Mangiare pesce crudo

Il pesce crudo è ormai parte delle nostre abitudini quotidiane: da una lato è sempre stato al centro della tradizione gastronomica italiana, dall’altro, il diffondersi di ristoranti giapponesi, che del sushi fanno il loro piatto principe, ha contribuito a un ulteriore aumento dei consumatori di questa squisita pietanza.

Tante piccole sfiziosità a base di pesce crudo

Sono moltissime le portate a base di pesce crudo che deliziano il palato. Alcune fanno parte del nostro modo di mangiare da ormai molti decenni come le celebri ostriche accompagnate dall’immancabile ed effervescente champagne, oppure il salmone, un pesce dal sapore intenso che può essere ormai ritenuto parte integrante della nostre abitudini alimentari. Tipici della tradizione culinaria del sud Italia sono i filetti di tonno e pesce spada e le alici, consumati spesso come antipasti e capaci di sprigionare un dolce profumo abbinato a un gusto unico e denso.
La capillare diffusione negli ultimi vent’anni di ristoranti giapponesi di qualità e di sushi bar, dove poter consumare un pranzo veloce o un aperitivo, ha contribuito a diffondere ulteriormente il consumo di pesce fresco. Tonno, salmone, sarde, frutti di mare, polipi e crostacei sono la base con cui il sushi viene preparato per un vero trionfo del sapore marinaro.

Esistono rischi particolari legati al pesce crudo?

E’ sempre bene porre moltissima attenzione quando si consuma questa pietanza, poiché sono numerosi i batteri e microrganismi che possono contaminare il pesce crudo, causando problemi gastrointestinali di differente entità. Il parassita più diffuso e pericoloso è l’anisakis simplex: un parassita presente sotto forma di larva in moltissimi pesci. In genere una volta ingerito, essendo questo parassita in forma larvale, viene espulso dall’organismo senza alcuna ripercussione, in altri casi può generare mal di pancia, nausee e problemi intestinali ancor più gravi.

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Quali precauzioni prendere

L’accorgimento più importante per sconfiggere l’anisakis simplex è quello di congelare preventivamente il pesce che si desidera poi consumare crudo. Infatti il batterio muore sia trovandosi ad una temperatura superiore ai 60 gradi sia dopo alcune ore al di sotto di una determinata temperatura: il tempo varia da 96 ore a -15 gradi fino a sole 9 ore a -40 gradi.
Un altro importante accorgimento è quello di valutare l’effettiva freschezza del prodotto: stare alla larga da ristoranti che servono pesce congelato e decongelato più volte e da pesce che è stato conservato a temperature troppo elevate.

Seguendo questi pochi e semplici consigli è possibile evitare spiacevoli sorprese e godersi una sana e luculliana cena a base di pesce crudo in tutta tranquillità, memori delle molte proprietà terapeutiche e nutrizionali di questo squisito alimento.


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