Latte vaccino ricco di pus? Che fare a colazione?

Il latte fa bene alle ossa, è ricco di calcio, combatte l’osteoporosi, è l’alimento principale di tutti i bambini: questo ciò che ci viene detto da decenni. Eppure ultimamente nuove linee di pensiero (e nuovi studi scientifici) hanno evidenziato qualche problematica seria rispetto all’assunzione del latte, in particolare quello vaccino, per la dubbia salubrità dell’alimento in sé e per la ingente presenza di impurità anche nelle marche di latte più vendute.

Cosa contiene il latte?

Il latte contiene acqua, grassi (3,5-4%), zuccheri (4,8-5%), proteine (3-3,5%), sali minerali, vitamine ed enzimi. I neonati si nutrono esclusivamente di latte materno per i primi mesi di vita, ma bisogna sottolineare che la composizione chimica del latte di una madre è differente da quella del latte vaccino che contiene un maggior numero di grassi saturi, dannosi per la salute se assunti in quantità eccessive.

In ogni caso il latte per essere digerito ha bisogno di un enzima, la lattasi, specifico per la divisione dello zucchero disaccaride, il lattosio, nei due zuccheri monosaccaridi che lo compongono e che sono direttamente assimilabili, il glucosio e il galattosio. Questo enzima, presente in tutti i bambini tende a sparire con l’età adulta, così che più dell’80% della popolazione oltre i 10 anni di età ne è priva. Questo fa sì che grosse molecole di zuccheri possano attraversare la parete intestinale provocando gonfiore, crampi, diarrea, stipsi e tutto ciò che rientra nel frequente problema della intolleranza al lattosio.

L’enzima è presente anche nel latte stesso, ma il processo di pastorizzazione, necessario per uccidere eventuali agenti patogeni del latte prima del consumo, distrugge anche la lattasi, oltre che gran parte delle vitamine e dei minerali, compreso il calcio e l’enzima necessario per il suo assorbimento: la fosfatasi.

E inoltre…

Secondo alcune teorie, il latte vaccino acquistato nei supermercati, che sia pastorizzato o meno contiene delle sostanza tutt’altro che salutari o gustose. Le mucche che vivono l’intera vita in allevamenti intensivi infatti, si trovano a strettissimo contatto con un numero molto elevato di altre bestie e nella maggiorparte dei casi non vedono mai la luce del sole. Questo le porta a vivere un ambiente poco sano in cui è molto frequente che si sviluppino delle malattie; per questo motivo al cibo somministrato vengono aggiunti degli antibiotici, necessari per contrastare le eventuali infezioni, ed è presente anche una certa quantità di pesticidi utilizzati per la coltura dell’erba utilizzata per nutrirle. Lo stato di salute assolutamente poco sano fa sì che le mucche non stiano mai veramente bene e ospitino batteri e agenti patogeni che inevitabilmente si riversano in ogno loro secrezione corporea, tra cui il latte. Per questo si sente dire che nel latte vaccino c’è del pus: significa che in ogni litro di latte possono essere presenti fino a 400 milioni di cellule somatiche (volgarmente chiamate pus) e 100 milioni di germi, così come regolamentato dalla legge vigente che ne definisce il limite massimo nell’unità di misura.

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Secondo le stesse teorie poi, la pastorizzazione non elimina questi germi, ma può al massimo limitarne la presenza, mentre, come detto, distrugge comunque buona parte delle sostanza nutritive.

Bere il latte fa bene o fa male?

Se la presenza di batteri in sé potrebbe non essere un dato di totale insalubrità dell’alimento (d’altra parte i batteri sono veramente ovunque e non tutti sono dannosi per la salute umana), la presenza di antibiotici non può certo far bene.

Se si rientra nel fortunato 15-20% della popolazione che mantiene in età adulta la capacità di digerire il latte, bere un cappuccino per colazione o un bicchiere di latte fresco d’estate può non essere dannoso per la salute (per quanto poco utile ai fini della nutrizione), a patto che si scelga un latte proveniente da allevamenti non intensivi e certificato biologico (e non basta che ci sia scritto “biologico”; per essere sicuri della biologicità dell’alimento è opportuno che sia presente il marchio europeo: la foglia verde con le stelline intorno), altrimenti si può comunque stare tranquilli; calcio, vitamine e altri nutrienti possono essere recuperati da una vasta gamma di altri alimenti che rendono il latte, se anche buono, di certo non indispensabile.


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