Il carcinoma polmonare

Il termine “carcinoma” indica un tumore di tipo maligno (ossia che provoca metastasi), che ha origine nell’epitelio. Si tratta di una neoplasia (ossia di una formazione patologica di nuove cellule) la quale può provocare danni gravissimi; se non curata efficacemente anche la morte.

I carcinomi sono purtroppo molto diffusi fra la popolazione del mondo intero (sia nelle comunità industrializzate che in quelle agricole), ciò anche a causa della loro grande varietà. Fra i vari tipi di carcinoma possiamo ricordare: Il carcinoma polmonare, quello della prostata, il carcinoma dell’esofago e del colon-retto. Esistono poi dei carcinomi che colpiscono esclusivamente le donne, ossia quello dell’ovaio, dell’utero e quello mammario (ossia il temutissimo tumore alla mammella).

Fra i carcinomi, uno dei più diffusi e pericolosi è senza dubbio il carcinoma polmonare. Si tratta di una patologia legata a doppio filo al vizio del fumo ed all’inquinamento. Risulta quindi molto diffuso negli Stati ad alta industrializzazione ed a bassa protezione dell’ambiente e della salute dei suoi abitanti (un esempio per tutti: la Repubblica Popolare Cinese, soprattutto nelle megalopoli come Shanghai, Beijing, Shenzhen, ognuna delle quali ha una popolazione superiore ai 10 milioni di abitanti).

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(Nell’immagine è pienamente visibile un carcinoma a cellule squamose che ha colpito un polmone. Il carcinoma è facilmente riconoscibile per il colore biancastro)

Storia del carcinoma polmonare

Il carcinoma dei polmoni è una patologia relativamente “recente”, in quanto era praticamente sconosciuta fino alla fine del XVIII secolo. Il carcinoma fu descritto con precisione solo intorno al 1819 anche perché, va osservato, si trattava di una patologia meno diffusa che ai nostri giorni. Si calcola che nell’ultimo quarto del XIX secolo i carcinomi (ossia tumori maligni) ai polmoni avevano un’incidenza intorno all’ uno per cento del totale delle neoplasie. Tale percentuale però salì a oltre il 10% nel giro di pochi anni. Cos’era successo nel frattempo? Si ipotizza che l’avanzare della civiltà industriale e l’urbanizzazione di masse povere nelle grandi città europee (nei cui centri, va ricordato, si trovavano spesso moltissime fabbriche) abbia costretto molte più persone a lavorare o vivere in ambienti con aria malsana, in quanto inquinata dalle esalazioni delle fabbriche stesse.

Certo, anche il fumo ha giocato un ruolo enorme nella diffusione del carcinoma. Come sappiamo il tabacco si diffuse nel vecchio mondo solo intorno al XVI secolo, con l’arrivo dei primi sigari, portati dai coloni che avevano visitato il Sud America ed erano rimasti affascinati dall’abitudine dei nativi di fumare placidamente delle grandi foglie di tabacco arrotolate e poi seccate con cura.

Nel giro di pochi decenni il fumo si diffuse in tutta Europa, ma solo negli anni venti del XX secolo si comprese finalmente il legame fra carcinoma polmonare e fumo. Fu il medico tedesco Fritz Lickint a provarlo con certezza e la Germania nazista fu probabilmente il primo paese ad effettuare delle forti campagne antifumo (anche se Lickint, che non era certo nazista, fu ostracizzato durante la dittatura e riuscì a tornare alla pratica medica solo dopo la caduta di Hitler).

L’enorme pericolosità del carcinoma polmonare e la sua distribuzione nel mondo

Bastano pochi dati per comprendere quanto questa patologia sia devastante per la salute dell’umanità intera.
Attualmente il carcinoma ai polmoni è il più diffuso e mortale fra le neoplasie. Si calcola che ogni anno ci siano oltre un milione di nuovi casi nel mondo e oltre un milione di morti. Gli Stati più colpiti in assoluto sono gli Stati Uniti d’America e l’Europa.
Per quanto riguarda il sesso dei malati, il carcinoma colpirebbe più gli uomini negli Stati dell’Europa dell’Est, mentre avrebbe un’incidenza maggiore nelle donne nell’area dell’Europa Occidentale e negli Stati Uniti.
Diversi studi hanno dimostrato come ci sia una maggiore incidenza del carcinoma per le persone che vivono in zone ad alto traffico automobilistico (con relative emissioni di gas dai tubi di scappamento), in zone ad alta industrializzazioni ed in presente di centrali termoelettriche.

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(dati forniti dall’utente di Wikimedia Lokal_Profil: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Lokal_Profil)

Da ciò deriva che il carcinoma sia meno diffuso nei paesi in via di sviluppo, dove le industrie sono meno sviluppate e una buona parte della popolazione vive ancora in campagna, in un ambiente tutto sommato privo di inquinamento atmosferico. Va tuttavia rilevato che in questi paesi (ad esempio India e Cina) la dipendenza dal fumo è più alta che in Europa (in molti casi è possibile fumare anche al chiuso o addirittura nei mezzi pubblici), perciò il carcinoma continua a mietere vittime anche nelle zone rurali dell’Asia intera e del Sud America.

Le numerose cause del carcinoma polmonare

Nonostante molte persone associno il carcinoma al vizio del fumo, questa patologia può essere provocata da numerose altre cause; vediamole insieme.

