Il DOC: disturbo ossessivo compulsivo nell’età dello sviluppo

Parlando di età evolutiva abbiamo diverse volte ricordato che tutti i bambini hanno paure più o meno irrazionali e che queste rientrano nel normale andamento del loro sviluppo psico affettivo. Può capitare che per fronteggiarle o far finta che non esistano, vengano messe in atto delle azioni, dei gesti e dei comportamenti ripetitivi, (routines), che possiedono il potere di dare limiti emotivi ad un evento, dei pensieri o delle preoccupazione che il bambino non riesce ad affrontare in altro modo, ossia con le sue risorse personali ancora in via di sviluppo.

Sebbene la situazione clinica attuale sia oramai ben diversa, fino a qualche tempo fa si pensava che il disturbo Ossessivo fosse molto poco diffuso in età evolutiva: sono gli stessi adulti in trattamento per questo disagio, attraverso racconti e ricordi, ad aver spontaneamente riportato ed ammesso la sua insorgenza, in età precoce

Quando?

Il DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo) in età pediatrica viene diagnosticato mediamente nei bambini di età compresa tra i 7 e i 12 anni. Nei maschi sembra presentarsi già nel periodo puberale, attorno ai 10­13 anni (Swedo et al., 1989), mentre nelle femmine comparirebbe con una più alta frequenza nell’adolescenza. Ovviamente per quanto questi dati possano creare apprensione nei genitori che sentono diagnosticare ai propri figli un disturbo ossessivo compulsivo, avere una diagnosi così precoce, in qualunque campo, rende il trattamento più breve e soprattutto più efficace e con una maggiore possibilità di regressione del disturbo.

Per tali ragioni è importante riconoscere da subito i sintomi del DOC, evitando di confonderli con i normali rituali che tutti noi mettiamo in atto, bambini in primis.

Cosa sono le ossessioni?

Per ossessione si intende un pensiero perenne che riempie, letteralmente, la mente della persona e da cui non è possibile liberarsi. Esse però non si presentano solo sotto forma di idee, ma anche di pensieri, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente e che apparentemente non hanno nessun legame con il flusso di pensieri che le precede. Sono inoltre percepite come fastidiose e prive di senso, generando così un alto livello di ansia.

Quest’ultimo, se avvertito come eccessivo e stressante, diventa così “ingombrante” che il bambino si sente come costretto a fare qualcosa per abbassare e allontanare questa sgradevole sensazione ansiogena.

Mette cioè in atto, rituali compulsivi denominati compulsioni.

Cosa sono le compulsioni?

Consistono in azioni mentali e comportamentali che si presentano in risposta alle ossessioni e che ne rappresentano un tentativo di soluzione; solitamente determinano una temporanea sensazione di sollievo dall’ansia delle ossessioni. Per tale ragione, il bambino è costretto a reiterare la compulsione più e più volte, al fine di ottenere, nuovamente, quello stato di “calma” che regala la compulsione.

E’ importante sapere che il comportamento ossessivo­compulsivo non è controllabile dal bambino ma anzi egli si sente  come abbiamo detto precedentemente, obbligato a mettere in atto certe azioni, certe routines. Questo accade soprattutto in concomitanza con passaggi “delicati” della giornata, come il pasto o l’addormentamento e, nel caso in cui vengano ostacolati o interrotti, determinano rabbia e nervosismo.

Quali sono le compulsioni più diffuse nei bambini? 

Pubblicità
loading...

1. eccessivo lavaggio o pulizia;
2. controllo;
3. contare e/o ripetere;
4. toccare;
5. raddrizzare e/o direzionare.

La necessità, il bisogno ossessivo di tenere tutto in ordine e sotto controllo, può provocare un’esasperata lentezza anche nel portare a termine attività semplici o addirittura piacevoli, con conseguenze a volte sul rendimento scolastico e sulle relazioni sociali. Spesso questi bambini sviluppano, infatti, oltre a crisi d’ansia, sintomi depressivi secondari poiché le loro giornate sono rese pesanti e difficili dalle continue preoccupazioni e dal senso di impotenza conseguenziale alle ossessioni.

… e quali le ossessioni? 

1. paura dello sporco o dei germi;
2. contaminazione;
3. bisogno di simmetria, ordine e precisione;
4. ossessioni religiose;
5. preoccupazione per i prodotti del proprio corpo come feci o urina;
6. paura delle malattie.

Il soggetto spesso è consapevole della non utilità di ripetere più volte i suoi rituali, ma l’ansia che sperimenta può toccare così alti livelli da non poterne fare a meno per eliminare il disagio percepito.
Questa consapevolezza e il bisogno di controllo, inoltre, creano nel bambino la credenza di non essere “normale” o di stare per impazzire, suscitando vergogna, senso di colpa e bisogno di rassicurazioni continue, che però, purtroppo, non lo rassicurano mai veramente.

Cause

Si pensa che tra le cause dell’insorgere del disturbo vi siano alcuni fattori individuali che facilitano lo sviluppo di ossessioni e compulsioni. Tra questi sicuramente la vulnerabilità allo stress e la presenza nel bambino di un umore disforico (stato misto di rabbia e tristezza).

Tra le caratteristiche di personalità che possano facilitare l’insorgere di pensieri intrusivi indesiderati vi sono:

  • elevata sensibilità alla minaccia o al pericolo;
  • elevata frequenza di emozioni negative;
  • coscienziosità;
  • elevato senso di responsabilità;
  • rigidità morale;
  • timidezza.

Testo dell’articolo a cura della Dott.sa Francesca Mola


Articoli che potrebbero interessarti

Tags: ,

Non ci sono commenti.

Lascia un Commento