Il LES, Lupus eritematoso sistemico

È davvero una malattia rara?

Volgarmente chiamato solo “Lupus”, il LES prende anticamente il nome dalla forma delle macchie eritematose sul viso dei malati (che ricordavano le striature bianche dei lupi) o dalla forma dei piccoli eritemi, che sembra siano simili alle cicatrici lasciate dal morso di lupo. La malattia viene poi detta “eritematosa” in quanto uno dei sintomi principali consiste nello sfogo cutaneo e “sistemica”, in quanto può colpire tutti gli organi del corpo umano.

Le statistiche sulla diffusione del LES in Italia non sono sempre concordi, alcune osservano una presenza di 11.000 malati (1 su 5.000 circa), altre di 60.000 (1 su 1.000 circa e in questo caso è difficile considerarla veramente una “malattia rara”).

Le vittime del Lupus sono principalmente le donne, con un rapporto di malati maschi: femmine di 1:10; queste sono particolarmente a rischio in età fertile tra i 15 e i 55 anni, ma capita che la malattia insorga anche in età adolescenziale o infantile e in questo caso il genere sessuale non è un fattore di rischio.

Cosa significa “malattia autoimmune” e quali sono  i sintomi?

Il corpo umano ha delle strutture deputate alla difesa dell’organismo che vanno formandosi durante la crescita e si attivano o si creano al momento del contatto con degli agenti patogeni esterni o interni (virus, batteri o cellule tumorali). In alcuni casi e per motivi non del tutto noti, gli anticorpi decidono di difendersi contro alcune cellule sane del proprio corpo creando disordini e difficoltà dell’organismo a gestire un problema che può anche essere grave.

Nel caso del Lupus, tutti gli organi possono essere colpiti e possono essere molteplici i sintomi da affrontare, ma maggiormente frequenti sono i disagi a carico delle ossa e delle articolazioni rendendola spesso una malattia reumatica: dolore, gonfiore, rigidità bilaterale a mani, polsi e ginocchia raramente accompagnate da deformità articolare sono da considerarsi sintomi caratteristici del LES. Altre manifestazioni comuni sono quelle eritematose, con sfoghi cutanei principalmente localizzati sul viso e accompagnati da artralgie e lievi innalzamenti della temperatura; se la malattia colpisce polmoni o cuore è probabile che si manifestino delle infiammazioni alle membrane predisposte alla loro protezionela pleura e il pericardio, con conseguente dolore toracico ed eventuale difficoltà respiratoria. Il 50% dei pazienti assiste poi a fenomeni di proteinuria o ematuria, sintomo di glomerulonefrite (infiammazione dei reni), ma il sintomo è piuttosto aspecifico e in sua presenza è necessaria una biopsia del rene affinché si possa accertarne la causa. Rare sono le neuropatie, come disturbi a livello cerebrale o episodica epilessia.

In alcuni casi il sangue stesso è obiettivo degli auto-anticorpi e questo può causare pallore, astenia, palpitazioni, suscettibilità alle infezioni o facili sanguinamenti.

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Qual è la diagnosi e quale la terapia per affrontare il Lupus?

La diagnosi del Lupus non è cosa banale. Alla presenza di alcuni dei molti sintomi eventualmente accusabili, il medico specialista proporrà al paziente di sottoporsi ad esami diversi in base ai disturbi specifici e, ottenuti i risultati e appurata la presenza della malattia, verrà valutata la somministrazione dei farmaci più opportuni.

Sa bene Toni Braxton, che sembra si sia ritirata dalle scene musicali proprio perché a causa del LES non riuscisse più a sostenere uno stile di vita troppo dinamico, che non si può effettivamente guarire dal Lupus, ma è possibile comunque tenere sotto controllo i sintomi e l’evoluzione della patologia con delle dosi medio-basse di cortisone eidrossiclorochina. In caso di manifestazioni renali o neurologiche, le più importanti e difficili da sopportare, è necessario assumere anche degli immunosoppressori, farmaci che impediscono la riproduzione di cellule e possono però causare effetti collaterali particolarmente fastidiosi.

Non è chiaro quali siano le cause che favoriscono l’insorgenza del lupus. Sicuramente la predisposizione genetica influisce negativamente, ma anche certi fattori ambientali, come l’assunzione di alcuni farmaci o l’essere venuti a contatto con alcuni virus, possono essere determinanti.


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