L’emorragia cerebrale: cause diverse, le stesse conseguenze

Il cervello è uno degli organi più vascolarizzati del corpo umano, se un vaso si dovesse rompere il sangue versato potrebbe accumularsi in quantità più o meno importanti dando origine a un ematoma con conseguenze che possono essere anche gravi.

Un versamento molto lieve può riassorbirsi spontaneamente, ma situazioni più complesse necessitano di attenzioni e terapie decisamente accurate.

Come si origina un’emorragia cerebrale?

Il versamento ematico nel cervello può avere origine spontanea o traumatica.

Le emorragie traumatiche sono quelle dovute a traumi cranici: un incidente stradale o una ferita da arma da fuoco possono provocare la rottura di uno o più vasi cerebrali; quelle spontanee invece possono essere generate da una molteplicità di fattori.

Ad esempio un improvviso stato ipertensivo può provocare la rottura di un’arteria lesionata dall’arteriosclerosi originando un’emorragia detta “per rexin”, questo tipo di emorragie sono dette anche “in sede tipica” in quanto sono le più frequenti specialmente nei soggetti diabetici o aterosclerotici.

Il brusco innalzamento della pressione può anche causare la rottura di un vaso già malformato specialmente in seguito a sforzi importanti.

In altri casi l’emorragia segue l’infarto cerebrale che prima è caratterizzato da uno stato ischemico del tessuto (cioè privo di sangue) e in seguito subisce un reflusso sanguigno che irrora eccessivamente l’organo “infarcendolo” di sangue, cioè formando un accumulo sanguigno che ristagna nelle zona lesa comprimendola.

Infine vi sono rari casi di emorragie spontanee che è difficile catalogare anche con gli esami diagnostici più accurati. Si dicono anche emorragie in sedi atipiche e possono essere causate da piccole malformazioni cerebrali, da micro-aneurismi dei vasi del cervello, da neoplasie o coagulopatie.

I sintomi, la diagnosi e la cura

In base alla zona del cervello compressa dal versamento ematico i sintomi accusati dal paziente possono essere diversi: stato confusionale, improvvisa e forte cefalea(specialmente nella zona della nuca), vomito, incoscienza e talvolta coma.

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Coloro che soffrono tali sintomi dovrebbero essere trasportati nel minor tempo possibile nella Stroke Unit dell’ospedale più vicino, dove un’equipe di medici dedicati esclusivamente a questo tipo di patologie cerebrali possono sottoporre il paziente agli esami atti a diagnosticare la malattia specifica. Solitamente la prima cosa che i medici necessitano di osservare sono

le neuroimmagini, come la tomografia computerizzata (TC) cerebrale anche senza contrasto, per effettuare una diagnosi differenziale con l’ictus ischemico, la Risonanza Magnetica (RM) con il contrasto (viene utilizzato generalmente il gadolino) che può escludere la presenza di lesioni dovute a malformazioni dei vasi oppure grazie alle Gradient Echo (scansioni cerebrali particolari), possono essere eliminate le ipotesi di cavernomi o emorragie pregresse. Altri tipi di malformazioni vascolari possono essere messe in evidenza da angio-TC o angio-RM.

Individuata la causa scatenante, il paziente viene tenuto sotto stretto controllo in particolare relativamente alla pressione arteriosa che non dovrebbe superare i 180 mmHg. In base al tipo di emorragia che hanno di fronte, i medici scelgono di somministrare la terapia più opportuna, che può consistere nella prescrizione di vitamina K, protamina, concentrati piastrinici o crioprecipitati.

Solo nei rari casi in cui l’ematoma supera la dimensione di 3 cm causando un progressivo peggioramento delle condizioni del paziente, i medici possono ricorrere all’intervento chirurgico

È possibile prevenire un’emorragia cerebrale?

Non c’è una prevenzione specifica per l’emorragia cerebrale, anche in considerazione del fatto che le cause possono essere davvero diverse l’una dall’altra; basti pensare che lo 0,2% circa dei casi è dovuto ad angioma cavernoso, che il 2% della popolazione è portatrice di un aneurisma (ma solo l’1% di questi andrà incontro a rottura e quindi a emorragia) e che il 60-70% dei casi di emorragia cerebrale è dovuta all’alta pressione arteriosa. Quest’ultimo dato può certo far riflettere su quanto sia importante tenere sotto controllo la propria pressione con una terapia farmacologica prescritta da un medico e specialmente con una buona dieta associata ad una costante attività fisica.

Come quasi sempre quindi, nonostante l’esistenza di una piccola percentuale di imprevedibili casi di familiarità, uno stile di vita equilibrato, privo di eccessi e dinamico può sicuramente limitare il rischio di insorgenza di patologie che se a volte possono essere trattate in modo tale da permettere al paziente di tornare alla propria vita quotidiana, molte volte possono invece lasciare conseguenze durature motorie, cognitive e percettive tali da richiedere una buona riabilitazione per il recupero.

Cause di emorragia cerebrale


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