Quanto fa male mangiare al fast food?

Tutti noi abbiamo mangiato, almeno una volta nella vita, in un fast food. Si tratta certamente di un tipo di cucina particolarmente gustosa, perché spesso ricca di grassi e zuccheri. Che si parli di hamburger, hot-dog, patatine fritte, verdure pastellate, salse dai gusti più disparati o dolci di ogni genere, al solo pensiero di questi alimenti, ai più viene la classica “acquolina” in bocca.

Comodo e gustoso sì, ma a quale prezzo?

In un senso più esteso del termine “fast food”, rientrano anche kebab, pizzette, piadine, crocchette, supplì, tortillas e chi più ne ha ne metta. Insomma, tutta “roba” da leccarsi i baffi e che non richiede la proverbiale attesa che porta a pregare tutti i santi che il cameriere con il piatto in mano stia dirigendosi proprio verso di noi. Ma quali sono le conseguenze di questo tipo di alimentazione? Il dibattito è acceso e, a tutt’oggi, gli esperti non hanno raggiunto l’unanimità su quale sia il comportamento corretto da tenere verso il fast food. Rifuggirlo come il diavolo l’acqua santa? Concedersene il piacere non più di una volta a settimana? Approfittare della sua comodità quotidiana purché l’altro pasto principale della giornata venga consumato all’insegna di Pellegrino Artusi?

Le diverse scuole di pensiero

Una folta schiera di nutrizionisti agita il proprio stick glicemico contro l’universo del fast food, arroccandosi su posizioni decisamente fondamentaliste. Questa categoria di esperti parla infatti di “junk food”, letteralmente “cibo spazzatura”. Per loro non vi sono compromessi, considerando le caratteristiche nutrizionali di questo tipo di cucina: grassi saturi, colesterolo, idrogenati… ma, soprattutto, alcune molecole altamente tossiche, se non addirittura cancerogene. Altri studiosi invece pongono sotto accusa la frequenza con cui si consuma “cibo veloce”, portando a sostegno delle proprie tesi numerose ricerche dalle quali è emerso che sui consumatori abituali di fast food grava una maggiore incidenza di talune patologie a carico dell’apparato digerente e in particolar modo del fegato, ghiandola deputata a gestire le tossine presenti nell’organismo. Un esperimento estremo in termini di frequenza è stato documentato nel film “Super Size Me” dal regista Morgan Spurlock che, per un intero mese, si è cibato esclusivamente di alimenti della nota catena McDonald’s, registrandone con una telecamera, 24 ore al giorno, tutti i pesanti effetti collaterali.

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In conclusione, in mancanza di un parere unanime della comunità scientifica, non resta che affidarsi al buon senso, facendo in modo che il fast food sia un’evenienza sporadica all’interno della nostra dieta al fine di minimizzare gli eventuali rischi.


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