Ambliopia, ovvero “l’occhio pigro”

Conosciuta volgarmente come “occhio pigro”, l’ambliopia è una patologia della vista che provoca particolari difficoltà di visione. Il termine deriva ovviamente da due parole greche: ops (ovvero “visione”) e ambylos (“pigra”); il termine “occhio pigro” ci starebbe quindi tutto!

Ciò che distingua l’ambliopia dalla classica miopia è che essa colpisce solo uno dei due occhi. Quando esso ha una differenza di acutezza visiva pari a 3/10 (o più) rispetto all’altro occhio, si parla propriamente di ambliopia. Non si tratta di una malattia rara, in quanto interessa all’incirca il 2% della popolazione. Nel caso di bambini la sua incidenza è addirittura del doppio: pari al 4%, quindi.

Pensate che per le ragazze ed i ragazzi adolescenti, l’ambliopia è uno dei deficit visivi più comuni.

Cosa provoca l’ambliopia?

Sappiamo tutti come sia importante leggere, ed in generale vivere, in ambienti bene illuminati. Ciò è particolarmente vero per i bambini, soprattutto per quelli fra i 0 e i 6 anni di età. È questo il momento in cui è più facile contrarre l’ambliopia.

Paradossalmente, l’amblopia nasce da una “strategia” del cervello, che cerca di inibire l’occhio che funziona male. Immaginiamo che l’occhio sia impedito nella visione da uno strabismo: il cervello userà la sfocatura (ossia la patologia dell’occhio pigro) per concentrare tutta l’attenzione sull’occhio sano. Il problema è che tale inibizione dell’occhio difettoso può diventare permanente, impossibile da correggere con bisturi, laser o con i classici occhiali.

Eziologia dell’ambliopia

Purtroppo l’ambliopia è una di quelle patologie spesso sottovalutate in ambito medico. Il bambino stesso tende a non dare molta importanza a questo problema, correggendo istintivamente la difficoltà visiva concentrandosi l’attenzione sull’occhio sano (proprio come fa il suo cervello!). Risulta quindi indispensabile una visita da un oculista, il quale utilizzerà tutti gli strumenti del caso per comprendere se ci si trova di fronte ad un caso di ambliopia.

Le migliori cure per correggere il problema

Come abbiamo detto in precedenza, se non curato per tempo l’occhio pigro rischia di diventare un problema permanente, impossibile da risolvere. Diventa quindi fondamentale curarlo durante gli anni dell’infanzia o al massimo dell’adolescenza. Una volta che il paziente sarà diventato maggiorenne non ci sarà infatti quasi nulla da fare.

Le tre cure più utilizzate per correggere l’ambliopia sono gli occhiali correttivi, le gocce ed il cosiddetto “patch” (benda). L’ultimo è sicuramente il metodo più invasivo e meno amato dai giovani pazienti, in quanto li aiuta sì a sforzare solo l’occhio pigro, ma costringendoli al tempo stesso a trasformarsi in “giovani pirati” con una vistosa benda a bloccare l’occhio sano. Se per un bambino di 4 o 5 anni la cosa può apparire quasi un gioco, per una ragazzina in età puberale ciò può rappresentare un vero e proprio problema, che potrebbe sfociare in un disagio psicologico di notevole entità.

Fortunatamente la traumatica terapia dell’occlusione è ormai un ricordo del passato. I medici infatti stanno elaborando un metodo per curare chi soffre di ambliopia con una terpia che utilizzi il meno possibile la tecnica dell’occlusione (patch).

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I migliori esercizi per l’ambliopia

Un metodo che sembra essere tornato in auge è il cosidetto “Eyerobics”, ideato negli anni ’20 del XX secolo dal dottore William Bates.

Bates, nacque e studiò in America, laureandosi nel 1885 in medicina e chirurgia. Tutta la sua carriera fu dedicata alla alla sperimentazione clinica sia negli ospedali americani sia in quelli inglesi. Nel 1921 Bates pubblicò il suo libro più famoso: “Vista perfetta senza occhiali”. In esso lo scienziato spiegò la sua teoria, che si basava su degli esercizi per gli occhi, che a suo parere potevano essere rieducati in modo progressivo, riuscendo così a superare i problemi di astigmatismo e miopia.

Il Dottor William Horatio Bates in una foto d’epoca

Il Dottor William Horatio Bates in una foto d’epoca

Al di là del discusso metodo Bates, le tecniche classiche per la risoluzione dell’occhio pigro sono l’intervento chirurgico per la cataratta e gli occhiali da vista in caso di astigmatismo o miopia.

Una volta risolte le cause dell’occhio pigro (ossia la difficoltà visiva del singolo occhio), si dovrà proseguire assistendo il cervello del paziente a riutilizzare l’occhio pigro. L’oculista non dovrà basare la cura sul solo uso degli occhiali, bensì dovrà invitare il paziente a coprire l’occhio sano o ad offuscarne leggermente la capacità visiva tramite particolari colliri. In questo modo il cervello sarà artificialmente “forzato” a fidarsi dell’occhio debole.

Correggere l’ambliopia con la chirurgia

In alcuni casi, sempre valutati da un esperto oculista, potrà essere utile rivolgersi alla chirurgia. Si interverrà con una sutura regolabile, da applicare sull’occhio malato. Dopo 24 ore il cerotto verrà rimosso in amblatorio.

Intervento chirurgico per l’ambliopia:

Nella maggior parte dei casi, l’intervento chirurgico di sutura regolabile viene eseguito in sala operatoria, in anestesia generale o locale. Successivamente l’occhio è coperto con una patch.. Nelle 24 ore successive, ambulatorialmente, la rimozione del cerotto e l’attenuarsi degli effetti di anestesia e sedazione, consentiranno al medico di valutare l’allineamento oculare.


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