Mastoplastica: additiva o riduttiva, il seno cambia aspetto

Mastoplastica: additiva o riduttiva, il seno cambia aspetto

Seno troppo grosso, troppo piccolo o troppo cadente, capezzoli che guardano in basso o in direzioni opposte, problemi di imbarazzo o di funzionalità: per ogni esigenza femminile oggi il seno può cambiare grazie a interventi specifici che prendono il nome di mastoplastica additiva, mastoplastica riduttiva o mastopessi (lifting del seno).

I canoni di bellezza ricordano quotidianamente al mondo femminile che la misura perfetta per un seno che piace è una terza o a volte anche una quarta; un seno troppo piccolo dà l’idea di poca femminilità alle donne e di poca sensualità agli uomini, mentre un problema di iperplasia (o gigantomastia) indica eccessiva abbondanza e un senso di ingombro psico-fisico.

Oggi però ogni problema può essere risolto, basta rivolgersi a un chirurgo specializzato in grado di garantire un risultato che possa soddisfare la paziente sotto ogni punto di vista.

La mastoplastica additiva

Gli interventi al seno più frequenti sono quelli tesi ad aumentare un seno giudicato troppo piccolo. Una donna dal seno piccolo che sogna di guardarsi allo specchio e vedere un bel décolleté può decidere di rivolgersi a un chirurgo plastico che è in grado di proporre una serie di tecniche e di protesi tra cui la paziente può scegliere in base al risultato che si aspetta di ottenere.

Le protesi sono in silicone e possono avere una forma rotonda o anatomica la quale assicura un aspetto finale del tutto simile a un seno naturale. Oggi infatti il tipico seno rifatto perfettamente rotondo e rigido è stato soppiantato da seni realizzati con protesi che rendono il risultato quasi indistinguibile da un seno vero.

Le protesi di silicone vengono inserite sopra o sotto il muscolo pettorale della paziente attraverso delle incisioni che possono avvenire nel solco sottomammario, con una leggera cicatrice residua ben nascosta dal seno stesso, o attorno all’aureola del capezzolo, anche in questo modo la cicatrice che ne risulta è minimamente visibile.

È opportuno ricordare che quando un’operazione è ben fatta, non vi è alcun rischio che sopraggiungano problemi per un eventuale allattamento e sicuramente non aumenta assolutamente il rischio di sviluppare un cancro al seno.

La mastoplastica riduttiva

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Un seno troppo grande che arriva alla 7° o all’8° misura, può creare situazioni di imbarazzo non indifferenti, soprattutto se tale dimensione non si armonizza con il resto del corpo. Spesso l’iperplasia è infatti un problema di eccessivo sviluppo delle ghiandole mammarie che oltre all’aspetto estetico mette a rischio anche il benessere fisico della paziente: un seno molto pesante induce la persona ad assumere posture errate e a stancare troppo la schiena che si trova a dover sostenere un peso eccessivo. In questi casi è assolutamente consigliato un intervento di mastoplastica riduttiva: il chirurgo effettua un’incisione attorno all’aureola e una verticale nella parte inferiore del seno e da queste incisioni viene eliminato il tessuto adiposo e il tessuto ghiandolare in eccesso e viene rimodellato il tessuto rimanente per restituire al seno più piccolo una forma dall’aspetto sodo e tonico.

Anche in questo caso un’operazione ben eseguita non dà alcun problema relativamente a un’eventuale gravidanza e allattamento.

La mastopessi

Spesso in concomitanza alla mastoplastica riduttiva viene eseguita una mastopessi, cioè un intervento teso a sollevare il seno che inevitabilmente,svuotato di parte dei tessuti, risulta cadente. La mastopessi viene richiesta anche da donne di una certa età che vedono il proprio seno naturalmente invecchiato e che assume un aspetto più asciutto e cadente.

Le operazioni di mastoplastica sono di solito garantite almeno 10-15 anni in seguito ai quali è possibile che si evidenzino i segni tempo che passa.

In ogni caso oggi bastano poche migliaia di euro e poche settimane di convalescenza per avere il seno che si è sempre desiderato, è bene però che il chirurgo a cui ci si rivolge sia in grado non solo di eseguire bene l’operazione, ma anche di consigliare il tipo di intervento più opportuno ed eventualmente di far riflettere sull’effettiva necessità di un intervento che spesso, in età molto giovane può essere del tutto fuori luogo.


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