Mangiare cibi scaduti?

Una delle scene frequenti che si verificano nelle nostre cucine è questa: la fame ci coglie e noi rovistiamo nella dispensa, dalla quale prendiamo un alimento sulla cui confezione guardiamo la data di scadenza. Ecco, la data indicata è prossima oppure addirittura appena trascorsa rispetto al pasto che ci accingiamo a fare e così ci assalgono i dubbi: potrò mangiarlo o meno? Devo buttarlo? Che male mi può fare se è scaduto solo da pochi giorni? E così via…

I parametri delle scadenze

Per capire meglio cosa fare in queste situazioni è bene partire dall’aspetto normativo: in ambito comunitario, per i prodotti che si deteriorano presto deve essere indicato il giorno esatto della scadenza; per quelli che si conservano entro i 18 mesi il mese e l’anno; per quelli che hanno una durata maggiore dei 18 mesi è sufficiente l’anno. Va da sé che più la scadenza è indefinita e più è ampio il margine di tempo entro il quale consumare l’alimento a cui si riferisce. Questo, tra l’altro, è il motivo alla base della distinzione tra le indicazioni consumarsi entro e consumarsi preferibilmente entro.

Cibo scaduto: cosa significa?

I cibi che si deteriorano presto, come i latticini, non vanno per nulla consumati dopo la data di scadenza. Se generalmente essa indica non tanto il fatto che il cibo sia andato a male quanto che da lì in poi hanno inizio i processi di alterazioni chimiche e microbiologiche che ne modificano le caratteristiche nutrizionali e organolettiche, in questi casi segnala infatti un termine oltrepassato il quale possono presentarsi dei rischi per la salute.

L’importanza della conservazione

Un fattore importante è anche la conservazione: nel caso in cui il cibo sia conservato bene, in alcuni casi può mantenersi anche per un tempo maggiore rispetto a quello indicato; in caso contrario, esso può deteriorasi anche in anticipo.

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Assenza di scadenza: come comportarsi?

Ci sono inoltre dei cibi che vengono venduti senza la data di scadenza come frutta, verdura, carne e pesce. Questi alimenti tendono ad avariarsi molto presto (naturalmente se non vengano congelati) e quindi, più che su parametri oggettivi, dobbiamo affidarci ai nostri sensi, adottando tutti i piccoli trucchi che sono bagaglio di chi fa una spesa di qualità: la carne non va acquistata se non ha un vivo colore rosso; il pesce se non ha l’occhio vivo; la frutta e la verdura se presentano evidenti segni di deterioramento. Ciò vale comunque anche per il cibo confezionato: se ha un cattivo aspetto e un odore sgradevole sarà il caso di non consumarlo a prescindere dalla data indicata.

Un’indicazione programmatica

È comunque ampiamente consigliato di razionalizzare la spesa al fine di non ritrovarsi in nessun caso a sprecare del cibo, che non andrebbe mai considerato come un prodotto da buttare all’occorrenza ma sempre un bene prezioso.


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