La sarcoidosi: i paesi freddi sono più a rischio

Le malattie rare in molti casi sono difficili da riconoscere e diagnosticare e la sarcoidosi pone delle difficoltà ancora maggiori per la varietà di sintomi e la diversità dei modi in cui la malattia può evolvere.

La patologia (che prende anche il nome di malattia di Besnier-Boeck-Shauman o granulomatosi sistemica o reticoloendoteliosi benigna) si sviluppa a causa di alcune cellule dell’apparato immunitario che si agglomerano formando in alcuni tessuti del corpo umano dei granulomi, piccoli ammassi simili a cisti infiammate con la tendenza a propagarsi nei tessuti vicini. La più frequente è la sarcoidosi polmonare, seguita da quella ai linfonodi, cutanea, al fegato, alla milza, agli occhi e cardiaca.

Chi sono i soggetti più colpiti e come si manifesta la sarcoidosi?

La malattia colpisce una piccola percentuale di popolazione, con una lieve prevalenza del sesso femminile; gli uomini tendono ad ammalarsi tra i 30 e i 40 anni, mentre le donne ne sono più soggette dopo la menopausa (mediamente oltre i 50 anni).

I sintomi sono vari e possono essere di diversa intensità: stanchezza, dolore articolare, febbre lieve e persistente, inappetenza, malessere generale ed, ovviamente, i granulomi.

In base all’organo colpito possono poi presentarsi eritemi e rush cutanei di diverso tipo, disturbi della salivazione, ingrossamento e dolenza dei linfonodi, uveite, respiro corto o tosse secca, ma spesso i sintomi non si manifestano affatto e si viene a conoscenza della malattia in seguito a indagini di altro tipo. Altre volte invece i sintomi esplodono procurando gravi disfunzioni al soggetto, specialmente se la sarcoidosi colpisce il cuore.

Come si diagnostica la sarcoidosi e quale cura viene prescritta?

Gli esami che il medico può effettuare per accertarsi di essere in presenza della malattia sono molteplici. In seguito all’esame clinico e alla visita anamnestica del paziente è possibile osservare la presenza di granulomi grazie a delle ecografie o a delle TAC anche ad alta risoluzione (HRTC) e per uno scrupolo maggiore può essere prescritta una scintigrafia con gallio. In base ai sintomi specifici, si può poi ricorrere a prove di respirazioneall’emogasanalisi per valutare la capacità di ossigenazione polmonare, al test del cammino dei 6 minuti e alla broncoscopia con lavaggio bronco alveolare e biopsia dei linfonodi, esame di pochi minuti che serve ad analizzare il tessuto in cui sono presenti i granulomi.

Per contrastare la malattia gli specialisti prescrivono innanzitutto dei cortisonici da assumere per alcuni mesi, fino a quando la situazione del sistema immunitario non reagisce positivamente; se questo non dovesse accadere si può ricorrere ad altri farmaci citotossici e antimicrobici. In ogni caso è opportuno che il paziente, oltre a scegliere uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata e costante attività fisica, si sottoponga a periodici esami di controllo per valutare l’eventuale presenza di recidive.

Queste si manifestano infatti nel 5% dei casi dopo un anno dalla guarigione dalla sarcoidosi, che solitamente avviene entro 3 anni per il 32% dei pazienti ed entro 10 anni per il restante 63%.

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Recidiva Sarcoidosi

Qual è il fattore scatenante della sarcoidosi?

Gli eventi da cui la malattia può scaturire non sono ancora noti. Statisticamente si è però osservato che la predisposizione genetica è un fattore di rischio importante e che la presenza di alcuni metalli nell’ambiente in cui si vive e le temperature molto basse possono considerarsi una preoccupazione in più.

Le percentuali ci mostrano una presenza di malati di sarcoidosi che si aggira attorno allo 0,01-0,04% negli Stati Uniti (prevalentemente afro-americani), mentre in Europa la percentuale è dello 0,019%, con grandi differenze tra i Paesi di temperatura mite, come la Spagna (0,004%) e le Nazioni molto fredde come la Svezia (0.064%).

È bene sottolineare che il tasso di mortalità è bassissimo (meno del 5% e si riferisce prevalentemente a coloro che, affetti da sarcoidosi cardiaca, hanno subito complicanze gravi al cuore) e che chi scopre di avere la sarcoidosi può vivere la sua vita in totale tranquillità, nonostante i controlli necessari e i possibili effetti collaterali  dei medicinali, che sono comunque temporanei e difficilmente insopportabili.


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