La renella: una fastidiosa sabbia nelle vie urinarie

Sembra che le coliche renali siano tra i dolori più forti che si possano provare; queste sono causate da alcuni calcoli presenti nelle vie urinarie grandi come piccoli sassi.

In alcuni casi, se c’è una predisposizione dell’individuo e una dieta che ne favorisce la formazione, non si creano calcoli così grandi, ma si formano all’interno dei reni stessi delle piccole cristallizzazioni delle dimensioni dei granelli di sabbia e di colore giallo rossastro che prendono il nome di sabbia renale.

In questo caso il soggetto soffre di renella e come in presenza dei calcoli veri e propri è possibile che si manifestino delle dolorose coliche o dei problemi alla minzione.

Cos’è la sabbia renale?

La sabbia renale è costituita da piccoli granelli di urati e/o ossalati di calcio in composizioni diverse in base ai sedimenti urinari individuali e si sviluppa per motivi alimentari ed ereditari.

Assumere troppi alimenti ricchi di calcio, aumenta il rischio di renella di ossalati di calcio e il medico provvederà a consigliare la limitazione (o eliminazione) di spinaci, rabarbaro, prezzemolo, erba cipollina, bietola, barbabietola rossa, verza, pomodori verdi, the verde, cacao in polvere e cioccolato; mentre in presenza di renella da acido urico è preferibile limitare cibi ricchi di purine: frutti di mare, acciughe, sardine sott’olio, aringa, caviale, frattaglie, estratti di carne, cacciagione, carni e pesci grassi.

In ogni caso alimenti come l’alcool, il caffè e le bevande ricche di caffeina o cola possono indurre l’insorgenza della malattia.

La differenza principale con i calcoli veri e propri sta nella dimensione degli aggregati cristallini e dalla cura necessaria per eliminarli.

Come curare la renella?

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Per curare i calcoli renali è necessario sottoporsi a delle operazioni di litotrissia extracorporea ad onde d’urto necessarie per frantumare il più possibile le concrezioni formatesi e rendere possibile l’espulsione per via urinaria dei residui o, nei casi più difficili, si rende obbligatorio sottoporsi a un intervento chirurgico.

La renella ha bisogno fortunatamente di approcci meno invasivi ma che richiedono un buon senso di responsabilità da parte del paziente.

Oltre infatti ad eliminare dalla dieta tutti gli alimenti indicati dal medico in base alla composizione della sabbia renale è necessario bere molta acqua, almeno 250-300 ml ogni ora e bere un po’ anche durante le ore notturne; la cura deve durare qualche settimana e l’acqua da bere deve aumentare progressivamente fino all’assunzione di 4 litri al dì. L’acqua deve essere possibilmente oligominerale, meglio se raccolta direttamente alla sorgente, in questo modo è in grado di sciogliere i granelli abbastanza da poterli espellere con l’urina.

Sono rari i casi in cui vengono prescritti farmaci atti allo scioglimento della sabbia renale; più comunemente ci si affida ai numerosi rimedi naturali che possono aiutare il soggetto a sciogliere le concrezioni; un bravo erborista può preparare una tisana a base di gramigna, betulla, verga d’oro, ononide, liquirizia, finocchio, mais, crescione, cicoria o tarassaco in quantità variabili relative al problema specifico. Le tisane in sé non hanno un effetto così incisivo sulla risoluzione del problema, ma possono senz’altro prevenire il disturbo nel caso si sia al corrente di una propria predisposizione genetica. Nella fase acuta gli esperti prescrivono le giuste dosi di tintura madre o estratti di altro tipo.

La renella non è una patologia grave dal punto di vista medico, ma i suoi sintomi possono essere decisamente fastidiosi e dolorosi (le coliche sono dolorose come quelle renali). È quindi consigliabile, se sono presenti in famiglia casi di renella, impegnarsi in una buona dieta preventiva, in qualche tisana erboristica e abituarsi a bere molto, rivolgendosi al medico specialista, preferibilmente un urologo, ai primi sintomi manifestati.


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