L’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio)

Sant’Antonio abate, conosciuto soprattutto per essere il protettore degli animali, veniva invocato in tempi antichi anche da chi era affetto dal  “male degli ardenti”; si dice infatti che il santo sia sceso negli inferi per tentare di riprendersi le anime dei peccatori, conquistandosi la fama di protettore del fuoco e un’iconografia dedicata che lo vede spesso rappresentato con delle fiamme ai piedi.

Il male degli ardenti era probabilmente quello che tuttora viene chiamato Fuoco di Sant’Antonioossia l’herpes zoster.

Cos’è l’herpes zoster e come si presenta?

Il virus contro cui il 90% della popolazione in Italia elabora gli anticorpi nel momento in cui si ammala di varicella, il varicella-zoster virus, non viene totalmente eliminato con la guarigione dalla malattia; esso si annida infatti nei gangli nervosi in una condizione di latenza, rimanendo innocuo anche per molti anni. Se però l’organismo accusa un forte calo immunitario a causa di una malattia o di un forte stress, il virus può tornare a moltiplicarsi sfociando nel cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio.

Questa malattia provoca uno sfogo cutaneo localizzato nella zona del nervo in cui si è annidato il virus, costituito da bollicine piene di liquido simili a quelle della varicella, che poi si seccano formando delle crosticine che cadono solitamente senza lasciare segni sulla pelle.

Il rimando al santo protettore del fuoco è la conseguenza del tipo di dolore che la malattia provoca: un bruciore intenso con o senza prurito, che a volte duole anche a seguito di un leggero sfioramento.

Dove si localizza il virus e cosa può provocare

L’herpes può colpire qualsiasi nervo del corpo, ma sono stati osservati dei punti in cui il virus si localizza più frequentemente. Nella metà dei casi l’herpes zoster viene detto intercostale in quanto colpisce il tronco del soggetto, prevalentemente dal petto alla spalla; l’herpes cervicale affligge il 15% dei casi, mentre più rare sono le affezioni nelle zone lombo-inguinalelombo-femorale e dei segmenti sacrali.

Più fastidiosi, specialmente per le possibili conseguenze, sono l’herpes dei nervi cranici, che può degenerare in zoster oftalmico con conseguenti lesioni alla fronte, alle palpebre e alla retina oculare, e l’herpes del ganglio genicolato, che può causare la sindrome di Ramsey Hunt, la quale provoca paralisi periferica del nervo facciale e della lingua.

Esiste poi una forma asintomatica dell’herpes zoster, che, sebbene non causi conseguenze specifiche particolarmente gravi, è di difficile diagnosi in quanto confondibile con embolia polmonare, infarto o appendicite.

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A parte casi specifici le complicazioni sono rare e relativamente gravi. La più frequente, specialmente per gli over 50, consiste in una nevralgia posterpetica che provoca dolore al nervo colpito dal virus per molti mesi o anche per anni dopo l’infezione; solo raramente si può percepire una forte debolezza temporanea dovuta al fatto che l’infiammazione raggiunge cuore, polmoni, articolazioni o intestino.

Conseguenze solitamente più blande prevedono cicatrici al posto delle papule o sovrainfezione batterica al momento della rottura delle vescicole, da curare con gli antibiotici appropriati.

Essere contagiati è piuttosto difficile, in quanto la maggior parte delle persone è immune al virus per aver contratto la varicella o per essersi vaccinata nel corso della vita, ma è possibile, seppur poco frequentemente, che un bambino che venga a contatto con le vesciche aperte del fuoco di Sant’Antonio si ammali di varicella.

grafico Herpes

Come si cura l’herpes?

Solitamente i farmaci tradizionali prescritti dai medici tendono ad alleviare i sintomi con degli antidolorifici e a cercare di contrastare il progredire della malattia e le eventuali infezioni con degli antibatterici e antivirali, ma anche la fitoterapia offre molte opportunità a chi vuole trattare l’herpes affidandosi alle erbe: echinacea, olivo, aglio e iperico sono ottimi antivirali, mentre ginseng, astragalo e sambuco rafforzano il sistema immunitario.

In ogni caso l’herpes zoster è una malattia che nella maggior parte dei casi è totalmente priva di conseguenze. Certo il dolore è solitamente importante, ma con un po’ di accorgimenti nell’abbigliamento, che deve essere largo e di fibra naturale, e nel trattamento dell’eruzione cutanea, su cui non devono essere apposti cerotti che rallentano la guarigione e che non va mai grattata nonostante il prurito, la patologia regredisce nell’arco di 2-4 settimane.


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6 Commenti to “L’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio)”

  1. vespa
    gennaio 29, 2014 at 6:46 am #

    salve, io ho avuto il zoster a luglio 2013, i primi sintomi erano un pugnale conficcato nella spalla dx che poi a distanza di una ventina di giorni se manifestato con delle vescicole sul petto, ho fatto la cura prescritta e sono stato al riparo da possibili correnti d’aria, ora a distanza di 6 mesi domenica scorsa ho avvertito un altro pugnale nella spalla sx, è possibile un ritorno del virus zoster.
    ringraziandola per la risposta porgo cordiali saluti.

    • redazione salutemedicina.it
      febbraio 18, 2014 at 3:58 pm #

      Caro Lettore,

      Nonostante il virus dell’herpes zoster rimanga nel nostro organismo anche se silente per diverso tempo, per averne la certezza di un suo riacutizzarsi ti suggeriamo di rivolgerti intanto al tuo medico di famiglia, che su base clinica saprà condurti correttamente sul da farsi.

  2. Vito
    giugno 4, 2014 at 10:09 pm #

    Salve,
    a 16 anni ho avuto il fuoco di Sant’Antonio. Esso mi ha provocato una lesione latero cervicale, in pratica i linfonodi si sono confiati all’altezza del collo. Per il dolore allucinante sono stato ricoverato per 2 settimane. A distanza di 7-8, cioè adesso, sto vivendo un periodo molto stressante; può ritornare il problema? Di solito quando ritorna è sempre allo stesso punto di prima?

    Grazie

  3. Vito
    giugno 4, 2014 at 10:10 pm #

    per precisare 7-8 anni
    gonfiati e non confiati

    • redazione salutemedicina.it
      giugno 6, 2014 at 7:18 am #

      Ciao Vito,
      in realtà non è detto che possa comparire di nuovo, ne tantomeno la zona di sfogo. Ma quello che puoi cambiare è la situazione che stai vivendo: cerca di gestire al meglio lo stress!

  4. angelo
    aprile 25, 2015 at 8:21 pm #

    sono passati quattro anni da quando ho avuto il fuoco di s.antonio, e tuttora per il 80% della giornata sento parecchi disturbi nella zona ascellare sx. e spalla vorrei sapere se esistono terapie specifiche che sconfiggano questo dolore. ho provato anche l’ozono terapia ma senza risultati. Fatemi sapere , grazie.

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