Malattia di Dupuytren: chirurgia o farmaci?

La malattia di Dupuytren colpisce le mani e le dita di uomini (nell’80% dei casi) e in misura minore di donne, di età superiore ai 45-50 anni. È una patologia totalmente benigna che può essere curata in tempi molto limitati con la chirurgia o con la più recente terapia farmacologica.

Cosa comporta la malattia di Dupuytren?

Affinché la mano riesca a compiere tutti i movimenti a cui si è abituati, è necessario che tutta la struttura di muscoli e tendini che risiede sotto la cute sia elastica e ben funzionante.

Una serie di microtraumi perpetuati nel tempo a causa solitamente di lavori manuali piuttosto pesanti per le piccole articolazioni stressate da vibrazioni o sussulti continui (camionisti, operai che lavorano con determinate macchine…) possono causare un progressivo indurimento dell’aponeurosi, la fascia fibrosa che avvolge muscolo e tendine palmare. A questo consegue la formazione di piccoli noduli indolori e la retrazione di alcune corde tendinee che impongono la flessione delle dita più esterne della mano (anulare e/o mignolo e, a volte, medio).

La flessione avviene solitamente all’altezza della seconda falange e la sua entità determina lo stadio di gravità della malattia. Nel primo stadio la flessione non supera i 45° rispetto al piano, il secondo comprende le angolazioni tra i 45° e i 90°, nel terzo la retrazione può arrivare a 135° e nel quarto il dito (o le dita) può essere completamente ripiegato su se stesso, con un angolo rispetto al piano di 180°.

Quali sono i trattamenti chirurgici effettuati?

Nel caso sia necessario un intervento chirurgico, il medico specialista può decidere se affidarsi alla terapia classica o alla terapia detta “all’ago”.

Quando si decide di effettuare la tecnica classica, cioè quella a cielo aperto, l’anestesia è locale o, in alcuni casi, generale e le incisioni sono abbastanza profonde. Viene asportato tutto il tessuto fibroso possibile affinché le dita non siano più costrette in un’insolita posizione e la prognosi è solitamente positiva.

Il paziente deve però interrompere il proprio lavoro almeno per un paio di mesi e deve portare un tutore, specialmente di notte, per tutta la convalescenza.

Per questo i medici tendono a preferire il trattamento “all’ago”, che è più rapido e meno invasivo. Con un ago inserito sottopelle infatti viene recisa l’aponeurosi dove si è ispessita senza bisogno di ricovero né riabilitazione specifica, anzi nella maggiorparte dei casi non è neppure necessario perdere 2 mesi di lavoro.

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Statisticamente questa tecnica prevede il 100% dei buoni risultati nei casi in cui la malattia è al I o II stadio, il 70% nei casi al III stadio e il 60% nei casi al IV stadio.

Purtroppo nei 5 anni successivi all’operazione (di qualsiasi tipo) nel 50% dei casi si presentano delle recidive; quando ciò avviene è possibile effettuare un nuovo intervento “all’ago” senza alcuna controindicazione per il paziente.

Negli ultimi mesi è possibile anche recarsi nelle strutture che sono autorizzate ad usare un farmaco per la cura della malattia di Dupuytren. Qui ai pazienti viene iniettato un farmaco che nell’arco di 3 giorni può guarire dalla malattia con un benessere del soggetto superiore a quello provato con qualsiasi intervento chirurgico e un risparmio per la Sanità Pubblica almeno del 30%. Anche il farmaco comunque può avere degli effetti indesiderati come lividi e gonfiore nel punto di iniezione, ma solitamente sono manifestazioni lievi o moderate che regrediscono spontaneamente in poco tempo.

La tempestività è sempre consigliabile

La malattia di Dupuytren è una malattia progressiva che si manifesta inizialmente con piccoli sintomi e in un tempo variabile giunge all’irrigidimento articolare. Durante quest’arco di tempo è opportuno prendere i primi provvedimenti così che le eventuali operazioni chirurgiche siano il meno invasive e difficili possibile.

Purtroppo non si conosce ancora con certezza la causa che scatena l’insorgenza della malattia (anche se si pensa che i microtraumi protratti possano essere determinanti), è quindi impossibile formulare una possibile tattica di prevenzione.

Fortunatamente comunque, per quanto possa essere fastidiosa, la malattia oltre ad essere innocua è anche indolore, quindi chi dovesse soffrirne, ha il tempo necessario per prendere provvedimenti e tornare ad utilizzare appieno le dita e le mani.


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