Vegani per un giorno, la Terra ringrazia

I motivi per cui 9.000.000 di persone in Italia hanno scelto una dieta vegetariana o vegana sono i più disparati. Chi l’ha adottata per motivi animalisti, chi perché le ritiene diete più salutari rispetto a quella onnivora, chi per salvaguardare l’ambiente. A volte queste tre motivazioni si sovrappongono, ma, a parte il gusto personale e l’inviolabile diritto individuale di ognuno a scegliere l’alimentazione preferita, la dieta vegana è effettivamente più salutare per la Terra e l’ambiente?

Secondo la LAV (Lega Anti Vivisezione) lo è, e molto.

Diventare vegetariani o vegani: cosa significa?

Senza dubbio chi intraprende un percorso del genere cova dentro di sé un interesse particolare per gli animali o la Natura. La scelta di non nutrirsi di animali per il resto della vita è dettata sicuramente da un senso di empatia e rispetto che si prova nei confronti della vita animale; se poi si decide di rinunciare anche a qualsiasi altro prodotto animale indiretto, quali latticini e uova, significa che l’amore per gli altri essere viventi supera di gran lunga il piacere di imbandire la propria tavola con i cibi che culturalmente sono sempre stati nei nostri piatti. In entrambi i casi, cioè sia che si adotti una dieta vegetariana che vegana, è necessario porre piccole attenzioni per non incorrere in problemi di carenze alimentari, che solitamente non si manifestano affatto, ma che potrebbero interferire con la buona salute nel caso in cui l’approccio al cibo non sia equilibrato e ben “studiato”.

Le proteine animali, la carenza delle quali spaventa tanto i tradizionalisti del cibo, sono assolutamente compensabili con quelle vegetali, di cui sono i ricchi i legumi (e non solo) e alla stessa maniera è possibile assumere la giusta quantità di ferro o vitamine varie. Inoltre oggi sono presenti in commercio tanti “surrogati” della carne, tra cui spiccano hamburger vegetali di diverso tipo: di soja, di farro, di seitan, tutte ottime (anche se non indispensabili) alternative alla carne.

I vegani devono forse valutare più accuratamente ciò che mangiano e a volte, se non stanno attenti o se non vivono in un posto che offre loro tanta scelta alimentare, si trovano costretti ad assumere degli integratori, specialmente per quanto riguarda le vitamine del gruppo B, tra cui la B12 si trova quasi solo negli alimenti di origine animale, come le uova o alcuni formaggi.

Cosa ci guadagna l’ambiente?

Si è perciò appurato (anche scientificamente) che evitare di mangiare la carne e i prodotti animali in genere si può, e senza danni per la salute.

Se la scelta vegetariana o vegana è strettamente individuale, di certo lo stato di salute del Pianeta e del suo ambiente è invece un interesse collettivo. Una delle più grandi associazioni ambientaliste/animaliste internazionali, la LAV, ha reso evidenti alcuni dati, frutto di ricerche dell’associazione stessa, che confermerebbero il grande vantaggio di cui la Terra godrebbe se tutti, almeno per un giorno a settimana, mangiassero vegano.

Secondo questi calcoli 1.000 persone che, per un solo giorno a settimana, mangiano come un vegano, in un anno possono salvare 5.000 polli o 5.400 conigli o 52.000 platesse.

Se poi non è la vita del singolo animale che desta interesse, è comunque opportuno valutare che rinunciare a mezzo chilo di bistecca a settimana può salvare 910 metri quadrati di foresta e fa risparmiare 390 chili di cereali (destinati all’alimentazione degli animali allevati), 403.000 litri di acqua e 936 chili di CO2.

Pubblicità
loading...

In particolare, lo sperpero d’acqua necessaria per mantenere gli allevamenti, specialmente quelli intensivi, è l’argomento che sensibilizza maggiormente gli italiani: per ottenere un chilo di carne servono infatti circa 15.000 litri di acqua e se si considera quante sono le parti del mondo in cui di acqua ce n’è davvero poca, forse evitare la bistecca un giorno a settimana non sembra un sacrificio tanto grande.

Gli scettici possono poi prendere in considerazione i dati dell’Onu, secondo cui il 70% dei pascoli attuali sono in via di desertificazione.

Sembra inoltre che il 70% dell’acqua utilizzata nel pianeta sia destinata agli animali allevati e che molti gas a effetto serra (tra cui metano, protossido di azoto e anidride carbonica) siano prodotti dal letame e dai liquami degli animali.

Inoltre è di facile comprensione come pesticidi e diserbanti necessari per la coltivazione di cereali destinati all’alimentazione animale inquinino il terreno in maniera considerevole.

Secondo molti istituti di ricerca l’inquinamento prodotto dagli allevamenti di bestiame è molto superiore a quello di tutti i trasporti mondiali e il processo di desertificazione è sostanzialmente superiore a quello provocato dalla naturale erosione terrestre.

Limitare danni di questa portata non potrebbe forse essere un ottimo motivo per cambiare, seppur solo per un giorno, a settimana la propria dieta?

 


Articoli che potrebbero interessarti

Non ci sono commenti.

Lascia un Commento