La cataratta: l’operazione che la elimina è una delle più frequenti

L’occhio umano funziona più o meno come l’obiettivo di una macchina fotografica; la funzione di messa a fuoco e di cattura dell’immagine è affidata a una struttura posizionata dietro l’iride, il cerchio colorato che contraddistingue lo sguardo di ognuno, e si chiama cristallino. Questo è solitamente trasparente e filtra l’immagine trasferendola alla retina.

Alcuni fattori possono far sì che il cristallino si opacizzi rendendo la visione difficoltosa e, in alcuni casi, impossibile.

Perché viene la cataratta e chi ne è soggetto?

Nella maggiorparte dei casi a soffrire di cataratta sono gli anziani. La cataratta senile affligge il 30% dei soggetti di età superiore ai 65 anni e il 71% di coloro che hanno più di 85 anni, spesso vi sono anche delle avvisaglie tra i 40 e i 60 anni che consistono nella lieve opacizzazione del cristallino che molto probabilmente si traduce col passare del tempo in vera e propria cataratta.

Ancora oggi si sente spesso dire che ad una certa età “scendono le cataratte”, in quanto anticamente si pensava che il cerchio bianco, ben visibile sulla pupilla di chi ha una cataratta importante, fosse liquido lattiginoso che scendeva dal cervello; in realtà sono le fibre proteiche della lente oculare che si irrigidiscono e si ispessiscono causando una cecità parziale o anche totale.

Non sono però solo gli anziani a soffrirne. Anche persone giovani possono accusarne i fastidi ad esempio nel caso di cataratta congenita, cioè presente dalla nascita e dovuta ad alcuni fattori concentratisi durante la gravidanza della madre: infezioni (come la rosolia, la toxoplasmosi o la varicella), alimentazione carente, diabete, ipotiroidismo, Sindrome di Marfan o assunzione di alcuni farmaci (come corticosteroidi o sulfamidici).

Altri motivi per cui si può soffrire di cataratta in età giovanile, senza che ci sia una responsabilità materna, sono l’utilizzo di alcuni farmaci (come i corticosteroidi o pomate per la cura del glaucoma) per un periodo di tempo abbastanza lungo, traumi da perforazione dell’occhio o malattie come sclerodermia, dermatite atopica, poichilodermia, forte miopia o tumori oculari.

Quali sono i sintomi della cataratta, quanti tipi ne esistono e come si cura?

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La cataratta può essere di 2 tipi: nucleare, se colpisce il centro della pupilla e provoca miopia, offuscamento della vista e sdoppiamento delle immagini, oppure subcapsulare posteriore, se si crea una specie di ombra sulla parete posteriore del cristallino, è frequente nei casi di cataratta giovanile e provoca abbagliamenti e difficoltà nella visione da vicino e nella lettura.

Tutti i tipi di cataratta provocano annebbiamento, difficoltà a leggere e a distinguere i colori, presenza di aloni attorno agli oggetti e visione a macchie o punti.

L’unico modo per curare la cataratta è l’intervento chirurgico che viene quotidianamente effettuato in ogni ospedale predisposto e che ha una probabilità di riuscita che sfiora il 100%. Questa consiste nella rimozione del cristallino rovinato per sostituirlo con una lente sintetica e il tutto avviene in anestesia locale e per facoemulsificazione, cioè grazie agli ultrasuoni che frantumano il “vecchio” cristallino lasciando intatta la capsula che deve contenere il nuovo dopo che i frammenti vengono aspirati. La piccola ferita viene poi suturata e i punti vengono eliminati qualche giorno a seguire.

La cataratta si può anche prevenire ed è sempre bene lavorare sulla prevenzione di qualsiasi patologia senza aspettare il momento in cui è necessario operarsi: non fumare, mangiare molta frutta e verdura, carboidrati, omega 3 e cereali integrali, proteggersi gli occhi dai raggi solari troppo forti e dormire almeno 7 ore a notte sono tutti comportamenti che possono prevenire l’insorgenza delle cataratte. È ovviamente possibile che anche facendo tutto il necessario, si manifestino i sintomi della fastidiosa malattia ed in tal caso è opportuno rivolgersi al medico prima possibile ed effettuare l’operazione prima che possano svilupparsi conseguenze gravi come un eventuale gluacoma. Per quanto gli interventi possano intimorire, questo è davvero semplice da praticare, in meno di un’ora si esce dalla sala operatoria e già la sera stessa si può tornare a casa, guardare la televisione e fare quasi tutto ciò che si faceva prima, l’unica attenzione da porre è di non premere l’occhio in tutto il periodo post-operatorio per evitare che il nuovo cristallino si sposti o si lesioni provocando dolore e inficiando la buona riuscita dell’operazione stessa.


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