Calcoli biliari

Spesso è asintomatica e l’intervento non è sempre necessario

Viene chiamata anche litiasi della colecisti (o cistifellea) e colpisce il 10-15% della popolazione mondiale, con una prevalenza delle donne al di sopra dei 40 anni di età.

Spesso si scopre di esserne affetti in seguito ad un’ecografia prescritta per motivi diversi; infatti i calcoli biliari sono spesso asintomatici. Quando però i sintomi si manifestano, questi sono simili a quelli accusati da chi soffre di coliche renali: forte dolore ed eventualmente gonfiore, eruttazione, nausea e vomito.

Cosa sono i calcoli alla cistifellea?

Le formazioni solide, più o meno piccole, che si vengono a formare nella cistifellea possono essere di due tipi: calcoli di colesterolo e calcoli pigmentati. I primi rappresentano il 70% dei casi e si formano quando il soggetto produce una bile satura in colestrerolo, questo avviene quando nella secrezione stessa l’equilibrio tra fosfolipidi e sali biliari viene a mancare; inizialmente si formano piccoli granelli solidi che successivamente si accrescono con ulteriori cristallizzazioni fino a diventare veri e propri “sassolini”; i secondi possono essere associati a delle infezioni biliari (calcoli pigmentati bruni) o possono insorgere insieme a malattie del sangue o cirrosi (calcoli pigmentati neri), in entrambi i casi i calcoli pigmentati sono dovuti alla precipitazione della bilirubina con il calcio.

Nel 50-70% dei casi queste formazioni solide rimangono silenti per molti anni o anche per sempre e le ricerche mediche non hanno purtroppo riscontrato dei segnali o dei fattori di rischio specifici che possano indurre a pensare che il soggetto svilupperà dei sintomi in futuro. Le statistiche possono soltanto evidenziare che circa il 10% dei pazienti a cui è stata diagnosticata la calcolosi biliare manifesta sintomi dolorosi entro 5 anni, mentre un 20% li accusa nei successivi 20 anni; inoltre è stata sottolineata la maggiore probabilità (almeno il 25% in più) di coloro che manifestano i sintomi a sviluppare complicanze successive come pancreatite acutacolecistite acuta, causata dall’istruzione di un dotto cistico da parte di un calcolo che si è spostato, o perforazione della cistifellea, con comparsa di una fistola bilio-enterica da operare d’urgenza.

Non si sono riscontrate cause specifiche per l’insorgenza dei calcoli, ma rientrano tra i fattori di rischio le gravidanze multiplel’obesità e i rapidi cali di peso. Inoltre le coliche si presentano spesso in seguito ad abbondanti pasti ricchi di grassi, quindi è probabile che una dieta inadeguata possa influire con la loro formazione.

Qual è la terapia indicata?

Non sempre i calcoli biliari devono essere operati. L’approccio medico di fronte a un caso di calcolosi dipende da molti fattori: lo stato clinico del paziente, la dimensione dei calcoli (solitamente non si opera se le concrezioni sono non calcificate o sono più piccole di 5 mm), la sintomatologia manifestata.

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Gli approcci terapeutici sono perciò di vario tipo.

Dai primi anni ’70 si tende a sciogliere il calcolo mediante alcuni farmaci di acido ursodesossicolico. La terapia in questo caso dura da qualche mese a un anno ed è efficace nel 60-90% dei casi, anche se nella metà di questi i calcoli si ripresentano nell’arco di 5 anni.

Nel decennio successivo è stato messo a punto il metodo della litotrissia con onde d’urto che mediante l’applicazione di onde può frantumare i calcoli in piccoli granelli che si possono espellere o sciogliere più facilmente. Il successo di questa tecnica è riscontrato nell’80-90% dei casi, ma oggi la litotrissia non viene applicata quasi più. Recentemente è stato messo a punto un sistema di scioglimento del calcolo detto litolisi per contatto mediante un farmaco, metil-terbutil-etere applicato sulla concrezione mediante un catetere; il metodo è ancora sotto studio quindi viene consigliato esclusivamente a chi è ad alto rischio chirurgico, rientrando comunque a far parte di un gruppo di ricerca. Anche quando è necessario eliminare chirurgicamente i calcoli, le tecniche messe a punto sono diverse: la colecistectomia laparotomica è la classica operazione che apre il ventre e rimuove i calcoli; le complicanze possibili sono poche e molto rare e l’intervento è consigliato nel caso di rischio di cancro. È possibile effettuare la colecistectomia anche tramite un taglio molto più piccolo (minilaparotomia) tesa a ridurre gli effetti post-operatori.

Infine la colecistectomia laparoscopica è una tecnica recente che riduce ulteriormente i tempi di convalescenza (dopo 2-3 giorni il paziente può nuovamente tornare a casa) e può in caso di urgenza essere convertita in una laparotomia anche durante l’operazione stessa.

I calcoli biliari possono essere innocui e rimanere silenti per tutta la vita, ma nel caso si accusasse un dolore profondo e duraturo o si venisse a conoscenza della presenza dei piccoli calcoli anche per vie parallele, è bene controllarsi almeno ogni anno con delle ecografie per valutare la situazione e poterla tenere sotto controllo allo scopo di limitare il più possibile la probabilità di complicanze o la necessità di intervento.

Qui trovi 5 rimedi casalinghi per prevenire i calcoli biliari.


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