Latte sì, latte no: fazioni opposte a difesa della salute dell’uomo

Quante sono le persone che in Italia (e nel mondo) sono abituate a prendere un buon cappuccino per la colazione mattutina? Di certo basta entrare in qualsiasi bar e la risposta è lampante: sono tantissimi. Privato del caffè viene poi dato ai bambini piccoli per stimolare lo sviluppo osseo e agli anziani per rafforzare le ossa a rischio di osteoporosi. Eppure qualcuno dice che il latte comunemente usato, quello vaccino, non sia salutare. Sembra faccia male e non sia naturale nutrirsene. Come al solito quando si parla di alimentazione le opinioni sono tante e ognuno adduce ottime motivazioni scientifiche a difesa della propria.

Perché molte persone non digeriscono il latte?

Quando ingeriamo il cibo, qualsiasi sia, questo deve essere digerito. Significa che enzimi specifici devono essere in grado di scindere le grandi molecole che formano l’alimento in molecole più piccole che possono attraversare la parete intestinale. Il latte contiene uno zucchero, il lattosio, che è formato da due molecole diverse e unite tra loro (è un disaccaride) e perché questo possa essere assimilato le due molecole devono essere separate da un apposito enzima, la lattasi.

Solitamente l’enzima è molto presente nei neonati (che si nutrono di latte), mentre la sua produzione cala con la crescita; l’adulto è praticamente privo di questo enzima e questo è il motivo principale per cui il latte può risultare molto difficile da digerire. Chi è privo della lattasi infatti accusa gonfiore, flatulenza, diarrea o addirittura vomito anche dopo un solo bicchiere di latte; solitamente però chi sin da piccolo continua a berne quotidianamente mantiene la capacità di produrre l’enzima riuscendo a nutrirsi di latte fresco anche da adulto.

Ma digeribile o meno, il latte fa bene?

Cosa dice chi sostiene la salubrità del latte?

Il latte è un alimento di cui si fa un buon uso da tantissimo tempo, almeno sin da quando le popolazioni sono diventate, da nomadi, stanziali. Chi difende il latte vaccino considera il fatto che da sempre i bambini lo bevono e sono sani e chi non lo digerisce può eliminarlo dalla propria dieta senza però che debba accusare un importante alimento di insalubrità. Ci sono statistiche che vedono il Nord Europa grandi consumatori di latte e qui almeno l’85% della popolazione produce la lattasi anche in età adulta, mentre la percentuale degli intolleranti aumenta man mano che ci si muove verso il Centro e il Sud Europa dove le abitudini alimentari cambiano con la cultura. Il latte è ricco di calcio e viene consigliato da molti medici per contrastare l’osteoporosi e a mantenere le ossa forti e sane, per questo è spesso consigliato ai bambini in crescita e alle donne dopo la menopausa.

Cosa dice chi invece lo considera un alimento insano?

Chi contrasta l’utilizzo del latte asserisce che se il corpo umano tende naturalmente a non produrre l’enzima necessario alla sua digestione, probabilmente è perché l’adulto non ha bisogno di un alimento adatto invece alla crescita dei bambini; inoltre, essendo il latte vaccino diverso nella sua composizione chimica da quello umano, è probabile che solo quest’ultimo sia da considerarsi necessario, mentre quello animale è soltanto un surplus alimentare (anche se sembra che il latte di capra e, soprattutto, quello di asina siano molto più simili al latte umano rispetto a quello vaccino).

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Coloro che non approvano l’utilizzo del latte si affidano alle statistiche che vedono il Nord Europa ai primi posti per le fratture del collo del femore a causa dell’osteoporosi nelle donne oltre i 60 anni di età nonostante il grande uso di latte; questa sarebbe un’ulteriore dimostrazione che il calcio presente nelle tazze della colazione quotidiana non è così assimilabile come si pensa. Inoltre un’altra argomentazione che indurrebbe a evitare il consumo di latte risiede nel fatto che la sua digestione consuma più calcio di quanto ne introduce, ottenendo così l’effetto contrario a quello del rafforzamento osseo.

Cosa fare dunque?

Quando si tratta di alimentazione ognuno porta avanti le proprie teorie ed è molto difficile capire chi sta dalla parte della ragione. Certo il concetto del “si è sempre fatto così, quindi è giusto” è probabilmente superficiale, così come la tendenza dei tempi recenti a demonizzare molti alimenti sta confondendo le idee a chi cerca di avere un’informazione obiettiva sulle cose. C’è da sottolineare che non sono soltanto le medicine alternative a sconsigliare il latte, ma anche alcuni medici nutrizionisti sono giunti alla stessa conclusione in seguito ai propri studi nell’ambito della medicina ufficiale. In questo modo è certo difficile decidere cosa fare, specialmente se si tratta di alimentare un bambino. Sicuramente è necessario fidarsi del proprio pediatra o del proprio nutrizionista e comunque, nell’attesa di poter avere notizie più affidabili dal mondo scientifico, spesso la risposta è nell’armonia: senza eliminare nulla totalmente, ricordiamo che l’eccesso (di qualsiasi cosa) non è mai positivo.

 

 

 


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