L’aracnofobia: la paura dei ragni!

Quanti di voi hanno visto l’ultimo film della Marvel dedicato all’Uomo Ragno? Sebbene questo personaggio sia amato da milioni di persone in tutto il mondo, ce ne sono quasi altrettante che probabilmente lo detestano cordialmente; ciò perché associano questo super eroe ad un animale che letteralmente li terrorizza: il ragno.
L’aracnofobia è una fobia, ossia una paura incontrollabile, nei confronti degli aracnidi e spesso anche degli scorpioni. Attenzione: non si tratta di un semplice fastidio bensì di un vero e proprio terror panico; le persone aracnofobe non sopportano la vista di un ragno e possono reagire con degli attacchi di panico, urla, movimenti incontrollati e (in qualche raro caso) anche svenimenti.
Ovviamente la patologia varia da persona a persona per intensità e velocità di elaborazione, ma è indubbio che vedere uno o più ragni scivolare rapidamente fra le lenzuola sia un vero e proprio incubo per gli aracnofobi. Pensate poi che le persone più sensibili possono addirittura provare della profonda paura guardando una semplice fotografia di un ragno o, in casi ancora più particolari e per fortuna rari, osservando un disegno particolarmente verosimile!

 

Come combattere l’aracnofobia

Siete stufi e stufe di tremare di fronte alla vista di un ragno? C’è una buona notizia per voi! Come tutte le fobie anche la paura dei ragni può essere combattuta. Uno dei massimi esperti in materia, lo psichiatra sudafricano Joseph Wolpe, ha elaborato un metodo chiamato in inglese “exposure therapy”, ovvero “terapia di esposizione”. Come avrete intuito si tratta di una terapia che si basa su un avvicinamento progressivo ai ragni o anche alla semplice idea di ragno. Di solito lo psichiatra chiede al paziente di immaginare una scena che includa dei ragni, arrivando poi ad immaginare anche di interagire con essi anziché fuggire a gambe levate. L’interazione immaginaria potrebbe iniziare con una semplice occhiata al ragno fermo, per poi immaginare che esso si muova lentamente verso di noi. Allo stadio successivo si può immaginare che il ragno salga su una nostra mano. La difficoltà sarà nel riuscire a controllare le sensazioni di panico che compaiono naturalmente quando si prova a ricostruire la sensazione sgradevole delle zampette del ragno a contatto con la nostra pelle.
Se però si riuscirà a sostenere questo pensiero saremo più o meno a metà del percorso!
Il passo successivo è ovviamente più difficile: si dovrà sostenere la vista di un ragno vero, vivo, posto proprio vicino alla nostra persona. In alcuni casi si è preferito utilizzare dei sistemi meno traumatici della presenza di un ragno vivo e vegeto: gli specialisti preferiscono infatti passare dalla semplice immaginazione alla visione di una foto e successivamente di un filmato che rappresenta un ragno in movimento. Il filmato è sicuramente la visione più traumatica in quanto mostra il ragno in movimento, mentre si sposta in fretta movendo le sue zampette pelose (uno spettacolo davvero orribile per chi soffre di aracnofobia).

 

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Il momento cruciale: l’incontro con un ragno dal vivo!

Il penultimo passo sarà quindi quello di vedere finalmente il ragno dal vivo (ovviamente ben chiuso dentro una teca). È evidente che pochissime persone avranno il coraggio di fare l’ultimo passo: toccare effettivamente il ragno con le proprie mani, lasciare che cammini sul nostro corpo.
Tuttavia l’ultimo passo non è assolutamente necessario in quanto la maggior parte delle persone, anche i non aracnofobi, non tollerano l’idea di essere toccati da un ragno. È quindi più che sufficiente sopportarne la vista e mantenere il sangue freddo sufficiente per prendere una scopa e scacciare l’aracnide. Badate bene: abbiamo scritto “scacciare” e non “schiacciare”. Il modo migliore per vincere l’aracnofobia non è infatti di distruggere i ragni (non potremo mai schiacciarli tutti, giusto? Ne arriveranno sempre altri prima o poi) bensì di accettarne l’esistenza e avere la consapevolezza di poterli allontanare da noi in qualsiasi momento lo desideriamo.


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