La liquirizia: tanta bontà e tantissima salute

C’è chi la ama e chi la odia per il sapore intenso in grado di lasciare un retrogusto in bocca anche per molte ore, ma una cosa è senza dubbio innegabile: la liquirizia è una pianta salutare e ottima per ogni occasione. La Glycyrrhiza glabra L. della famiglia delle Fabaceae, è una pianta perenne alta 50-100 metri di cui si utilizzano le redici.

Il nome della radice deriva dal greco: glykys e rhiza, “dolce” e “radice”, era conosciuta da Ippocrate e utilizzata da grandi personaggi storici contro il mal di stomaco e il catarro bronchiale. Il suo primo utilizzo però deriva dal bisogno di dissetarsi e di rinfrescarsi durante le lunghe traversate degli Sciti attraverso i deserti.

È una pianta originaria del Mediterraneo dell’Asia sud-occidentale ed oggi in Italia, precisamente in Calabria, esiste la più grande produzione europea di liquirizia di ottima qualità: è un’azienda di Rossano Calabro ed esporta i suoi prodotti in Europa e non solo. Gli stessi imprenditori proprietari della famosa azienda hanno anche realizzato un museo che, liberamente visitabile, cerca di divulgare tutto il procedimento di estrazione del succo dalla radice e la sua successiva lavorazione.

Le radici della pianta sono molto legnose, ma è possibile estrarne un succo che può essere lavorato in parecchi modi diversi, adatti a soddisfare qualsiasi preferenza.

Quali sono le proprietà nutritive e benefiche della liquirizia?

Nella pianta sono presenti acido glicirrizico, flavonoidi e fitosteroli che conferiscono al prodotto finito delle proprietà frequentemente sfruttate nell’ambito dell’erboristeria e della fitoterapia.

Nella maggior parte dei casi dal succo della radice si ottengono caramelle, confetti, dolcificanti e aromatizzanti per i dolci, ma la classica spezzatina, piccoli tranci spezzati di succo puro di liquirizia solidificato, può essere utilizzata come sedativo per la tosse e antispasmodico delle vie respiratorie. Scioglierne un po’ in bocca protegge lo stomaco da bruciori e ulcere perché forma una specie di pellicola sulle pareti dello stomaco simile a quella creata dai più comuni medicinali in vendita in farmacia rimanendo comunque un prodotto di origine totalmente naturale. Per lo stesso motivo anche infiammazioni delle mucose orali possono trovare giovamento dalla masticazione di una spezzatina o direttamente della radice (si trovano in vendita le radici legnose da masticare fino ad esaurimento del succo).

Il sapore dolce e gustoso la rende una delle piante preferite anche per elisir e digestivi, utilizzata per lo più sotto forma di decotto o di alcolito da aggiungere agli altri ingredienti scelti.

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La liquirizia ha delle controindicazioni?

Sembra che la liquirizia alzi la pressione sanguigna per questo chi soffre di ipertensione dovrebbe evitarne l’assunzione, ma questa controindicazione non è confermata da tutti gli esperti del settore. Si dice anche che l’abuso di liquirizia possa provocare mal di testa, gonfiore e ritenzione idrica, ma sia chiaro che un pezzetto di liquirizia ogni tanto non crea alcun problema a nessuno, a meno di patologie particolari.

Liquirizia: solo caramelle?

Sebbene le caramelle alla liquirizia siano decisamente comuni, che siano al naturale o zuccherate, aromatizzate alla menta o alla violetta, l’estratto della pianta può essere usato anche nella preparazione di veri e propri dessert o di piatti salati (solitamente in questi casi si utilizza la polvere). In Calabria è acquistabile la pasta alla liquirizia ed esistono diverse ricette per realizzare creme particolari e sfiziose da mettere su carne e pesce (particolarissimo è il filetto alla liquirizia e cipolle di tropea che unisce in un unico piatto 2 delle produzioni migliori della Regione Calabria).

Se invece si vuole unire una tradizione del Nord con una del Sud, è possibile mettere nel piatto un risotto allo zafferano e liquirizia, da prepararsi semplicemente con un soffritto di olio e cipolla, riso bianco, brodo, parmigiano, pochissimo zafferano e non più di 2 grammi di liquirizia in polvere. Qualcuno potrebbe davvero resistere a una prelibatezza così particolare?

 


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