L’ipertensione: i farmaci sono sempre indispensabili?

Una buona percentuale di persone, a livello mondiale e nazionale, soffre di ipertensione, la metà dei quali non è a conoscenza del proprio stato di salute.

Il 17 maggio 2013 si è celebrata la “IX giornata contro l’ipertensione arteriosa” durante la quale la SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa) appoggiata anche dalla Croce Rossa Italiana, si è impegnata nella divulgazione di un problema frequente e troppe volte sottovalutato.

In Italia una media del 33% degli uomini (con dei picchi del 45% in Calabria e Friuli Venezia Giulia) soffre di pressione alta e la percentuale scende al 31% (con i valori massimi registrati anche stavolta in Calabria col 41%) se si prendono in considerazione le donne.

Cos’è l’ipertensione arteriosa?

Il sangue che scorre nelle vene viene spedito nei vari organi dalla spinta cardiaca. Il cuore pompa il sangue verso le arterie che subiscono una spinta sulle pareti (pressione sistolica o massima) più o meno forte in base alla funzionalità dei vasi sanguigni e del cuore stesso. Tra una spinta e l’altra, mentre il cuore si ricarica, il sangue esercita comunque una pressione sulle pareti dei vasi seppur minore: la pressione diastolica o minima.

Questi due valori devono rientrare in alcuni limiti precisi perché il soggetto si possa considerare in uno stato di salute; in base all’età (col passare del tempo la pressione tende ad aumentare naturalmente a causa della minore elasticità dei vasi sanguigni) e alle condizioni cliniche, viene considerata normale una pressione al di sotto dei 140/90 mmHg.

Nel caso in cui tali valori siano superati è opportuno prendere provvedimenti.

Cosa fare nel casi di pressione alta?

Molti medici tendono a prescrivere farmaci specifici, come diuretici o beta-bloccanti, appena i valori della pressione superano quelli tabellari, ma in alcuni casi basta cambiare il proprio stile di vita affinché il corpo riacquisisca il corretto equilibrio. Specialmente in età giovane l’ipertensione è spesso causata da eccessiva sedentarietà, alimentazione sovrabbondante e scorretta, abuso di alcolici e fumo.

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Sarebbe opportuno abbandonare la deleteria quanto superficiale convinzione che la convivialità dipenda da ciò che è nel piatto o nel bicchiere. È scontato che piacevolissimi momenti di socialità si possano vivere anche limitando (o eliminando, se necessario!) l’uso di alcool o evitando cibi grassi e pesanti e perché non seguire l’esempio di tanti personaggi famosi, da Sir. Anthony Hopkins a Corrado Guzzanti o Ferzan Ozpetek, che per prendersi cura di se stessi hanno smesso di fumare, mantenendo presumibilmente le loro ottime relazioni sociali?

Può sicuramente essere impegnativo e inizialmente faticoso assumersi l’impegno dell’attività fisica quotidiana, ma è comunque possibile scegliere tra i molti sport consigliati quello che si preferisce purché lo sforzo sia aerobico, costante e privo di repentini cambi di ritmo: nuoto, ciclismo, corsa leggera, tutte alternative possibili se si cerca di non vivere il momento sportivo come una gara agonistica, in tal caso l’aumento dello stress da prestazione può limitare il giovamento insito nel movimento.

Queste accortezze, impegnative solo al principio, possono far sì che il soggetto che tende alla pressione alta eviti i farmaci che notoriamente possono presentare effetti collaterali seri e persistenti.

È scontato che quando tutto ciò non basta e diventa necessaria la terapia farmacologica, questa va portata avanti con la massima costanza e sempre sotto il controllo medico, così come racconta il noto conduttore Tiberio Timperi, che soffre di ipertensione dall’età di 16 anni.

Nel 95% dei casi l’ipertensione viene detta primaria o essenziale, questo significa che non si conoscono le cause dell’alterazione e non è possibile ricondurla ad altre patologie come avviene nel restante 5% delle evenienze in cui l’origine della disfunzione può essere attribuibile ad alcune malattie dei reni, all’ipertiroidismo o all’assunzione di farmaci come i FANS, il cortisone o la ciclosporina.

In ogni caso l’ipertensione è una condizione che può risultare grave e pericolosa. È bene non dimenticare che tra le conseguenze più comuni vi sono l’emorragia cerebrale, l’infarto o gli attacchi ischemici transitori e proprio per evitare questo tipo di problemi è opportuno sottoporsi a periodiche misurazioni, semplicemente andando dal medico di famiglia o utilizzando nella propria casa delle apparecchiature certificate che si trovano in vendita e possono fornire un buon ausilio per quanto riguarda la precocità e la tempestività con cui prendere in considerazione un eventuale disfunzione.


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