La febbre gialla

Malattia virale comune nell’Africa subsahariana e nell’America centrale e meridionale

La febbre gialla non è solo il film documentario che racconta il motociclista Valentino Rossi tramite i suoi fan, è invece una malattia potenzialmente grave che è però possibile tenere alla larga; è causata da un virus del genere Flavivirus iniettato nell’uomo mediante la puntura di alcune zanzare della famiglia Aedes, le stesse che trasmettono anche la dengue ed è quindi da loro che, nel caso di viaggi in zone a rischio, è bene cercare di difendersi.

Quali sono i sintomi e quale il decorso della malattia?

Dopo la puntura della zanzara infetta inizia un periodo di incubazione, cioè di infezione virale priva della manifestazione sintomatica, che può durare dai 3 ai 6 giorni in seguito ai quali improvvisamente esplode una febbre molto alta accompagnata da brividi, mialgie, nausea, vomito, malessere e senso di prostrazione. Le analisi del sangue mostrano una condizione di leucopenia, cioè di abbassamento del numero dei globuli bianchi, e sul volto diventa evidente l’ittero, cioè una colorazione giallastra della pelle.

Normalmente la sintomatologia dura meno di una settimana, attorno ai 4-5 giorni, evolvendo poi rapidamente verso un periodo di convalescenza e verso la guarigione priva di conseguenze, se non quella dell’immunità ad un altro eventuale contagio della stessa malattia.

Può però accadere che, dopo un lieve miglioramento, i sintomi tornino a peggiorare gravemente mostrandosi inoltre con gravi emorragie a livello del naso, delle mucose orali o dell’apparato gastrointestinale e con un’importante insufficienza epatica mostrata da un ittero sempre più evidente.

Non esiste alcuna cura specifica contro la febbre gialla se non una terapia di supporto tesa ad attenuare i sintomi e a reidratare il soggetto che, a causa del vomito ripetuto, può perdere molti liquidi e sali minerali.

Cosa fare per evitare di ammalarsi?

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Le zanzare Aedes sono piuttosto resistenti ai vari tipi di clima, ma sono comunque comuni soltanto nelle zone endemiche della malattia.

Oltre a seguire le normali norme preventive simili a quelle necessarie a scongiurare ogni tipo di malattia trasmessa dalle zanzare, come posizionare delle zanzariere attorno al letto o vestirsi con abiti lunghi e chiari, specialmente durante il giorno quando le Aedes sono solite pungere, usare repellenti ed evitare altri tipi di profumi che potrebbero invece attrarre gli insetti, il metodo preventivo più consigliato ed incentivato dai medici è il vaccino; questo si basa sull’iniezione di ceppi viventi attenuati della malattia, capaci di proteggere il soggetto anche per il 90-95% per almeno 10 anni di tempo anche se le ultime ricerche assicurano che l’immunità dopo il vaccino può durare molto più a lungo, basti pensare che su 600.000.000 di vaccini distribuiti in tutto il mondo sono stati notificati soltanto 12 pazienti vaccinati infettati.

Per soggiornare in alcuni Paesi la vaccinazione (detta antiamarillica) è addirittura obbligatoria ed è permesso soggiornarvi soltanto se ci si è sottoposti all’iniezione da almeno 10 giorni, periodo necessario affinché il vaccino faccia effetto. È da tenere presente che l’iniezione è però sconsigliata a bambini di età inferiore a 1 anno, a donne in stato di gravidanza, a persone allergiche all’uovo a coloro che sono immunodepressi per malattia o terapia.

Anche le politiche dei singoli Paesi dovrebbero attuare delle disinfestazioni e un controllo accurato delle zanzare portatrici del microrganismo patogeno, così da limitare il rischio di contagi e, soprattutto, di epidemie.

Il tasso di mortalità della febbre gialla è piuttosto bassa, si aggira attorno al 5% dei casi e si presenta specialmente quando non sussiste alcun trattamento di supporto; solo quando si sviluppano delle vere e proprie epidemie la mortalità può sfiorare, negli adulti, il 50% dei pazienti; fortunatamente nei casi normali la malattia ha un decorso ad esito positivo, anzi molte volte si presenta in forma asintomatica o con una sintomatologia decisamente lieve.


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