L’esantema critico

Più nota come “sesta malattia”

Ancora prima di frequentare l’asilo, tra i 6 mesi e i 3 anni, i piccoli di casa possono contrarre quella che viene popolarmente chiamata la “sesta malattia”, ossia l’infezione esantemantica di origine virale indicata anche con i nomi di roseola infantum, pseudorosolia o febbre dei 3 giorni.

I responsabili del contagio sono 2 herpesvirus: l’HHV-6 e, più raramente, l’HHV-7 che procurano fastidiosi sintomi che fortunatamente svaniscono nell’arco di qualche giorno normalmente senza comportare alcuna conseguenza residua.

Come si contrae la malattia e come si sviluppa?

Sono le goccioline di saliva espulse dalla bocca con la tosse e gli starnuti che permettono al virus di viaggiare tra un individuo malato e uno sano e l’abitudine dei bambini di mettere tutto in bocca facilita la diffusione dell’epidemia tra i fratellini e gli amichetti.

La sesta malattia si sviluppa in 2 fasiquella pre-esantematica e quella esantematica. La prima è preceduta da 9-12 giorni circa di incubazione del virus ed è caratterizzata da un’improvvisa febbre piuttosto alta (anche oltre i 38,5°C fino ad arrivare ai 41°C), malessere, inappetenza, mal di gola e linfonodi ingrossati; terminato il primo stadio, che dura solitamente 3-4 giorni, inizia la fase esantematica, caratterizzata dall’abbassamento della temperatura corporea e dall’insorgenza di piccole papule rosa che nell’arco di 48 ore si diffondono nel tronco, sul collo, a volte sulle braccia e sulle gambe, lasciando quasi sempre il viso privo di segni. Dopo un paio di giorni le macchie cominciano ad attenuarsi fino a sparire completamente.

Come viene diagnosticata la malattia e come si cura?

La diagnosi dell’esantema critico, può a volte risultare piuttosto difficoltosa, in quanto i sintomi iniziali possono essere facilmente confusi con quelli di una semplice influenza, mentre le macchie sono pressoché uguali a quelle di uno sfogo allergico, ma l’analisi del contesto di vita del bambino e una più attenta analisi medica possono permettere una diagnosi corretta. È possibile affidarsi a delle analisi del sangue in grado di isolare il virus, ma il costo elevato di un test che individui una malattia assolutamente benigna come l’esantema critico, non ne giustifica la prescrizione, se non in rari casi specifici.

Come per ogni patologia virale, non esiste alcuna cura specifica che possa uccidere il virus e guarire il malato; l’unica cosa da fare è aspettare che l’infezione faccia il suo corso cercando invece di alleviare i sintomi con l’assunzione di paracetamolo nel caso di febbre molto alta (l’aspirina, come sempre, è sconsigliata ai bambini, in quanto esiste una correlazione con l’assunzione del farmaco e lo sviluppo della sindrome di Reye) e con il controllo di eventuali sovrainfezioni batteriche da gestire con la prescrizione di antibiotici adeguati.

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Chi preferisce affidarsi all’omeopatia può prendere in considerazione l’utilizzo della Pulsatilla 9 CH per l’esantema e di Belladonna 7 CH per la febbre alta, nelle dosi indicate da un esperto.

Esistono complicazioni gravi della sesta malattia?

L’esantema critico è una malattia assolutamente benigna, solo eccezionalmente si sono osservati casi di meningo-encefalite ed epatite fulminante; la cosa importante è invece controllare che la febbre non arrivi mai a temperature troppo elevate in quanto nei soggetti predisposti si possono scatenare delle crisi convulsive. Queste non hanno solitamente conseguenze di alcun tipo per la salute del bambino, è però necessario che i genitori non cedano alla paura, ma chiamino un pediatra al più presto e seguano le poche regole a cui attenersi per tenere la situazione sotto controllo (non cercare di bloccarlo né di “svegliarlo”, non prenderlo a schiaffi e non chiamarlo per nome, ma stare solo attenti che non batta la testa cadendo, che non gli vada di traverso la saliva che può accumularsi in bocca e attendere che la crisi, che solitamente dura un paio di minuti, passi da sola o con la somministrazione di una o due dosi di diazepam).

Negli adulti il contagio è abbastanza raro anche se non impossibile e sono solitamente più a rischio i soggetti immunodepressi come i malati di AIDS o coloro che hanno subito un trapianto; i sintomi possono essere più lievi e la malattia è anche in questi casi sostanzialmente innocua; c’è solo da tener presente che, anche se è improbabile, è possibile contrarre la malattia 2 volte, in quanto l’immunità fornita dagli anticorpi elaborati dal corpo durante il primo contagio non è definitiva.


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