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Fumo

Il fumo delle sigarette è sicuramente la principale causa del carcinoma. Secondo alcuni studi, oltre l’80% dei tumori polmonari mortali sono causati dal vizio del fumo (quantomeno nei paesi più sviluppati). Si pensa che la pericolosità del fumo si aggravi se le persone fumano in un’età particolarmente delicata: quella giovanile (ovvero fino all’età di 25 anni). Per capire quanto è pericoloso il fumo, basterà ricordare che esso contiene ben 60 sostanze cancerogene certe.
Si tratta di uno dei tanti ottimi motivi per non iniziare a fumare e, nel caso si abbia già iniziato, per smettere il prima possibile.

Il radon

Il radon è un gas particolarmente infido, in quanto è privo di colore e di odore; non può quindi essere individuato dai sensi umani. Secondo alcuni studi il radon rappresenterebbe la seconda causa di carcinomi polmonari mortali. Tale gas è presente naturalmente sul nostro pianeta, ma alcune regioni ne sono più “infestate” (ad esempio la Cornovaglia). Anche negli Stati Uniti i pericoli abbondano, in quanto pare che in una casa ogni 15 siano presenti dei livelli di radon oltre il limite di sicurezza (quello di 4 picocurie per litro). Gli esperti ritengono che per evitare l’esposizione al radon all’interno delle abitazioni sia indispensabile che esse siano ben ventilate. Cercate quindi, se potete, di aprire porte e finestre il più possibile. L’aria stantia non è solo fastidiosa, potrebbe anche essere foriera di malattie molto pericolose.

Asbesto

Il nome con cui questo materiale è più conosciuto al grande pubblico è “amianto”. Si tratta di una sostanza che in passato è stata ampliamente usata nelle case, nei palazzi ed anche nei treni per le sue grandi proprietà ignifughe. Fra le varie fibre di amianto, le più pericolose sono gli anfiboli. Bisogna ricordare che una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano, perciò tali fibre possono penetrare fino alle parti più remote dei polmoni, arrecando dei danni gravissimi.

Un altro pericolo dell’amianto è dato dalla sua azione sinergica (ossia coordinata) con il fumo. Uno studio medico ha evidenziato che se l’esposizione all’amianto aumenta il rischio di carcinoma di 5 volte, l’azione coordinata di amianto e fumo (nel caso quindi di fumatori che lavorano a contatto con l’amianto, ad esempio il personale dei treni italiani fino agli anni ’80) aumenta il rischio fino a 50 volte.In Italia la produzione e la lavorazione dell’asbesto/amianto è vietata dalla legge dal 1992.

Inquinamento dell’atmosfera

Oltre ad essere stressante e faticosa, la vita nelle città può risultare pericolosa anche per la salute: lo smog e l’inquinamento (causati dalle esalazioni delle auto) contribuiscono all’incidenza dei carcinomi polmonari. Una città il cui centro storico è libero dalle auto (quanto meno da quelle a benzina e diesel) risulterà non solo più silenziosa e vivibile, ma anche più sana per chi la abita.

Le migliori terapie per il carcinoma polmonare

Per poter comprendere esattamente l’ampiezza del carcinoma, si usano normalmente due strumenti computerizzate: la tomografia computerizzata e quella ad emissione di positroni. A questo punto il medico curante dovrà decidere in che modo curare la patologia.

Le tecniche più utilizzate sono:

La chirurgia toracica

Si tratta di un metodo che un tasso di mortalità abbastanza alto (circa il 4,4% dei casi). Una possibile procedura è quella della resezione atipica, ossia la rimozione del tessuto neoplastico e di una parte minima del polmone (o meglio del parenchima polmonare) che si trova intorno al tessuto malato. Potrebbe anche essere necessario praticare una segmentectomia (ossia la rimozione di una sezione di parenchima), la lobectomia (l’asportazione di un lobo intero), la bilobectomia (ovvero l’asportazione di due lobi). Nei casi più gravi potrà essere necessaria una pneumonectomia (vale a dire l’asportazione di tutto il polmone malato).

La chemioterapia

È una terapia basata su dei farmaci che hanno il compito di distruggere le aree malate, cercando di non danneggiare le aree sane che circondano quelle malate.

La radioterapia

Questa terapia può essere associata alla chemioterapia per ottenere dei risultati più incisivi.

Si basa sull’uso di radiazioni ionizzanti, per la precisione di fotoni penetranti (di circa 5-10 MeV di energia). L’obiettivo è di danneggiare i geni delle cellule malate in modo che non possano proliferare. Risulta particolarmente indicata per colpire i carcinomi situati in delle zone precise del corpo del paziente.

I farmaci mirati

La scienza medica ha sviluppato negli ultimi anni una terapia più precisa, tramite dei farmaci detti “mirati”. Tale terapia prende il nome di “targeted therapy” in lingua inglese e si basa sulla lotta ai domini tirosin chinasici del recettore del fattore di crescita dell’epidermide. In questo momento non ci sono delle prove che dimostrino una enorme efficacia di questi farmaci, tuttavia è stato riscontrato come alcuni di essi siano riusciti a migliorare le condizioni di salute di donne che soffrivano di carcinoma bronchioalveolare.

Concludendo

Sebbene il carcinoma possa essere provocato dallo smog e dal diffondersi delle polveri sottili, è altrettanto vero che limitare il vizio del fumo (od eliminarlo del tutto) può apportare notevoli miglioramenti alla propria salute. Risulta auspicabile che in futuro i centri storici delle città italiane (e non solo) siano chiusi al traffico delle auto munite di motore a scoppio. Una città in cui si muovono solo tram ed auto elettriche sarebbe sicuramente più pulita, più silenziosa e più adatta alla vita dei suoi finalmente sani abitanti!


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