L’allergia ai cibi piccanti

Chi di voi non ama la cucina messicana? Le empanadas, i tacos, e tutti gli altri manicaretti che rendono appetitose le nostre cene? Ma, rimanendo nel mondo del piccante, come dimenticare la classica pasta aglio, olio e peperoncino?

Il peperoncino è un alimento arrivato in Europa dal nuovo mondo nel XVI secolo, ma ha rapidamente trovato posto nella cucina italiana a causa del suo uso versatile.

Pensate che il peperoncino piccante era usato come alimento fin dai tempi più antichi. Già nel 5500 a.C. era conosciuto dalle popolazioni del Messico e veniva ampliamente coltivato, era inoltre la sola spezia utilizzata dagli indiani del Perù e del Messico.

Oltre a rendere molto gustoso qualsiasi cibo, il peperoncino ha anche molti altri pregi:

innanzitutto è utile per mantenere inalterata la qualità dei cibi, cosa fondamentale nelle zone dal clima afoso e caldo. Ben quattro composti del peperoncino, tra cui i flavonoidi e i capsaicinoidi, hanno un notevole effetto antibatterico, cosicché ogni prodotto cotto col peperoncino può essere conservato abbastanza a lungo.

Ma il peperoncino ha anche un importante uso medico: i peperoncini sono ricchi in vitamina C e si pensa che abbiano molti effetti benefici sulla salute umana, sempre se usati con moderazione e chiaramente in assenza di problemi gastrointestinali.

Ma perché il peperoncino fa bene?

Il peperoncino ha un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di prezioso antitumorale. Inoltre, il peperoncino si è rivelato davvero utile nella cura delle malattie da raffreddamento, ad esempio la sinusite, il raffreddore e la bronchite, che è stata particolarmente pesante in Italia durante quest’ultimo inverno!.

Dulcis in fundo, il peperoncino favorisce la digestione e (raccontano le leggende) potrebbe essere utile anche per aumentare la virilità!

Tutte queste virtù sono dovute in particolar modo alla capsaicina, una sostanza che è in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici.

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Esiste un ultimo uso medico del peperoncino, che potremmo chiamare “finale”:

esso stimola la peristalsi intestinale e favorisce quindi il transito e l’evacuazione. l più veloce passaggio intestinale, agendo insieme al potere antibatterico ed antimicotico, evita la fermentazione e la formazione di gas intestinali e di tossine, soprattutto le tossine della candida albicans.

Purtroppo però questa pianta così apprezzata può creare dei gravi disagi nelle persone ad essa allergiche!

Vari peperoni e peperoncini, dall’apprezzato peperoncino di Caienna alla saporita paprika, possono portare forti reazioni allergiche. In molti casi l’allergia non è causata dal frutto commestibile della pianta, che viene adoperato in cucina, bensì al suo semi invisibile polline! I peperoni, tipicamente una varietà più dolce della famiglia capsico (a cui appartiene anche il peperoncino), possono innescare reazioni allergiche a causa della presenza di profilin, un tipo di proteina. La presenza di profilin può variare a seconda del particolare tipo di peperone, rendendo possibile per chi soffre di allergie di consumare alcuni peperoni senza problemi.

In molti casi, gli ingredienti in un piatto piccante che portano il calore non necessariamente causano anche l’allergia. Molte salse e condimenti che al loro interno hanno anche un’erba piccante o delle spezie contengono per fortuna pure alcuni allergeni fra i più comuni. La soia cagliata, per esempio (ampiamente utilizzata nella cucina orientale) spesso contiene arachidi, un allergene comune, proprio come i peperoncini e l’aglio. La salsa XO, di origine cinese, contiene una varietà di frutti di mare e peperoncini piccanti. La pasta Gochuchang, famosa nella tradizione culinaria coreana, contiene riso glutinoso e peperoni rossi. In molte cucine della regione asiatica si preparano piatti piccanti con sostanze provenienti da arachidi o altri semi o noci, che possono essere comuni allergeni.

Quali sono le reazioni allergiche più tipiche ?

Le reazioni allergiche possono variare da disturbi di lieve entità fino a raggiungere situazioni più gravi, addirittura di pericolo di vita. Se sapete di avere un’allergia al peperoncino, è meglio evitare di mangiarne, anche se in piccolissime quantità. Prendiamo il pepe di Caienna, per esempio: esso può causare anafilassi, od addirittura un vero e proprio shock anafilattico, da cui possono conseguire orticaria, gonfiore intorno alla gola ed i passaggi nasali, un battito cardiaco irregolare o rapido, diarrea, vertigini o nausea.

In alcuni rari casi questo shock può portare alla morte della persona che soffre di allergia.

Cos’è l’anafilassi?

Il corpo umano è colpito da anafilassi quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo ad un allergene in un tentativo esagerato di protezione. Ciò provoca un improvviso calo della pressione sanguigna ed altre reazioni come quelle sopra descritte. Se invece si verificano semplicemente abbondante sudorazione od il classico “naso che cola”, è probabile che si soffra di una leggera allergia alimentare o di una rinite gustativa.

In questo caso perciò si potrà, in qualche caso, aggiungere un leggero pizzico di peperoncino alle proprie pietanze, pur sapendo che si dovrà sopportare un leggero “prezzo” per dare un po’ di vigore alle nostre pastasciutte od ai piatti della cucina asiatica e messicana.


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