Droga legale? (seconda parte)

Continua il nostro articolo sulla droga legale (la prima parte è disponibile qui)

Cosa sono le smart drugs (droghe furbe)?

Da un paio d’anni è possibile acquistare anche in Italia le cosiddette “smart drugs”, ma di cosa si tratta esattamente? Il termine “smart” significa “sveglio, astuto”, “furbo” e viene applicato a tutte quelle droghe che sono effettivamente legali secondo l’ordinamento giuridico dello Stato in cui si acquistano. Il termine “smart” non indica quindi l’effettiva “forza” della droga ma solo la sua condizione giuridica. Per fare un banale esempio, la marijuana, illegale in Italia, è considerata una smart drug in Colorado o California, dove può essere acquistata legalmente in qualsiasi negozio specializzato. In quei paesi viene considerata una droga per uso ricreativo, attività questa che è riconosciuta come legittima dall’ordinamento di quegli Stati. Per molti secoli in Italia abbiamo avuto una sola droga legale (se eccettuiamo nicotina e alcool), che quasi sicuramente ognuno di voi ha provato almeno una volta nella vita. Stiamo parlando del caffè, una sostanza sicuramente psicoattiva, capace cioè di influenzare la psiche. Nel caso del caffè il cambiamento è ovviamente molto blando, ma probabilmente nessuno potrebbe ignorare l’effetto psicotropo della caffeina dopo aver bevuto una decina di caffè di seguito: tachicardia, nervosismo, irritabilità ed insonnia sono solo alcune delle caratteristiche dell’eccessiva assunzione di caffè. Nel corso degli anni ‘90 sono comparse altre droghe legali simili alla caffeina: il ginseng e il guaranà, molto utili per chi vuole rimanere sveglio ed efficiente ma non sopporta il gusto del caffè. Effetti simili può darli la taurina, una sostanza dal nome suggestivo che in effetti permette di recuperare “con la forza di un toro” lo stress sportivo.
Infine, negli anni 2000, hanno iniziato a circolare nuovi tipi di smart drugs, ad esempio la famosa Salvia divinorum od il Kratom. In questo caso si tratta di sostanze naturali, non molto dissimili quindi dalla caffeina o dal guaranà. Diversa invece è l’origine del mefedrone, una sostanza cannabinoide quasi interamente sintetica.

Salvia divinorum: si tratta di una pianta assolutamente naturale, di origini antichissime: veniva usata dagli indios messicani per ottenere visioni utili a trovare, ad esempio, oggetti smarriti. Sebbene fosse venuta liberamente negli smart shops nei primi anni 2.000, il suo effetto psicotropo è stato considerato dall’Istituto Superiore della Sanità come pericoloso per la salute, provocando nel 2005 la messa al bando della sostanza.

Kratom: in questo caso le origini della pianta sono asiatiche: il Kratom (Mytragina Speciosa) è infatti un albero diffuso soprattutto in Malesia ed Indocina. Come capita spesso la pianta è stata utilizzata per secoli solo per i suoi effetti medicamentosi ed energizzanti. Il suo uso era frequente durante il faticoso lavoro della coltivazione del riso ma anche come analgesico e persino come afrodisiaco ed antidepressivo. Ma non solo: il Kratom risulta molto utile per contrastare gli effetti dell’astinenza da oppioidi (ad esempio la terribile eroina). Nonostante questi usi “nobili”, il Kratom non è mai stato legalizzato in Italia, mentre risulta legale in Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Svezia, come illustrato dal sito “The European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction” , l’agenzia europea per il monitoraggio delle droghe, che troverete a questo link.

Mefedrone: si tratta di una sostanza psicotropa con effetti non molto diversi dalla cocaina o dal MDMA. Il mefedrone appartiene alla classe chimica dei catinoni e tecnicamente non si tratta di una droga totalmente sintetica in quanto si tratta di un derivato semisintetico del più celebre khat (o qat) una pianta africana da cui si ricava il catinone (l’alcaloide presente proprio nelle foglie di qat, che presenta forti effetti psicotropi). Il qat è una droga molto utilizzata nella Penisola arabica, soprattutto in Yemen: masticata, permette di sopportare meglio la fatica e di stare svegli più a lungo.

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Quali sono  le smart drugs commercializzate in Italia?

Una di esse è la cosiddetta marjuana legale (o “cannabis light). Si tratta di un derivato della marjuana che possiede però un principio attivo di Thc inferiore allo 0,2%, che è appunto l’attuale (Luglio 2018) limite di legge in Italia.
Situazione incerta invece per la cosiddetta “spice”, una droga sintetica. In realtà il nome “spice” non può essere riferito ad un tipo di droga preciso, quanto piuttosto ad una base di marjuana a cui vengono aggiunte varie sostanze sintetiche per aumentarne l’effetto.
In internet esistono numerosi video in cui presunti consumatori di “spice” si aggirano come zombie per le vie delle città. Va ricordato che la maggior parte di questi video sono fatti apposta per stupire i naviganti di internet, portarli a cliccare sul video in questione e far guadagnare moneta sonante a chi il video lo ha immesso in rete; potrebbero quindi essere assolutamente falsi.
Ciò che però risulta sicuro è che il mondo delle droghe sintetiche vive in questo momento un periodo di grande successo, a cui si unisce una quasi totale mancanza di conoscenza delle droghe stesse. In sostanza, mentre della marijuana naturale e dell’hashish si conosce praticamente tutto (origine, metodo di assunzione, effetti nel breve, medio e lungo periodo) le droghe sintetiche (o semisintetiche) sono in continua evoluzione e nel momento in cui si cerca di regolare o vietare l’uso di una di esse, ne compaiono rapidamente altre 5 o 6, capaci di vivere per qualche mese nell’inevitabile vuoto legislativo che le riguarda.

Cosa fare con queste nuove droghe sintetiche?

Probabilmente la cosa migliore è di spiegare ai propri figli o ai propri amici e conoscenti che qualsiasi “sballo” nasconde in realtà dei grandi disagi: assenza di amicizie, di divertimenti sani, di amoriBisogna quindi indirizzare i propri sforzi verso dei piaceri sani (anche sessuali, perché no) evitando tutto ciò che può creare dipendenze anche gravi per il nostro organismo.
Il modo migliore per iniziare è sicuramente di bandire qualsiasi droga sintetica, spesso pericolosa quanto (e anche più) delle classiche droghe vietate dalla legge.


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