scienza particolare, la neuropsicologia, che vuole indagare sulle modalità con cui si originano i deficit cognitivi provocati da lesioni cerebrali, nelle varie specificità dei casi.

Come viene definita la neuropsicologia e chi è il neuropsicologo?

La neuropsicologia studia il livello delle prestazioni cognitive nei soggetti in cui è presente una lesione cerebrale, valuta la gravità degli eventuali deficit e accerta la funzionalità di alcuni processi cognitivi; questi studi sono effettuati da psicologi che hanno ottenuto un particolare titolo di studio specialistico che alcune università propongono nella loro offerta didattica.

L’ambito della neuropsicologia è fondamentale, non solo dal punto di vista medico, ma anche di quello scientifico e della ricerca. Le capacità cerebrali sono ancora in gran parte sconosciute e spesso si incorre in errori dovuti a teorie che potrebbero essere superate se la neuropsicologia avrà lo spazio e l’opportunità per approfondire i propri studi.

Fino al XIX secolo, gli scienziati tendevano a suddividere rigidamente le varie aree cerebrali affidando ad ognuna una specifica funzionalità cognitiva. Wernicke, Jackson, Lichtheim, Lurija sono tutti medici dell’Ottocento che hanno portato avanti il loro importante lavoro di ricerca sezionando il cervello in zone sempre più piccole in cui avrebbero dovuto trovarsi le basi neurali, ognuna delle quali addetta a una determinata capacità: parlare, vedere, memorizzare, muoversi…

Questo sistema però non poteva soddisfare tutti i casi di studio che i medici potevano raccogliere: pazienti con lesioni diverse accusavano le stesse incapacità fisiche e inoltre venne preso in considerazione solo più tardi il fatto che una lesione può provocare danni anche all’area circostante al nucleo del trauma falsando quindi i risultati basati su tali presupposti.

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Più recentemente i casi sono stati studiati seguendo un’altra logica. Ogni area del cervello ospita le basi neurali di alcune funzionalità, ma questi neuroni sono collegati come una specie di rete ad altre zone cerebrali, così che una lesione può provocare danni non solo nel luogo specifico del trauma, ma anche in aree più distanti. In particolar modo, negli anni ’60, si è sviluppato un modello di flusso dell’informazione che descrive la mente umana come un complesso sistema reticolare ipercollegato escludendo una correlazione rigida tra capacità cognitiva e zona fisica del cervello.

Questa evoluzione nell’analisi di un così difficile campo è esplicativa di quanto l’ambito di ricerca sia complesso e necessiti di tempo e di specialisti competenti per approdare a risultati soddisfacenti, sia dal punto di vista della conoscenza sia dal punto di vista clinico, per offrire sempre più possibilità di riabilitazione a coloro che, a causa di un tumore o un ictus, non sono più in grado di espletare i compiti più banali della propria quotidianità.

Come si procede per valutare la condizione neuropsicologica?

Gli effetti della neuropsicologia si basano su una preventiva valutazione della situazione clinica del soggetto. Questa valutazione viene effettuata dagli esperti che suddividono il proprio lavoro in 5 fasi ugualmente importanti: inizialmente lo specialista prende atto del motivo per cui un paziente richiede l’esame specifico: frequenti i casi di tumori, chirurgia cerebrale, ictus, malattie degenerative come quella di Alzheimer o il morbo di Parkinson che inficiano la funzionalità cognitiva del paziente; in secondo luogo vengono raccolte tutte le informazioni anamnestiche che possano interferire con la valutazione: esami effettuati, medicinali assunti, referti medici; raccolte le notizie necessarie vengono somministrati dei test in grado di valutare le condizioni neuropsicologiche generali del paziente, mentre lo step successivo prevede un approfondimento relativo ai deficit risultanti; infine viene stilato un referto generale sulle condizioni del paziente, necessario per elaborare il programma riabilitativo e per osservare eventuali cambiamenti durante tutto il periodo di osservazione medica.


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