Perdita dei capelli dopo la chemioterapia: quasi sempre è reversibile

Il cancro è una delle malattie che a tutt’oggi creano più paura. Non si sa bene cosa sia, perché venga e cosa voglia colpire e il paziente ha difficoltà ad accettare tutto questo.

C’è da dire però che oggi gran parte dei tumori è curabile; in tempi più o meno lunghi, con terapie più o meno debilitanti, ma comunque da una gran numero di tumori è possibile tornare indietro e questo dovrebbe instillare un po’ di fiducia in chi in un giorno sfortunato viene a sapere di portare dentro una malattia tanto insidiosa.

Come si cura il cancro?

Quando si parla di cancro, ogni paziente è diverso dagli altri. L’oncologo deve valutare il caso specifico elaborando un programma di terapie individuali tese a combattere un preciso tipo di tumore. Questa lotta mirata è possibile grazie a una serie di farmaci che singolarmente o associati possono distruggere le cellule malate permettendo a quelle sane di vivere normalmente.

Solitamente gli approcci terapeutici al cancro sono due: la chemioterapia e la radioterapia tesi entrambi, in modo diverso, ad uccidere le cellule malate.

I farmaci della chemioterapia provocano nella maggior parte dei casi effetti collaterali piuttosto importanti perché purtroppo il forte attacco alle cellule tumorali non è mirato e per tutto il periodo di cura anche le cellule sane ne risentono. Fortunatamente alcuni di questi effetti, come la nausea e il vomito oggi possono essere controllati con medicinali di supporto; per altri invece, come la perdita di capelli non c’è ancora nulla da fare.

Quando cadono i capelli

Spesso la caduta dei capelli è uno shock davvero molto forte per i malati di cancro, specialmente per le donne. La propria capigliatura fa parte della personalità, dell’estetica, entra a far parte della quotidianità della persona e l’idea di perdere tutti i capelli nell’arco di pochissimi giorni può veramente creare delle conseguenze psicologiche da tenere sotto controllo.

Non molto tempo fa è stato girato un video che riprendeva alcune donne malate di cancro che avevano perso i loro capelli; le donne erano state truccate ed era stata messa loro una parrucca prima che potessero vedersi allo specchio e le espressioni assunte nel primo istante in cui si sono riviste con capigliature folte e particolari è stato ripreso per dimostrare la meraviglia e la commozione che può provocare l’avere di nuovo qualcosa che solitamente si dà per scontato e invece si perde.

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I capelli cadono solitamente dopo circa 7-15 giorni dall’assunzione del farmaco quando intere ciocche di capelli rimangono attaccate alla spazzola o vengono ritrovate sul cuscino.

Fortunatamente il disagio non è definitivo; la caduta dei capelli è transitoria e dopo la fine dei cicli chemioterapici capelli, ciglia e sopracciglia ricrescono prima più sottili e poi sempre più consistenti fino a tornare ad avere gli stessi capelli pre-chemio.

Cosa fare quando si perdono i capelli?

Quando si inizia una terapia con un effetto collaterale così invasivo per quanto riguarda l’aspetto estetico, è possibile affrontare il problema in modi diversi. Solitamente è preferibile tagliare i capelli molto corti già prima di iniziare la terapia in modo che la caduta risulti meno evidente, chi poi vuole portare una parrucca può rivolgersi a centri specializzati già con un certo anticipo e può iniziare a indossarla anche prima di perdere i capelli così da abituarsi e da abituare anche gli altri a qualche lieve cambiamento della propria fisionomia. Non tutti però amano le parrucche, c’è chi preferisce foulard o cappelli resistendo all’imbarazzo fino a quando la propria chioma non ricresce.

Il supporto psicologico nel caso della chemioterapia è fondamentale perché molte persone, in particolare le donne che vedono nei propri capelli un qualcosa di cui non possono fare a meno, tendono a limitare o addirittura ad annullare le proprie relazioni sociali per un senso di vergogna o di imbarazzo. D’altra parte non è solo il fattore estetico a procurare disagio; la mancanza di capelli è indice di qualcosa che non va ed è qualcosa che ricorda in continuazione la presenza di una malattia che invece a volte si vorrebbe ignorare.

La cosa su cui è necessario porre attenzione è il fatto che la caduta di capelli è transitoria (tranne casi rarissimi relativi a farmaci particolarmente debilitanti) e che non tutti i farmaci chemioterapici presentano questo effetto collaterale. Oggi è possibile guarire da una malattia considerata per molto tempo un mostro imbattibile e fortunatamente è anche possibile tenere sotto controllo gli effetti collaterali o con farmaci di supporto o con piccoli accorgimenti che permettono a una donna di presentarsi in pubblico anche quando non ha alcuna voglia di rispondere a domande su una malattia che risulta evidente e suscita inevitabilmente la preoccupazione e l’interessamento di parenti e amici.

 


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