Stroopwafel: chi li prova non può più farne a meno

Quando si va in vacanza, non c’è nulla da fare, si è sempre spinti a provare il dolce caratteristico. Anche chi in realtà è restio ad entrare nei ristoranti locali, sedendosi invece in una “Trattoria vera Italia” perdendosi il gusto della cucina locale e, spesso, anche di quella nostrana, è comunque curioso di assaggiare, magari a colazione, il dolce caratteristico del luogo.

Chi si è concesso qualche giorno di relax nei Paesi Bassi, non ha quindi potuto evitare di provare gli ormai famosi stroopwafels.

Cosa sono gli stroopwafels?

Non troppo differenti, almeno alla vista, dalle ferratelle (o pizzelle) abruzzesi (più spesse) o dai waffel americani (decisamente più grandi), gli stroopwafels sono biscotti rotondi di una decina di cm di diametro cotti con una piastra particolare che conferisce loro una caratteristica forma “grigliata”. Tra due di questi sottilissimi biscotti (i wafels) viene spalmato un po’ di sciroppo molto dolce (sirup o stroop) che col calore si amalgama alla pasta della cialda dando vita a uno dei dolci più amati in Europa.

Sembra che siano stati inventati tra la fine del ‘700 e gli inizi del secolo successivo da Gerard Kamphuisen, un panettiere che con gli scarti del pane e lo sciroppo al caramello pensò di realizzare qualcosa che si sarebbe poi rivelato ottimo al palato. La ricetta “ufficiale” più antica sembra risalire al 1840 e ben presto si diffuse in tutta la città d’origine del dolce: Gouda. Solo 30 anni dopo le cialde furono “esportate” nei mercati delle città vicine e agli inizi del ‘900 molte erano le industrie che avevano iniziato a produrne di confezionate: 17 solo a Gouda.

Dove si comprano?

Chi va in Olanda si ritrova quasi sempre a fare una scorta annuale di stroopwafels per non rischiare di rimanere senza al momento della colazione, ma quando la dispensa si svuota, cosa fare?

In Italia è difficile trovare negozi che li vendano (ovviamente si parla di quelli confezionati, quelli artigianali sarebbero solo delle copie); è quindi più facile che si possano ordinare delle confezioni di cialde “originali di Gouda” dai tanti siti internet di e-commerce alimentare.

Se invece ci si accontenta di qualcosa che assomigli il più possibile a uno stroopwafels ma sia artigianale e perlopiù genuino si può tentare di rifarli a casa con una delle tante ricette che si trovano on line.

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Come si fanno gli stroopwafels?

Oggi le varianti agli stroopwafels originali sono tante e riuscire ad avere la ricetta originale può risultare un’impresa ardua.

In ogni caso gli ingredienti usati nelle varie ricette ormai diffuse sono sempre più o meno gli stessi: farina, burro, zucchero (bianco o di canna, secondo le ricette e le preferenze), lievito secco, latte (o acqua) e uova (in quantità variabili) per la pasta delle cialde e melassa, zucchero di canna, burro e cannella (che qualcuno aggiunge anche all’impasto del biscotto) e facoltativamente vaniglia per lo sciroppo.

Di certo non sono biscottini leggeri e ad abusarne potrebbe rivelarsi controproducente sia per l’estetica che per la salute, ma ogni tanto gustare un biscotto tanto dolce e saporito non può che far bene alle proprie papille gustative e al proprio spirito.

Chiunque perciò, pur dovendo rinunciare agli stroopwafels originali, può sempre navigare un po’ sui vari siti di ricette e cucina e trovare, magari provandole tutte, la ricetta che più somiglia ai biscotti che ha provato in vacanza o che comunque risulta di più semplice preparazione.

Ed è sempre bene ricordare che se per la colazione di tutti i giorni lo stroopwafels può essere troppo pesante, una festa per bambini o un ricevimento particolare non possono che acquisire originalità e gusto; l’importante è seguire bene le indicazioni della ricetta che si è scelta.


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