Crisi epilettiche in seguito ad ictus

Sentirsi improvvisamente confusi, non riuscire a parlare, percepire contratta e immobile metà del corpo, perdere la vista di metà campo visivo… Tutti sintomi di un ictus imminente.

Cos’è un ictus cerebrale?

Un ictus cerebrale è una improvvisa interruzione della circolazione sanguigna nel cervello, dovuta principalmente a due fattori: larottura di un vaso cerebrale, ad esempio per un aneurisma, con conseguente emorragia più o meno estesa, oppure l’occlusione di un vaso a causa di un embolo che impedisce l’ossigenazione di parte del cervello (ischemia).

Le conseguenze in entrambi i casi sono per lo più le stesse: paresi di una metà del corpo, disfagia (difficoltà a deglutire), emianopsia(visione di solo metà campo visivo), stordimento e depressione.

Alcune di queste disabilità possono essere recuperate nell’arco del tempo, con una buona terapia farmacologia e il sostegno di un buon fisioterapista.

Le crisi epilettiche post-ictus

La crisi epilettica è dovuta a una scarica eccessiva, rapida e improvvisa di un certo numero, più o meno grande, di neuroni del cervello che conduce ad un evento parossistico.

Semplificando, le crisi epilettiche possono essere di più tipi: le “clonie”, che interessano principalmente gli arti, scossi da spasmi incontrollabili; la “assenza”, che invece è caratterizzata da una perdita dello stato di coscienza e dal “formicolio con un andamento a marcia”, che parte dalla mano e prosegue per l’avambraccio, la spalla e così via (quest’ultimo tipo può essere anticipatore della crisi clonia).

Non è così raro avere delle crisi epilettiche nei quindici giorni successivi all’ictus. Parte del cervello è compromessa e nel 30% dei casi si manifestano un paio di crisi epilettiche a cui si fa fronte senza cura farmacologica specifica.

Diverso è il caso di chi soffre di crisi epilettiche a lungo termine, entro i 7-8 anni dall’ictus. Ciò riguarda una casistica rara, intorno al 3%, ma se si rientra in essa è necessario procedere con una adeguata cura costituita da farmaci anticomiziali (specifici per contrastare l’epilessia).

Purtroppo non è possibile prevenire  le crisi. Gli studiosi hanno osservato che non c’è nessuna differenza percentuale relativa ad età e sesso del paziente né alle differente terapie seguite, quindi il lavoro di recupero è essenzialmente successivo alla crisi.

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I farmaci presentano purtroppo molti effetti collaterali, ma un buon medico riuscirà a seguire con attenzione il paziente riuscendo a trovarne uno che possa limitare il più possibile lo scatenarsi delle crisi, senza procurare danni fastidiosi se non addirittura gravi dovuti alla cura stessa.

Come comportarsi?

Nel caso in cui ci si trovi di fronte a una crisi epilettica clonia di un nostro caro, possiamo fare molto, nell’immediato, per limitare i possibili danni. Innanzitutto è bene sostenerne il corpo perché non cada a terra violentemente, per poi mettere un cuscino sotto la sua testa onde evitare che a causa degli spasmi questa possa urtare ripetutamente sul pavimento. Finita la crisi possiamo ruotare il capo in modo da far uscire la saliva accumulata e permettere una respirazione normale.

L’importante è non cercare mai di aprire forzatamente la bocca o di bloccare gli arti convulsi, poiché si potrebbero creare lussazioni e inoltre ciò non servirebbe a nulla.

Nel caso si sia di fronte ad una “assenza”, è bene non fare niente, se non controllare il nostro congiunto fino al termine della crisi.

L’ictus può avere delle conseguenze reversibili e irreversibili che influiscono fortemente sulla vita di una persona. Alcune cellule cerebrali, in seguito a un trauma tale, possono rimanere lese per sempre, mentre altre possono recuperare la loro funzionalità.

Può comunque confortare sapere che il cervello è un organo dotato di plasticità e questo significa che cellule sane possono imparare a gestire i compiti della parte lesionata, diminuendo le disabilità perpetue.

L’ictus non è prevedibile, ma un buono stato di salute potrà certamente limitarne il rischio. Una dieta sana e il giusto movimento fisico potranno regolare la circolazione sanguigna e il battito cardiaco assicurando una ossigenazione migliore di tutti gli organi del nostro corpo, compreso il cervello.


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