La paralisi di Bell

La paralisi di Bell (detta anche paralisi del nervo facciale) è una malattia che colpisce esclusivamente un lato del volto del paziente. Si tratta di una malattia non molto comune, ma che colpisce comunque decine di migliaia di persone nel mondo ogni anno.

Fortunatamente si tratta di un male curabile, e in tre quarti dei casi la guarigione è completa.

E’ una malattia da cui il 75% dei pazienti riesce a guarire completamente.

La paralisi prende questo nome perché il primo medico a descriverla fu lo scozzese Charles Bell, nel 1882. Nei pazienti colpiti il nervo facciale cessa di colpo di funzionare, la fase più acuta di tale malattia si registra entro 48 ore dall’inizio dell’episodio.

Il sintomo più chiaro che contraddistingue la malattia è la paralisi dei muscoli facciali: se i muscoli del volto non si muovono, l’occhio non può chiudersi e la bocca si secca, perché cessa la produzione della saliva.

La malformazione del volto provocata da questo tipo di paralisi è caratteristica: la metà colpita del viso si mostra priva di espressione, perciò il paziente può provare dolore e fastidio nella parte sana, che a suo parere sembra risultare contratta.

La paralisi di Bell, fortunatamente, spesso regredisce senza alcuna cura nel giro di poche settimane o pochi mesi. Il nervo facciale di solito ritorna a funzionare come prima.

Chi soffre di paralisi di Bell può perdere temporaneamente il senso del gusto nel lato della bocca colpito. Questo problema può passare inosservato perché l’altro lato della bocca continua ad avvertire normalmente i sapori.

Ma come agisce la paralisi di Bell?

Come sappiamo bene, la maggior parte dei muscoli del nostro viso sono controllati dal nervo facciale, cioè dal settimo paio di nervi cranici. Il nervo facciale ha inizio dal tronco cerebrale, si muove attraverso il cranio all’interno di un canale particolarmente stretto per poi uscire dal cranio esce posteriormente, dietro l’orecchio.

Il nervo facciale non è molto conosciuto, ma ha un’importanza fondamentale, soprattutto a livello espressivo: permette alla fronte di muoversi, alle palpebre di aprirsi e chiudersi, alla bocca di chiudersi e soprattutto di sorridere. Questo stesso nervo raggiunge anche un piccolo muscolo all’interno dell’orecchio, il cui compito è di attutire i rumori provenienti dall’ambiente circostante.

Ma non solo: il nervo facciale controlla anche le importanti ghiandole salivari, la lacrimazione ed è parte in causa nelle sensazioni di gusto avvertite dalla lingua.

Come abbiamo visto, il nervo facciale è preposto a numerose funzioni, molte delle quali hanno a che fare con la capacità di esprimere un’emozione col proprio viso. Al di là delle importanti limitazioni causate dalla difficoltà di chiudere la bocca o gli occhi, dal punto di vista psicologico la persona colpita dalla paralisi di Bell soffrirà molto per l’impossibilità di sorridere in modo naturale, di esprimere sorpresa, gioia od anche dolore con un volto che, per metà, non risponde più ai comandi mentali.

Quali sarebbero le cause della paralisi di Bell?

Anche se non ci sono ancora delle autentiche certezze, la scienza ritiene che la causa della paralisi di Bell sia un’infezione al nervo facciale, causata da un particolare virus. L’infezione può causare un’infiammazione, ed essa a sua volte provoca un forte gonfiore (flogosi) del nervo che, nel suo percorso verso il viso, può quindi risultare “strozzato” nello stretto passaggio all’interno del cranio.

Qual è dunque il vero responsabile?

Dopo lunghe ricerche, si è forse finalmente trovato il vero colpevole della paralisi di Bell: si tratterebbe dell’ Herpes simplex, un virus già responsabile di altri “misfatti”. E’ proprio l’Herpex simplex a causare anche l’herpes labiale. Secondo altri studiosi il colpevole sarebbe un altro: il virus di Epstein-Barr (il famoso virus della mononucleosi), che in alcuni casi potrebbe causare paralisi. Si tratta di un virus che attacca organismi già debilitati dalla fatica o dalle malattie, ad esempio le donne incinte, i diabetici e chi soffre di forti raffreddori od influenza.

La paralisi di Bell può in realtà nascondere malattie più gravi?

In alcuni casi si può prendere per “paralisi di Bell” ciò che paralisi non è. Bisogna fare quindi molta attenzione, perché a volte una “semplice” paralisi può nascondere mali peggiori, come: gravi infezioni, colpi apoplettici od addirittura tumori.

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Possibili complicazioni della paralisi

Sebbene la maggior parte dei pazienti si riprenda completamente, la guarigione potrebbe non essere completa e quindi la paralisi potrebbe permanere, anche se in piccola parte. In alcuni casi infatti

il nervo facciale non guarisce del tutto; si può addirittura arrivare ad un fenomeno davvero curioso: le terminazioni nervose che dovrebbero far funzionare le ghiandole salivari si connettono con le ghiandole lacrimali e il paziente, anziché produrre saliva, piange. Sono le cosiddette “lacrime di coccodrillo”.

Come curare praticamente la paralisi di Bell?

I medici consigliano di proteggere soprattutto l’occhio, in particolar modo nel momento più forte dell’attacco di paralisi di Bell: in questo modo non avverranno danneggiamenti all’apparato visivo da parte di polvere, sabbia, cenere e corpi estranei in generale.

Un cerotto è la soluzione più semplice e pratica ed andrà utilizzato soprattutto di notte, quando il paziente non potrebbe certo accorgersi del contatto con un corpo estraneo.

Nel caso l’occhio sia particolarmente sensibile, si possono acquistare anche le cosiddette “lacrime artificiali”, il cui compito è di impedire la secchezza oculare.

Come si cura la paralisi di Bell.

Come sappiamo, nel 75% dei casi le persone affette da paralisi di Bell guariscono spontaneamente. Grazie a moderne ricerche sappiamo però che la terapia con farmaci steroidi e antivirali (ad esempio l’aciclovir) è efficace per migliorare la funzionalità facciale. Gli steroidi di tipo cortisonico sono dei farmaci in grado di far diminuire il gonfiore. I più efficaci tra essi sono probabilmente il prednisone e il desametasone.

Anche un massaggio facciale può risultare molto utile, in quanto impedisce ai muscoli del volto di contrarsi, e li mantiene flessibili ed elastici per il momento in cui il nervo guarirà.

E’ anche possibile pensare ad un intervento chirurgico, ma esso dovrebbe avvenire solo per i casi più estremi, peraltro rarissimi.

La paralisi di Bell è quindi una malattia che, nonostante colpisca la parte del corpo a cui forse più teniamo (il viso), non deve spaventare in quanto può essere facilmente curata. Bisogna però prestare grande attenzione affinché sia ben diagnosticata, in modo che un temibile tumore (“mascherato” da paralisi di Bell) non venga tempestivamente curato, portando un domani a conseguenze gravissime.

 

 

 

 


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