Le malattie esantematiche

Se un bambino presenta febbre più o meno alta, tosse, mal di gola e problemi gastrici non è detto che sia colpa del freddo o di una semplice influenza. Specialmente nei periodi primaverili sono infatti sempre in agguato le malattie esantematiche.

Sono malattie infettive, solitamente molto contagiose, che colpiscono principalmente i bambini in età scolare (al di sotto dei 12 anni), i quali, se si ammalano, impiegano in media una settimana a contagiare i compagni di classe e gli eventuali fratellini o sorelline.

Il contagio è facilitato anche dal periodo di incubazione della malattia, durante il quale nessun sintomo è evidente, ma in cui è già possibile trasmettere l’agente infettivo con le goccioline di saliva espulse con starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando.

Cos’è l’esantema?

Le malattie esantematiche prendono questo nome dal verbo greco exantheo, che significa “sbocciare”. Sulla pelle del malato infatti, dopo il periodo di incubazione, compare una vera e propria fioritura di bollicine, differenti a seconda della malattia specifica, che poi scompaiono con la guarigione.

Nonostante vengano considerate sotto uno stesso insieme di patologie, le malattie esantematiche presentano eruzioni cutanee che sono molto diverse tra loro e che vanno trattate in modo differente, seguendo di volta in volta le prescrizioni del pediatra.

Lo sfogo cutaneo può essere costituito da piccole macchioline (esantema maculoso), bolle solide e in rilievo (esantema papuloso) o vescichette vere e proprie (esantema vescicolare).

Quali sono le malattie esantematiche?

Le malattie esantematiche sono in realtà appunto molto diverse l’una dall’altra, anche se la maggior parte di esse è causata da un agente virale (tranne la scarlattina e, probabilmente, la quarta malattia, che sono di origine batterica) e presentano una sintomatologia affine.

Vengono considerate malattie esantematiche:

Anche il vaiolo faceva parte del gruppo delle malattie esantematiche, ma è stato debellato nel 1977.

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Gravità delle malattie esantematiche

Normalmente le malattie esantematiche si risolvono abbastanza rapidamente senza alcun problema residuo. Terminato il periodo di febbre e sintomi specifici, l’eruzione cutanea svanisce lasciando la pelle priva di segni o cicatrici.

Le conseguenze gravi sono davvero rare e riguardano principalmente pochi casi di encefalite o di malfunzionamento ai reni.

Le donne incinte, invece, sono suscettibili di rischi maggiori per loro stesse e per il feto. Il contagio nelle prime settimane di gestazione di alcune di queste malattie, come la rosolia o la varicella, può aumentare la probabilità di aborto spontaneo o causare malformazioni anche gravi (come la rosolia congenita). Nei casi sospetti è sempre bene, comunque, chiedere informazioni a un medico prima di preoccuparsi eccessivamente: se alcune malattie possono essere molto gravi, altre sono del tutto innocue anche per il nascituro.

Malattie dei bambini?

È certamente vero che i più colpiti dai virus e dai batteri delle malattie esantematiche sono sempre stati i bambini di età pediatrica e preadolescenziale. Negli ultimi anni, però, l’avvento dei vaccini ha fatto sì che gli unici soggetti a rischio siano invece diventati gli adulti che non abbiano contratto la malattia da piccoli e non si siano ancora sottoposti al vaccino diventando così bersaglio facile di queste patologie.

Se da un lato i bambini possono essere più delicati degli adulti, dall’altro è necessario sottolineare che la stessa malattia, contratta in età adulta, può sviluppare sintomi più importanti e conseguenze più gravi che nei bambini (gli orecchioni presi dopo la pubertà possono in rari casi portare alla sterilità, mentre sono decisamente tollerabili in età pediatrica).

La vaccinazione è quindi fortemente consigliata dai medici anche per gli adulti, specialmente se operano in contesti a rischio (ospedali, scuole…) o se sono donne non immuni in età fertile. In questo modo si elimina quasi totalmente il rischio di contagio (esiste sempre una piccola possibilità di contrarre la malattia anche se vaccinati)  e di eventuali conseguenze gravi.


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