L’orecchio bionico è diventato realtà? Forse sì!

Ricordate la “donna bionica”? Era un telefilm degli anni ’70 in cui la bella protagonista, Lindsay Wagner, interpretava il ruolo di una donna a cui erano stati impiantati degli arti ed un orecchio bionici. Se le gambe e le braccia bioniche sono, per il momento, ancora un oggetto fantascientifico, l’orecchio bionico pare sia diventato realtà: si chiama impianto cocleare.

Cos’è esattamente l’impianto cocleare

Si tratta di un dispositivo elettronico che sostituisce le funzioni dell’orecchio. Non va confuso con la classica protesi acustica in quanto la protesi si limita ad amplificare i suoni in un orecchio ancora funzionante (anche se molto debole). L’impianto cocleare invece riesce a sollecitare i nervi acustici tramite degli stimoli elettrici.
Al momento oltre 100.000 persone nel mondo stanno usando con successo l’orecchio bionico e in Italia l’intervento chirurgico per questa operazione e per la manutenzione è a carico del sistema sanitario nazionale grazie alla legge 104. Si tratta di una scelta fondamentale per il benessere dei pazienti meno abbienti in quanto il costo medio dell’orecchio bionico supera i 20.000 euro e sarebbe quindi difficilmente accessibile per molte persone.

L’orecchio bionico visto da dentro

L’orecchio bionico è diviso in due parti: l’esterna e l’interna. La parte interna, detta “impianto”, è inserita a livello sottocutaneo nella zona del nervo acustico tramite l’opera di un chirurgo. Al suo interno troviamo il ricevitore, che riceve le informazioni dalla parte esterna del meccanismo e da degli elettrodi posizionati all’interno della coclea che vanno a stimolare il nervo acustico.
Il ricevitore, in ceramica o titanio, possiede anche un’antenna per percepire i rumori ed i suoni ed un microprocessore preposto alla decodifica dei suoni stessi.

L’intervento chirurgico per installare l’orecchio

Pur non essendo particolarmente complesso, l’intervento deve essere effettuato in anestesia locale e comprende 5 fasi:

  1. Incisione della cute
  2. Individuazione delle vie di accesso alla cassa del timpano e individuazione della “finestra rotonda”, una particolare struttura anatomica tramite la quale si può guidare l’inserimento degli elettrodi.
  3. Preparazione della cavità in cui alloggiare il ricevitore
  4. Inserimento degli elettrodi
  5. Posizionamento esatto del ricevitore
  6. Sutura finale della ferita

Normalmente l’intervento dura circa 2 o 3 ore e dopo un paio di giorni il paziente potrà tornare a casa. Dopo la cicatrizzazione (tempo necessario: circa un mese) si applicherà la parte esterna dell’impianto, che verrà poi collaudato e registrato.

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Quando è possibile usare l’orecchio bionico?

Questo prodigio della tecnologia medica moderna può essere impiantato sia nelle orecchie degli adulti che in quelle dei bambini.
Le patologie uditive in cui può essere utilizzato l’orecchio bionico sono numerose:
Nell’ipoacusia pre – verbale o nella sordità congenita nei bambini sotto i 6 anni di età.
Nell’ipoacusia bilaterale (ossia nella riduzione della capacità uditiva in entrambe le orecchie) acquisita dopo l’acquisizione del linguaggio.
Nell’ipoacusia bilaterale neurosensoriale profonda, con compromissione della capacità
uditiva sopra gli 80 decibel.
In caso di ridotta capacità uditiva nei pazienti con riconoscimento delle parole sotto il 50%.

Ma la caratteristica più positiva dell’orecchio bionico è di donare ai bambini la possibilità di ascoltare la voce dei propri genitori e dei propri amici, un dono davvero inestimabile.


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