La Quarta malattia – la scarlattinetta

Il primo a delineare la cosiddetta quarta malattia è stato un pediatra russo nato a Pienza, Nil Fëdorovič Filatov, questi precedette di poco lo studio di Clement Dukes che la identificò ancora meglio attorno al 1900, dandole il nome di Morbo di Dukes e distinguendola dalle altre già note malattie esantematiche come il morbillo, la rosolia o la scarlattina.

Anche se è molto più lieve, somiglia molto a quest’ultima per l’esantema e la sintomatologia, e proprio per questo viene chiamata anche “scarlattinetta” o, più raramente, “scarlattinina”.

Oggi la teoria più accreditata ipotizza che, a provocarla sia un batterio, lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, lo stesso che determina la scarlattina, ma per molto tempo si è pensato che fosse causata da un virus.

Addirittura alcuni studi teorizzano che la quarta malattia non sia altro, se non una forma particolarmente lieve della stessa scarlattina, mentre altri medici ritengono che, per quanto si somiglino, le due malattie siano in realtà a sé stanti.

Cos’è lo streptococco beta-emolitico di gruppo A?

Questo batterio è spesso presente nelle vie aeree superiori delle persone e si localizza specialmente nella faringe, nelle adenoidi e nelle tonsille. In condizioni normali non crea problemi in quanto si  trova in una condizione di commensalismo; il batterio, cioè, trae un proprio vantaggio dalla presenza nel corpo umano, senza però generare danni alla persona.

Essendo però un batterio fortemente patogeno, in caso di abbassamento delle difese immunitarie, aumenta la propria virulenza divenendo in grado di sviluppare infezioni come la scarlattina o la scarlattinetta, ma anche come molte altre, sempre legate alle vie respiratorie.

La sintomatologia

Sembra che la quarta malattia si trasmetta principalmente in primavera ed estate, attraverso le goccioline di saliva o muco che vengono estromesse da bocca e naso con starnuti o colpi di tosse.

I sintomi compaiono dopo circa 10 giorni dal contagio e sono simili a quelli di una influenza molto leggera: inappetenzasonnolenzamal di testapoche linee di febbremal di gola e linfonodi ingrossati.

In una seconda fase della malattia si sviluppa l’eruzione cutanea, caratterizzata da piccoli puntini rossi isolati, concentrati su inguine e glutei e che raramente colpiscono viso e tronco. Dopo meno di una settimana l’esantema scompare con una lieve desquamazione.

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Il contagio può avvenire durante tutto il periodo di incubazione fino alla comparsa dell’esantema.

Spesso la patologia si presenta in forma asintomatica e capita che i malati non si accorgano di averla contratta.

Diagnosi, cura e conseguenze

La diagnosi è davvero molto semplice per qualsiasi medico attento.

I medici che la considerano una malattia di origine batterica, per avere la certezza che si tratti dello streptococco beta-emolitico di gruppo A, fanno eseguire un tampone faringeo che spesso viene ripetuto al termine della cura per essere sicuri che il batterio sia stato debellato.

Nella quasi totalità dei casi, la malattia viene curata con una terapia antibiotica da protrarre per una decina di giorni, anche se in caso di manifestazioni molto lievi, non si applica nessuna cura.

I medici che invece la ritengono ancora una patologia virale non prescrivono alcun antibiotico (sarebbe inutile per contrastare un virus), e consigliano esclusivamente riposo, dieta leggera e farmaci di supporto se dovesse esserci febbre o malessere specifico.

Le complicazioni in seguito alla malattia sono inesistenti per chiunque, a meno che il contagiato non soffra di patologie che inficiano la funzionalità renale. In questo caso si consiglia solitamente di sottoporsi a un esame delle urine dopo un paio di settimane dalla guarigione per esaminare la presenza o meno di malfunzionamenti persistenti.


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