Gli orecchioni

Gli orecchioni

La parotite endemica, comunemente chiamata “orecchioni”,  è una malattia esantematica che generalmente colpisce bambini e adolescenti tra i 5 e i 15 anni, ma capita che vengano infettati anche gli adulti non immuni.

Il contagio può avvenire in modo diretto, attraverso la saliva espulsa con gli starnuti e i colpi di tosse, o indiretto: il virus infatti rimane in vita per un breve periodo di tempo anche fuori dall’organismo, quindi il contagio può avvenire anche se si viene a contatto con un oggetto che è stato messo in bocca da un malato.

È una patologia di origine virale, causata dallo stesso virus che genera anche il morbillo, il Paramyxovirus, ed è fortemente contagiosa specialmente nel periodo che va da qualche giorno prima dell’inizio della fase acuta fino a 5-6 giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

L’incubazione, che è asintomatica, dura intorno ai 17 giorni, ma può arrivare a protrarsi anche fino a 3 settimane.

Come si presenta e cosa fare in caso di contagio?

Un bambino contagiato avverte inizialmente dei sintomi simili a quelli influenzali: febbre, sonnolenza, inappetenza, mal di testa. Trascorsi un paio di giorni la febbre diventa molto alta, superando anche i 39°C, e iniziano ad ingrossarsi le ghiandole salivari che si trovano tra le orecchie e la mandibola (le parotidi). A causa delle notevoli dimensioni e dell’infiammazione delle parotidi, anche parlare, deglutire o mangiare può risultare molto doloroso.

Capita che le parotidi non siano le uniche ghiandole del viso ad essere coinvolte nell’infezione; a volte anche quelle presenti sotto la lingua o sotto le mascelle possono gonfiarsi molto rendendo il volto del bambino decisamente sproporzionato, con la caratteristica forma di pera (da cui il nome volgare di “orecchioni”).

Mediamente comunque la malattia dura 10-15 giorni, entro i quali la febbre e i dolori scompaiono e le ghiandole interessate dalla malattia tornano delle giuste dimensioni.

Inoltre, avendo il corpo sviluppato gli anticorpi necessari per contrastare il virus, dopo la guarigione si diventa immuni ed è impossibile essere nuovamente contagiati.

Quali sono le complicazioni degli orecchioni?

La parotite è una malattia innocua, i casi di complicazioni gravi sono molto rari.

Raramente l’infezione, oltre a interessare le ghiandole salivari, si diffonde anche al pancreas sviluppando una pancreatite da tenere sotto controllo.

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Conseguenze più gravi possono presentarsi se a venire contagiati siano ragazzi oltre la fase di pubertà. In questo caso, infatti, il virus può “spostarsi”, arrivando ad infettare uno dei testicoli; si parla allora di orchite, che in pochissimi casi può portare alla sterilità. Se una donna viene contagiata dopo la pubertà, invece, rischia che siano le ovaie ad essere infettate (si parla in questo caso di ooforite), provocando forti crampi ma nessuna conseguenza.

Sono rarissimi i casi di meningoencefalite o di lesione permanente del nervo uditivo, quindi di sordità irreversibile.

In questi casi probabilmente, durante la fase acuta della patologia, il malato ha accusato sintomi ben più gravi del normale quali convulsioni, mal di testa estremamente forti, sonnolenza innaturale, temporanei stati di semi-incoscienza.

Non c’è alcun rischio di malformazione del feto nel caso in cui venga contagiata una gestante, ma aumenta il rischio di aborto spontaneo qualora l’infezione venga contratta nelle prime 12 settimane di gravidanza.

Come curarsi?

La malattia è virale quindi, essendo inutile qualsiasi terapia antibiotica, si può solo cercare di attutire i sintomi con gli antipiretici ed eventualmente degli antidolorifici.

I medici consigliano poi riposo e una dieta leggera con cibi liquidi o comunque facili da masticare, sconsigliando invece tutti quegli alimenti che stimolano la produzione di saliva come le arance, l’ananas o il limone.

Prima del 1967 i casi di orecchioni erano decisamente più frequenti. Da quella data, invece è disponibile un vaccino, non obbligatorio, che promette un’immunità alla malattia nel 95% dei soggetti che vi si sottopongono. Esso può essere iniettato da solo o insieme a quello contro la rosolia e il morbillo (vaccino trivalente MPR) e non ha alcun effetto collaterale grave.


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