Molluschi contagiosi

Piccole papule senza conseguenze

È a causa di un virus della famiglia dei Poxvirus che può capitare di ritrovarsi più o meno coperti da piccole vescicole davvero dure da mandar via.

Non rientra a far parte delle cosiddette malattie esantematiche, ma i più colpiti sono comunque i bambini, principalmente al di sotto dei 4 anni di età, e i ragazzi  al di sotto dei 15. Ne esistono però quattro forme, una delle quali (la MCV-2) prevalentemente diffusa tra gli adulti trasmettendosi principalmente per via sessuale.

Come si presenta il mollusco contagioso e chi può esserne contagiato?

“Mollusco” significa “morbido” e il termine sta ad indicare proprio la struttura soffice delle papule. Il virus colpisce esclusivamente la cute e raramente le mucose esterne; l’unico sintomo che si manifesta è la presenza delle caratteristiche vescicole di 2-6 mm di diametro, del colore della pelle o tendente al grigio-bianco con una piccola depressione centrale (la cosiddetta ombelicatura), che si trasmettono per contatto diretto. Sono i bambini che, specialmente d’estate, giocano insieme in piscina o al mare vestiti solo del proprio costumino, ad essere i più soggetti al contagio, ma è possibile contrarre il virus anche con lo scambio di asciugamani, abiti e lenzuola e la condivisione di vasche e docce.

Le papule sorgono principalmente nelle pieghe del corpo, quindi nelle ascelle, nel collo o nell’inguine, raramente nel viso. L’inguine è poi il più colpito nel caso della forma sessualmente trasmissibile.

L’incubazione del virus dura tra i 15 giorni e i 6 mesi dopo i quali compare la prima formazione cutanea che si accresce nel corso di qualche settimana fino a rompersi, spontaneamente o in seguito a un evento traumatico; questo è il momento in cui è più facile che avvenga un contagio per auto-inoculazione, cioè a causa del contatto con il liquido di una papula presente nel proprio corpo.

Il virus è abbastanza comune; una percentuale che va tra il 5% e l’8% dei bambini di tutto il mondo ne è colpita, anche se clima caldo-umido e condizioni igieniche non ottimali possono elevare il rischio al 20%.

Tra gli adulti sono particolarmente a rischio gli immunocompromessi, quindi coloro che hanno subito un trapianto di organo o i malati di Aids (almeno il 5-33% di questi ultimi ne viene contagiato); in questi soggetti papule sono anche più grandi della norma raggiungendo in alcuni casi un diametro di 1-1,5 cm.

Come si cura il mollusco contagioso?

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Dopo la diagnosi clinica effettuata dal medico curante, il virus deve essere tenuto sotto controllo principalmente evitando il contagio per auto-inoculazione. Per questo motivo, specialmente nei bambini, si tende a eliminare le papule stesse mediante un piccolo strumento chirurgico, il curette, una specie di cucchiaio che eradica la papula senza lasciare cicatrici e provoca un dolore alquanto limitato.

Solitamente questa operazione si effettua senza anestesia, ma un’anestesia totale può essere consigliata nel caso in cui le vescicole siano in numero molto elevato (nei soggetti affetti da Aids possono arrivare anche a più di 100 elementi, mentre in un paziente sano spesso se ne possono presentare solo 2 o 3) oppure quando sono in punti particolarmente delicati, come le palpebre.

Quando non si vuole procedere con questa tecnica chirurgica (detta curettage), si può tentare, come per le verruche, la bruciatura con l’acido salicilico o tricloroacetico, ma i tempi di eliminazione delle papule diventano ovviamente più lunghi e non tutte le zone del corpo, come le aree genitali, sopportano la presenza degli acidi. Raramente vengono consigliati trattamenti con il laser o con l’azoto liquido a causa della possibilità di formazione di fastidiose cicatrici.

A volte, per imbarazzo o per pigrizia il soggetto che si vede spuntare una piccola papula non si rivolge al medico per la diagnosi esatta aspettando, data la mancanza di sintomi fastidiosi, che il tutto passi da sé. Il virus può anche guarire spontaneamente, ma il rischio che si corre, specialmente relativo alle sovrainfezioni batteriche nel caso di rottura delle papule, è inutile e inoltre il tempo di guarigione può dilatarsi notevolmente. Le recidive sono frequenti anche nel caso in cui ci si sottoponga a curettage e la presenza del virus può manifestarsi anche per 9-12 mesi, ma si sono osservati casi in cui, senza alcun trattamento, nuove papule sono insorte anche dopo 3 anni dal primo sintomo.

Non esiste una vera e propria prevenzione contro i molluschi contagiosi, anche perché la malattia è totalmente innocua, gli unici consigli da seguire sono quelli relativi all’igiene personale, soprattutto nel caso si frequentino piscine pubbliche, e all’attenzione da porre a non diffondere il virus nel caso in cui si presenti il contagio, tenendo lontano il bambino con le papule da contatti diretti con gli amichetti e astenendosi, nel caso degli adulti, dai rapporti intimi fino alla scomparsa delle vescicole.


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