Il morbo di Parkinson giovanile

La malattia (o morbo) di Parkinson è una malattia neurodegenerativa scoperta nel 1817, che colpisce il 3 per mille della popolazione generale.

Non è una malattia legata all’età e, nonostante il suo picco di incidenza sia intorno ai 60 anni, sono sempre più frequenti i casi in cui si manifesta tra i 40 e i 58 anni. Soltanto nel 25% dei casi colpisce persone più giovani, principalmente uomini, e si parla allora di malattia di Parkinson giovanile.

Da cosa dipende la malattia?

Sia nei giovani sia negli anziani la malattia è causata dalla morte di alcune cellule cerebrali, i neuroni dopaminergici; questi si trovano in una parte del cervello chiamata “sostanza nera” e sono fondamentali per regolare le attività motorie, coadiuvati da un mediatore chimico: la dopamina.

La sindrome viene spesso definita idiopatica, in quanto sono sconosciute le cause che la determinano, ma alcuni studi mettono in risalto il fattore genetico spesso abbinato a specifiche condizioni ambientali. Una buona percentuale di chi si ammala ha infatti un parente di primo grado che soffre della stessa patologia, mentre studi di laboratorio hanno sottolineato una probabile influenza negativa di alcuni pesticidi, metalli pesanti e altre sostanze tossiche sull’insorgenza della sindrome.

Quali sono i sintomi?

Rigidità, tremore e bradicinesia (lentezza e difficoltà nei movimenti) sono i sintomi sempre presenti in chi è affetto dalla malattia di Parkinson. Si possono avere difficoltà anche a sostenere le più comuni attività quotidiane, come scrivere o vestirsi, e camminare può diventare molto difficile, aumentando il rischio di cadute (nei casi più gravi la loro frequenza può essere anche settimanale). Possono inoltre presentarsi problemi di disfagia o bradilalia.

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Sul piano psichiatrico possono manifestarsi problemi di memorizzazione o forti sbalzi d’umore, fino ad arrivare alla depressione o a gravi stati d’ansia.

Altri sintomi possono sopraggiungere con il progredire della sindrome: scialorrea (eccessiva salivazione), stipsi, disfunzioni sessuali, insonnia.

I giovani dovrebbero sottoporsi a dei controlli specifici nel momento in cui per 3-4 mesi accusano pesantezza particolare a braccia e gambe (specialmente in un lato del corpo), perdita di agilità, difficoltà nei movimenti.


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