La febbre tifoide

Un’altra malattia diffusa dove le condizioni igieniche sono scarse

Tra le varie malattie da temere quando ci si accinge ad effettuare viaggi in Paesi in cui la politica non pone attenzioni particolari alle fognature e alle campagne di educazione all’igiene, c’è la febbre tifoide.

Come molte altre “malattie del viaggiatore” è causata da un batterio: il Salmonella Typhi che si diffonde per via oro-fecale o, più raramente, a causa delle mosche che possono contaminare il cibo.

Come si trasmette la febbre tifoide?

Solo l’uomo infetto può contagiare la persona sana e lo fa nella maggior parte dei casi quando quest’ultima porta alla bocca acqua contaminata dalle feci infette, dove cioè i sistemi di fognatura sono al limite della funzionalità. Dopo il contagio il soggetto può trasportare il batterio nel sangue e nell’intestino anche per 2 settimane senza che compaia alcun sintomo, ma quando la patologia esplode la temperatura corporea può salire anche fino ai 40°C. Altri sIntomi della malattia possono essere forte debolezza, tosse, dolori addominali, inappetenza, cefalea, ingrossamento della milza o del fegato (che nei casi non trattati può sfociare in vera e propria epatosplenomegalia) e, in alcuni casi, può spuntare anche un eritema, sotto forma di roseole presenti sul tronco o possono presentarsi casi di diarrea e perforazione dell’intestino.

Come viene trattata la malattia?

Dopo una visita medica, solo l’analisi di un campione di feci e di urine del paziente può accertare la presenza del microrganismo patogeno e, trattandosi di una malattia batterica, gli antibiotici sono stati prescritti per molto tempo in tutti i casi che si sono presentati agli specialisti; purtroppo questo ha fatto sì che si sviluppasse una situazione di farmaco resistenza del batterio che impedisce di curare la malattia con la stessa tranquillità di un tempo. Il paziente oggi deve essere monitorato per tutto il corso della terapia e va tenuto sotto controllo qualsiasi sintomo che esuli da quelli usuali.

Lasciare la malattia al suo corso può infatti essere molto pericoloso, basti pensare che i casi non trattati raggiungono un tasso di mortalità del 10%; un altro 10% di pazienti non trattati continua a disperdere i batteri attraverso le feci anche per 2-3 mesi dopo la fase acuta della malattia, mentre il 2-5% può addirittura cronicizzare la malattia portando con sé il batterio per il resto della vita.

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Quali sono le norme igieniche a cui attenersi?

Come sempre, nel momento in cui si intraprendono viaggi in Paesi a rischio, come alcune zone dell’Africa, dell’Asia o dell’America Meridionale è opportuno fare particolare attenzione alle proprie norme igieniche.

Visto che il contagio avviene esclusivamente per via oro-fecale è opportuno lavarsi accuratamente le mani dopo essere andati in bagno e prima di mangiare o di cucinare ed è inoltre opportuno coprire il cibo con delle apposite retine per evitare che le mosche possano contaminarlo dopo essersi posate su delle feci infette. Usare l’acqua è un grosso rischio, ma non potendovi rinunciare totalmente è opportuno prendere delle precauzioni che prevedono l’utilizzo alimentare esclusivamente di acqua imbottigliata o di acqua bollita per 1-2 minuti se serve per bere, cucinare, o lavarsi i denti; per quanto riguarda il cibo è bene evitare quello crudo che potrebbe essere stato lavato con acqua contaminata, preferendo invece cibi ben cotti e caldi ed è consigliabile rinunciare al ghiaccio nelle bevande se non si è sicuri dell’acqua da cui proviene.

Ci sono metodi preventivi per la febbre tifoide?

Coloro che viaggiano molto o vogliono godersi una vacanza in zone a rischio, possono sottoporsi al vaccino per la febbre tifoide. In realtà ne esistono due tipi diversi: quello contenente germi vivi del ceppo mutante attenuato Ty21a, che si prende per via orale ed ha una copertura del 67% per almeno 7 anni dopo la sua assunzione e il vaccino a base di polisaccaridi capsulari (Vi Cps) che viene iniettato ed ha una protezione iniziale del 72% che cala col passare del tempo fino al 50% dopo 3 anni. Coloro che quindi devono viaggiare spesso hanno bisogno di sottoporsi a un richiamo periodico, sempre sotto il controllo medico; inoltre è bene non sentirsi di rischiare perché ci si è sottoposti al vaccino, è sempre opportuno curarsi delle norme igieniche poiché nessun farmaco può proteggere la persona al 100%.


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