La depressione nei bambini

In uno dei miei articoli precedenti, ho fatto cenno ai principali disturbi che si possono sviluppare in età evolutiva. Procediamo, quindi, ad analizzare, in maniera più approfondita, le suddette categorie psichiche così da avere un quadro più preciso delle sintomatologie possibili nel bambino.

Iniziamo affrontando i disturbi dell’umore ed i disturbi d’ansia. Essi si suddividono in:

  1. depressione (disturbo dell’umore);
  2. disturbo d’ansia generalizzata (DAG);
  3. disturbo d’ ansia da separazione;
  4. fobia sociale;
  5. disturbo ossessivo compulsivo;
  6. disturbo post traumatico da stress (PTSD)

Iniziamo a vedere più da vicino, il discorso della depressione in età evolutiva.

Fino al 1970 si riteneva che i disturbi depressivi fossero comuni e frequenti negli adulti e piuttosto rari nei bambini. Inoltre, cambiamenti nell’umore, come per esempio momenti di down ed irritabilità, erano visti come sfaccettature “naturali” della crescita e soprattutto dell’adolescenza, originate e causate dallo sviluppo ormonale nonché dal cambiamento di ruolo internamente alla famiglia e in secondo luogo alla società.

Cosa vuol dire “depressione”?

Nella clinica, il termine “depressione” viene usato per richiamare una classe di sintomi che determinano importanti cambiamenti nel tono dell’umore, nel comportamento e ancor prima nel pensiero.

Questi sintomi hanno una durata minima prestabilita e comportano modifiche nelle attività personali e sociali per un tempo di almeno 2 settimane.

Per alcune persone gli stati depressivi possono diventare così profondi da diventare invalidanti o addirittura una minaccia per la propria vita. Sembra, infatti, esserci una relazione intrinseca tra la depressione ed il suicidio. Negli ultimi decenni la percentuale di suicidio tra gli adolescenti hanno continuato a crescere tanto da arrivare, ad oggi, ad essere la terza causa di morte tra i giovani d’America d’età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Come si manifesta  la depressione nei bambini?

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la depressione è qualcosa che va ben oltre il singolo sintomo più conosciuto, la tristezza: a volte, anzi, essa si manifesta con una sintomatologia totalmente opposta che apparentemente nulla ha a che fare con l’essere triste. Si tratta, infatti, di una sindrome che coinvolge una moltitudine di sintomi concomitanti non facilmente riconoscibili soprattutto nell’età evolutiva.

I sintomi maggiormente ricorrenti tra i 2 e i 4 anni di età, quindi in età precoce, sono i seguenti:

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  • inibizione globale delle risposte
  • tristezza
  • apatia
  • scarsa mimica facciale
  • scarso contatto visivo
  • pianto particolarmente frequente
  • agitazione al momento del distacco.
  • rallentamento del processo di crescita
  • regressione nelle funzioni fisiologiche

Purtroppo, come è facilmente comprensibile, un disturbo depressivo in un’età così precoce e in bambini così piccoli privi ancora della capacità comunicativa ed espressiva, è molto complicato e a volte azzardato da diagnosticare, in quanto viene spesso interpretato come una normale oscillazione dell’umore propria di una precisa fase dello sviluppo.

La depressione nei bambini in età prescolare (tra i 4 e i 6 anni) si manifesta attraverso un processo di somatizzazione, ovvero attraverso sintomi principalmente corporei come:

  • eczemi
  • difficoltà nel ciclo sonno-veglia
  • nausea, vomito
  • coliche addominali
  • stereotipie motorie
  • assenza di piacere nel gioco

oltre a quelli più emotivi come:

  • ansia
  • tristezza
  • irritabilità
  • pianto frequente
  • enuresi

La natura della depressione comincia a mutare, in maniera sostanziale, quando il bambino tocca l’età scolare (dai 6 anni in poi).
Questo cambiamento è legato all’internalizzazione, ormai terminata, dei sistemi di valori dei genitori, al consolidamento della coscienza di sé e ad una oramai sempre più allargata comprensione del mondo esterno. A ciò si aggiunge il sistema cognitivo personale del bambino che tende verso sentimenti di inadeguatezza, frustrazione e insoddisfazione, diventando una fonte di alimentazione continua per la depressione.

I sintomi generali manifestati dal bambino sono in linea generale:

  • rabbia
  • iperattività
  • scarsa concentrazione
  • scarso rendimento scolastico,
  • difficoltà nelle relazioni sociale
  • difficoltà nell’integrazione nel gruppo dei pari

La depressione in età evolutiva è stata considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il principale disturbo psichiatrico del XX secolo; può infatti diventare, con lo sviluppo, un disturbo mentale importante e potenzialmente rischioso, che implica un abbassamento del tono dell’umore, delle energie, un appiattimento negli interessi, con mancanza di sonno,  appetito diminuito e vita relazionale ristretta.

Per quanto riguarda la depressione nei preadolescenti, i dati raccolti attraverso le ricerche in termini di intensità dei sintomi, non si sono riscontrati variazioni significative in relazione al sesso. Studi condotti invece su adolescenti sottolineano una percentuale più alta nelle ragazze. Le differenze di sesso assumono maggiore evidenza nell’età adulta: le donne riferiscono, infatti, un maggior numero di sintomi di matrice depressiva rispetto agli uomini.

Testo dell’articolo a cura della Dott.sa Francesca Mola


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