La malaria

Il 40% della popolazione vive in zone endemiche

Recentemente è stato diretto un film ambientato tra gli USA e l’Africa che ha come protagonista la malaria: Mary and Martha. Le due donne entrambe madri di figli vittime della malattia si rendono conto di quanto il problema sia reale e profondamente inserito nella quotidianità di alcune aree della Terra.

Sembra infatti che il 40% della popolazione mondiale viva in zone in cui la malaria è un endemismo, sia cioè presente durante tutto l’anno, provocando 500.000.000 di malati ogni anno distribuiti tra Asia, Africa, America latina e centrale, isole caraibiche e Oceania.

A cosa è dovuta la malaria e qual è il decorso della malattia?

Inizialmente attribuita all’aria malsana (mal aria) si è poi appurato che i responsabili del contagio sono 4  microorganismi facenti parte della stessa famiglia: il Plasmodium falciparum, che dà vita ad una malattia detta terzana maligna e tra tutte è la forma più grave, il Plasmodium vivax e il Plasmodium ovale, che invece causano una forma benigna e il Plasmodium malariae anch’essa non mortale.

Uno di questi protozoi può infettare una zanzara della famiglia delle Anopheles che, dopo un periodo di tempo che varia da qualche giorno a qualche settimana, può contagiare l’uomo nel momento in cui lo punge.

Una volta entrato nel corpo umano, il protozoo si colloca nel fegato dove si riproduce e invade conseguentemente anche i globuli rossi. A questo punto altre zanzare possono essere infettate in seguito a una puntura.

Quali sono i sintomi della malattia?

Terminato il tempo di incubazione, che va dai 7 ai 14 giorni se l’agente infettante è il Plasmodium falciparum, vivax o ovale e dai 7 ai 30 giorni nel caso di Plasmodium malariae, iniziano a comparire i primi sintomi simili a quelli di una brutta influenza (mal di testa, mal d’ossa, nausea, vomito, diarrea) accompagnati da febbre molto alta e in caso di terzana maligna di fortissima anemia che distrugge i capillari cerebrali o di altri organi fino a condurre al decesso.

I sintomi causati dalle forme benigne di malaria regrediscono dopo un periodo di tempo relativamente breve, ma capita che rimanga una forma latente dell’infezione che ripresenta i sintomi a distanza di mesi o anche anni.

Si può prevenire la malaria?

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Non esiste ancora un vaccino contro la malaria nonostante la ricerca stia facendo dei passi avanti e anche la profilassi è differente nei vari casi di contagio in base al soggetto colpito e al microorganismo interessato; questa si basa sulla combinazione di farmaci che agiscono sulla sintomatologia e tentano di ridurre il più possibile la presenza di Plasmodium nell’organismo. È

fondamentale fare attenzione ad alcuni comportamenti preventivi a cui coloro che viaggiano (o che vivono in zone a rischio) dovrebbero sottostare per ridurre al minimo il rischio di contrarre la malattia.

Diffondendosi soltanto attraverso la puntura di zanzara, l’unico modo per non ammalarsi è evitare di farsi pungere. Chiunque dovrebbe utilizzare zanzariere arricchite di insetticida e repellente a ogni finestra e prediligere alloggi in cui è presente un condizionatore che permetta di tenere le finestre chiuse e sarebbe opportuno anche porre una zanzariera sul letto e rimboccarla sotto il materasso così da impedire alle zanzare di avvicinarsi durante il sonno.

Le zanzare pericolose per la malaria si muovono durante la notte, è quindi consigliabile non uscire nel periodo di tempo tra l’alba e il tramonto, ma se questo non fosse possibile sarebbe bene vestirsi con abiti lunghi e portare sempre con sé del repellente da usare frequentemente.

Il rischio più grave è per le donne in gravidanza le quali, se si ammalano, rischiano che il feto sviluppi delle malformazioni o delle gravi anemie, se non la perdita del bambino (nel 60% dei casi) o la morte materna (nel 10%).

Se ci si prepara ad un viaggio in zone a rischio è quindi opportuno che si pongano attenzioni particolari al proprio comportamento e alla scelta degli alloggi; fortunatamente in Italia i casi di malaria sono isolati e di importazione, non è quindi certo il caso di preoccuparsi se uscendo nelle sere d’estate ci accorgiamo che il repellente appena acquistato non ha funzionato come avremmo voluto.


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