La salvia: non è solo un ottimo condimento

La salvia è una delle poche erbe aromatiche che la cucina italiana ancora utilizza in buone quantità per condire legumi in padella, zuppe o patate fritte, ma questa semplice e profumatissima pianta possiede anche molte qualità benefiche di cui è possibile usufruire mediante l’alimentazione e attraverso la fitoterapia.

Caratteristiche della pianta

È una pianta perenne piuttosto semplice da coltivare e si presenta in grandi cespugli di foglie anche molto grandi e con un caratteristico colore grigio-verde chiaro. Le foglie sono ruvide, leggermente pelose e spesse ed emanano un ottimo profumo anche solo con lo sfregamento; i fiori sono invece bluastri e si trovano all’apice dei rametti molto fogliosi.

La salvia (Salvia Officinalis L.appartiene alla famiglia delle Labiatae, è originaria dell’Europa meridionale, ma si trova oggi in tutta Italia. Viene solitamente coltivata per uso culinario, ma ne esistono anche delle varietà decorative come la Purpurascens, con le foglie rossastre e la Interina con le foglie bordate di giallo.

La salvia in erboristeria

Nella tradizione erboristica le parti della pianta usate a scopi terapeutici sono le foglie e le sommità fiorite, le prime da raccogliersi tra aprile e luglio e le seconde tra maggio e agosto.

Ha degli ottimi principi attivi utili a stimolare le funzionalità di intestino e cistifellea, sono infatti note le proprietà digestive, eupeptiche e colagoghe.

Importanti anche le funzioni balsamiche ed espettoranti, utili in caso di bronchiti, raffreddori e mali stagionali.

Per questi disturbi è opportuno assumere la salvia mediante infuso o tintura vinosa. La tisana si prepara sempre con foglie secche e ne occorre circa 1 grammo per 100 ml di acqua, mentre la tintura vinosa viene preparata con del vino bianco o del Marsala in cui si fanno macerare per 5 giorni 4 grammi di foglie in 100 ml di liquido.

In alcune situazioni ed associata ad altre erbe come calendula o angelica, la salvia può contribuire a migliorare dei disturbi ovarici, ma in questi casi è sempre bene affidarsi a un esperto per non eccedere nelle dosi e non sbagliare le proporzioni.

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Un macerato di salvia può anche essere utilizzato esternamente per contrastare le irritazioni gengivali, orali in genere o della cute; in questo caso l’infuso (da non bere!) viene preparato con 4 grammi di foglie in 100 ml di acqua.

Forse alcuni ricorderanno un certo consiglio dei nonni: pulirsi i denti con le foglie di salvia; per quanto possa sembrare strano, la particolare struttura della foglia è in grado di “lavare i denti” come un dentifricio e il contenuto di oli essenziali specifici è anche un ottimo coadiuvante per combattere l’alito cattivo.

salvia ricetteQualche foglia in cucina e il piatto si ravviva

La salvia viene spesso usata in associazione al rosmarino per condire arrosti e fagioli all’uccelletto, ma esiste un famoso condimento capace di dare sapore semplice e genuino (ma non particolarmente leggero) a un bel piatto di ravioli spinaci e ricotta: il burro e salvia. Scaldare un po’ di burro fresco e di ottima qualità con un rametto molto foglioso di salvia è un modo rapido per preparare un piatto tradizionale e quasi sempre apprezzato.

Quando poi la salvia ha le foglie molto grandi è possibile preparare un antipasto sfizioso e piacevole: con un po’ di semplice pastella di uovo farina e sale, le foglie possono essere fritte e gustate ancora calde.

Per quanto sia un ottimo alimento, se la salvia viene assunta come elemento fitoterapico è bene non eccedere nelle quantità: gli oli essenziali in essa presenti possono infatti provocare delle intossicazioni e dei disturbi nervosi e sarebbe bene porre attenzione specialmente se si è in stato di gravidanza: basti pensare che nell’antichità veniva usata per facilitare le contrazioni uterine durante i parti difficili.


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